Verso le amministrative: Alessandro Pandini candidato Sindaco a Montodine

Alessandro Pandini, nato a Crema il 19 febbraio1979, ha vissuto a Montodine fino al 2012, anno in cui si è sposato con Eugenia Cortesi. Dai genitori ha ricevuto un’istruzione basata sul rispetto degli altri e sulla determinazione nel portare a termine progetti.
Nel 1996 ha iniziato a lavorare come apprendista presso la ditta “Bianchi Verniciature” a Montodine; nel 1998 ha svolto il Servizio Civile presso la Casa di Accoglienza ubicata nella Parrocchia di San Bartolomeo a Crema e nel 1999 ha iniziato a lavorare come operaio presso l’industria metalmeccanica “OutoKumpu” a Castelleone. Come lui stesso ha dichiarato in una recente intervista, la vita professionale gli ha insegnato che l’impegno e la costanza sono fattori indispensabili per il raggiungimento di obiettivi ambiziosi.

La carriera politica di Alessandro Pandini è iniziata nel 1999, nella seconda legislatura di Ferrante Castelli, in qualità di Membro della Commissione Spazio Giovani. Dal 2004 al 2009 è stato Consigliere non eletto con carica esterna di Delegato allo Sport. Qui ha iniziato a relazionarsi con varie associazioni sportive. Dal 2009 ricopre le cariche di Consigliere con Delega alla Viabilità e allo Sport e di Assessore.

Come ha dichiarato lui stesso alla stampa, in un momento in cui è molto difficile svolgere ruoli amministrativi a livello Comunale a causa della mancanza di finanziamenti statali che vincolano e limitano molte scelte, Pandini ha scelto di candidarsi per amore verso il suo paese e per poter dare continuità al lavoro svolto in questi anni. La scelta è stata ben ponderata, attraverso un lungo lavoro fatto assieme ad un gruppo di persone con cui sta collaborando.
Pandini è determinato a formare una lista di “consiglieri”nel più breve tempo possibile, scelti dal gruppo con cui si sta incontrando da parecchi mesi.

Seguirà poi una prima fase di confronto diretto con la cittadinanza, per ascoltare e raccogliere idee in tutto il territorio comunale e per realizzare un programma basato sulla effettiva conoscenza della realtà locale.

Per favorire questo processo si è impegnato nel progetto della lista civica denominata “Rinnovare Montodine”, scegliendo di concentrarsi non tanto sull’orientamento politico, quanto sulla valutazione del lavoro fatto fino ad oggi, della disponibilità, dell’impegno e della costanza di ogni singolo componente.
Pandini ha recentemente affermato che i bisogni della cittadinanza sono cambiati molto nel corso di questi anni, complice il momento di grande crisi economica che l’intero Paese sta attraversando. Questo ha notevolmente aumentato la mole di lavoro per il settore dei Servizi Sociali, ma con il lavoro dell’amministrazione uscente si è riusciti a non abbandonare nessuno. La condizione economica dei Comuni è difficile e questo porta a trovare strade alternative per realizzare opere, come, ad esempio, l’adesione a bandi. È molto importante anche avere un occhio di riguardo all’ambiente e alle energie rinnovabili che possono ridurre alcuni costi (come le utenze), permettendo così di utilizzare il denaro per altri scopi.

Dal PD cordoglio al sindaco Perri per la scomparsa del padre

Venuti a conoscenza del grave lutto che lo ha colpito siamo ad esprimere, a nome di tutte le democratiche e i democratici di Cremona, le nostre più sentite condoglianze al sindaco Oreste Perri e alla sua famiglia.

Abbiamo avuto modo di conoscere il sig. Giuseppe Perri in altri contesti, e conosciamo bene il legame che ha sempre contraddistinto il loro rapporto. Anche per questo esprimiamo la nostra vicinanza al sindaco Perri, oltre ogni formalità.

 

Matteo Piloni – Segretario Provinciale PD

Andrea Virgilio – Capogruppo PD in Consiglio Provinciale

Maura Ruggeri – capogruppo PD consiglio comunale

I Comuni al voto, lo scadenzario ed alcune note elettorali per le prossime Amministrative ed Europee

In occasione delle prossime Elezioni Europee che si svolgeranno domenica 25 maggio, si voterà anche per un’importante tornata di elezioni amministrative per l’elezione dei Sindaci e dei Consigli Comunali. 

Il voto riguarderà  26 capoluoghi (3.108.909 ab.), 217 comuni superiori ai 15.000 abitanti (5.770.153 ab.) e 3.854 comuni inferiori (11.970.794 ab.).

 

Sempre il 25 maggio è previsto il voto anche per l’elezione del Presidente e dei Consigli Regionali di Abruzzo e Piemonte.

 

Nei comuni della regione Friuli Venezia Giulia, avrà luogo dalle ore 8 di lunedì 14 aprile alle ore 12 di martedì 15 aprile.

 

In allegato l’elenco completo degli enti al voto, lo scadenzario, la tabella dei Consiglieri da eleggere ed alcune  note esplicative relative alla normativa sull’iva, propaganda e comunicazione.

 

http://www.partitodemocratico.it/doc/265701/amministrative-2014-i-comuni-al-voto-scadenzario-note.htm

Scadenze Elettorali 2014

note elettorali iva, propaganda, comunicazione

AMMINISTRATIVE PRIMAVERA 2014 aggiornato 27-02-2014 – PER WEB

 

Galimberti Giovedì a S. Ambrogio e il lancio della canzone

Mentre continuano i lavori su coalizione e programma, il candidato sindaco Gianluca Galimberti la città continua ad incontrare i quartieri. Lunedì 10 marzo appuntamento al Cambonino con alcuni residenti per proseguire il percorso iniziato durante la campagna delle primarie. Ore 20.30 in una sala dell’oratorio, sede del comitato.

Giovedì 13 marzo, poi, incontro nel quartiere S. Ambrogio con i residenti di Risorgimento, S. Ambrogio, Incrociatello e via Sesto. L’appuntamento (alle 21 al circolo Acli ‘Conca’ di via S. Francesco d’Assisi) sarà preceduto da un volantinaggio mirato nelle zone interessate.

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Oltre ai quartieri, anche musica nella settimana del progetto civico che sostiene Gianluca Galimberti. Pronta  la canzone che accompagnerà tutta la campagna elettorale, scritta e interpretata da Superio. Miglior band dell’anno al Tour Music Fest 2013, il trio composto da Lorenzo Biagiarelli, Giacomo e Tommaso Ruggeri, sarà protagonista di un concertovenerdì 14 marzo al locale Tacabanda dalle ore 21, durante il quale verrà presentata per la prima volta la canzone.

Clicca qui per ascoltare la canzone ‘Abbiamo un sogno’, scritta e interpretata dai Superio per Gianluca Galimberti.

A proposito di omofobia: comunicato stampa di Andrea Virgilio (capogruppo PD in Consiglio Provinciale)

Nel corso di questo mandato, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno del PD che chiedeva alla Provincia di contribuire a contrastare il fenomeno dell’omofobia anche attraverso la costruzione di un rapporto con il mondo del volontariato, dell’associazionismo e della scuola.
Allora il centrodestra votò il nostro documento, ma, come ben sappiamo, allora non erano previste manifestazioni di piazza e campagne elettorali: tuttavia la Giunta, irrispettosa di quell’indirizzo, non ha mai fatto nulla a riguardo, a differenza di tanti altri enti locali di diverso orientamento attivi su questo tema.
Ora, la decisione di uscire dalla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, ha il triste sapore di una scelta in spregio a quell’ordine del giorno, che manifesta tutta la superficialità sul tema non solo di questa Giunta, ma anche dei consiglieri di maggioranza, che probabilmente si saranno già scordati dell’atto approvato.
I temi etici devono essere oggetto di un dibattito costante e profondo fra opinioni e culture diverse, non possono ridursi ai gesti simbolici di una giunta che cerca di garantirsi qualche ultimo spicchio di visibilità.

L’arte di amministrare. La seconda giornata del corso per amministratori organizzato dal PD.i

Questa mattina si è tenuta la seconda giornata del corso per amministratori organizzato dal PD di Cremona.

Il tema dell’incontro, la programmazione territoriale, che ha visto gli interventi degli architetti Marco Turati, Maurizio Rossi e Carlo Dusi, insieme ad Enrico Manifesti, sindaco di casalmorano, e il consigliere regionale Agostino Alloni.

Come sempre moltissimi i partecipanti.

Il terzo incontro si terrà sabato 15 marzo, sempre dalle 9 alle 12 (sala Ial-Cisl via Dante), e tratterà il tema:”Patto di stabilità e scelte economiche del Comune.”

Interverranno Nadia Fontana, dirigente ragioneria comunale, Claudio Silla, sindaco di Casalmaggiore, e Agostino Alloni, consigliere regionale.

Galimberti ha incontrato i ferrovieri e i pendolari. “Il tema dei Treni riguarda il rilancio della città!”

Pendolari e ferrovieri a confronto sulle problematiche ferroviarie della città. Nel pomeriggio incontro al Dopolavoro Ferroviario di Gianluca Galimberti, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, con un gruppo di lavoratori su proposte programmatiche. In serata appuntamento con i pendolari, a cui alcuni ferrovieri hanno voluto partecipare.

“Il tema dei treni in questo territorio non riguarda solo la mobilità – ha esordito Gianluca Galimberti di fronte a pendolari e lavoratori -, ma è una questione che riguarda quale futuro si pensa per questa città, quale rilancio. Quello che sta succedendo questa sera, l’incontro tra pendolari e ferrovieri, è anche un metodo di lavoro. Ascolto-azione, confronto per arrivare a fare delle scelte. Un metodo che dovrebbe avvenire in diversi ambiti. La città, infatti, ha bisogno di riconnettersi. Cremona ha davanti delle sfde e non ha più tempo da perdere. Se continuiamo a rimanere fermi, Cremona rimarrà ai margini della Lombardia e del paese”.

Numerosi gli interventi dei pendolari in sala. Perdita del pendolino, aumento delle fermate, tempi di viaggio dilatati, alcuni dei punti emersi. “Chiediamo un treno veloce alla mattina e uno alla sera – ha detto un pendolare della Mantova-Cremona-Milano – I pendolari non sono rappresentati nei tavoli regionali, manca totalmente la comunicazione ai viaggiatori. Ci sentiamo presi in giro”. “Il colmo è che la situazione negli anni è andata peggiorando”, è intervenuta una signora della linea per Brescia. “Cremona – ha aggiunto un altro viaggiatore del Cremona-Milano – sofre del problema del binario unico, della scarsa manutenzione, della mancanza di pianifcazione, di materiale rotabile indecoroso”. “A Cremona c’è un problema infrastrutturale e di gestione della circolazione dei treni – ha detto un macchinista – Se non ci sono investimenti per raddoppiare il binario unico, l’unico modo è razionalizzare l’esistente”.

“La consapevolezza che l’amministrazione ha un margine di manovra limitato c’è tutta – ha concluso Galimberti – Ma bisogna capire quali possono essere le proposte. E dove il Comune non può operare, deve essere portatore di istanze. C’è un ruolo politico che va giocato a livelli diversi, in Regione e a Roma. La questione fondamentale è il rilancio della città. Perché se le istanze vengono portate da una città che non muove un dito, non sono considerate. Voi rappresentate una ricchezza per la città, ma la città deve rispondere, muovendosi”.

L’incontro con i ferrovieri

Un confronto concreto sui problemi ferroviari del territorio con la stesura di alcuni proposte programmatiche. Nel pomeriggio di venerdì 7 marzo, Gianluca Galimberti, candidato sindaco della coalizione del centrosinistra, ha incontrato un gruppo di ferrovieri al Dopolavoro Ferroviario.

“Uno dei punti del programma – ha esordito Gianluca Galimberti – sarà quello di collegare Cremona con altre città strategiche. Insieme lavoriamo per stilare proposte puntuali. Azioni concrete che l’amministrazione può fare, elaborate con gruppi di cittadini, lavoratori e pendolari. E quando il Comune non può agire, perché certe questioni non dipendono dall’ente locale, l’amministrazione si deve fare interprete presso Regione e Ministero, insieme a tutta la città e in sintonia con altri comuni del territorio per dire basta a questa situazione insostenibile”.

Treni diesel, raddoppio linee, razionalizzazione degli orari, interconnessioni con altre linee più efficienti, materiale rotabile in base all’affluenza, alcuni degli argomenti affrontati durante l’incontro.

“Il tema del trasporto ferroviario e del collegamento con altre città – ha concluso Galimberti – è un tema fondamentale perché l’isolamento del territorio porta necessariamente all’esaurimento di questo territorio”.

L’intervento dell’on. Cinzia Fontana sulle “dimissioni in bianco”

PROGETTI DI LEGGE: Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie

 

CINZIA MARIA FONTANA. Signor Presidente, signore rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, la relatrice, onorevole Maestri, ha non solo ampiamente illustrato i contenuti del provvedimento oggi in esame, ma anche dei percorsi e passaggi che, sul tema delle dimissioni in bianco, hanno interessato i lavori parlamentari della XV, XVI e XVII legislatura.

Ero qui alla Camera nel 2007, quando approvammo, praticamente all’unanimità (430 voti favorevoli su 433 votanti), la legge n. 188. C’era, in quella discussione, un filo conduttore che attraversò gli interventi di tutti i gruppi e cioè che con quel provvedimento si metteva un altro tassello per garantire l’esercizio concreto dell’articolo 35 della Costituzione, in base al quale la Repubblica deve tutelare il lavoro, che invece, con la vergognosa pratica delle dimissioni in bianco, subiva un’inaccettabile, insopportabile e palese violazione.

Il regolamento applicativo fu approvato nel gennaio 2008, a Camere sciolte, e la legge non poté perciò esplicare i suoi effetti, visto che, pochi mesi dopo, con l’insediamento del Governo Berlusconi, venne immediatamente abrogata. Forte fu, negli anni successivi, la sollecitazione che veniva dal Paese a dare un segnale di civiltà per contrastare una pratica odiosa come quella delle dimissioni in bianco.

Nel 2012 abbiamo reintrodotto, all’interno della legge Fornero sul mercato del lavoro, una serie di disposizioni che puntavano all’inasprimento e all’allargamento dei controlli, con un meccanismo a valle di condanna amministrativa, con un doppio percorso, uno alternativo all’altro. Questo meccanismo risulta però essere farraginoso, insufficiente ed aggirabile.

Da queste considerazioni, quindi, la proposta del testo unificato oggi in aula, testo unificato di due proposte di legge, una del gruppo di SEL ed una del nostro gruppo, PD, a prima firma della collega Bellanova, oggi sottosegretario proprio al Ministero del lavoro.

Il testo unificato si pone l’obiettivo di prevenire a monte l’abuso della firma in bianco.

Vorrei sgombrare subito il campo da alcuni equivoci, che rischiano di farci fare una discussione sbagliata e distorta e che rischiano di creare incomprensioni fra di noi su un tema su cui il consenso dovrebbe essere invece il più alto possibile.

Primo equivoco: la norma sarebbe vessatoria nei confronti dei datori di lavoro, perché complicherebbe la vita delle imprese.

Voglio qui contestare fermamente questa tesi, che non incarna, anzi distorce lo spirito reale del provvedimento. In primo luogo, per una ragione di fondo: perché considero oggi veramente fuori luogo e fuori tempo che una norma di buonsenso, di tutela e di giustizia verso chi è più debole venga vissuta come contrapposizione all’impresa. In secondo luogo, perché anche questo è un servizio alle imprese sane, che sono tante e che, applicando correttamente le leggi e i contratti, subiscono la concorrenza sleale di coloro che abbattono i costi, evadendo obblighi e responsabilità sociali. Insomma, uno strumento di giustizia per i lavoratori e per le stesse imprese.

Secondo equivoco: la norma introdurrebbe rigidità ed ulteriore burocrazia.

Al contrario, io qui voglio evidenziare che la proposta, nel prevedere l’utilizzo di semplici moduli numerati, facilmente scaricabili da Internet da parte del lavoratore per evitare inutili procedure burocratiche, va proprio nella direzione della semplificazione e del superamento di un meccanismo tortuoso e poco chiaro come è quello oggi in vigore. È semmai nel decreto attuativo, che il Ministero deve disporre, che chiediamo di prestare particolare attenzione alla procedura affinché abbia proprio l’obiettivo vero di una semplificazione.

Terzo equivoco: la norma avrebbe un sapore squisitamente ideologico.

Voglio sottolineare che le dimissioni in bianco sono, prima di tutto, una pratica illegale, che va contrastata come tale attraverso norme che ne evitino l’abuso. Una pratica illegale tanto più ignobile in quanto colpisce lavoratrici e lavoratori attraverso un abuso di potere e una lesione della loro dignità. Tra questi, poi, colpisce in misura maggiore le donne e, in particolare, le donne che scelgono la maternità. Dovremmo quindi considerare ideologia difendere il valore sociale della maternità e il valore sociale del lavoro delle donne? (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Sinistra Ecologia Libertà)

Per noi questo provvedimento va considerato, molto semplicemente, come un’ulteriore politica pubblica che promuove la buona e giusta occupazione, che affronta un tema di civiltà e lo affronta con un approccio preventivo e non punitivo né repressivo.

Auspico veramente che nel prosieguo dei lavori si trovi la convergenza più ampia di tutti i gruppi parlamentari per arrivare all’approvazione di una norma di civiltà, una norma che può solo tenerci in sintonia con le esigenze profonde di dignità del mondo del lavoro.

Concludo sottolineando che considero un bel segnale, un segnale positivo, che questa Camera abbia deciso di aprire la discussione sulle linee generali alla vigilia della giornata dell’ 8 marzo (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Sinistra Ecologia Libertà).

 

Una città senza discriminazioni, proposte per famiglie e luoghi di confronto

Il settimanale Vita Cattolica, in occasione della manifestazione delle Sentinelle in piedi contro il ddl Scalfarotto, con – in contemporanea – la mobilitazione dell’Arcigay, ha chiesto al candidato sindaco Gianluca Galimberti un intervento, pubblicato il 6 marzo a pagina 13 con il titolo ‘Voglio una città senza discriminazioni’. Lo riproponiamo qui di seguito.

“La mia storia personale e le mie profonde convinzioni da sempre mi hanno portato a credere che uno straniero, una persona con handicap, una persona di altra religione, un omosessuale, ognuno porta in sé il segno di una personale originalità, che ci ricorda sempre come in realtà ognuno di noi sia differente dagli altri. Lottare contro ogni discriminazione e violenza nei confronti di chi è diverso da noi significa quindi impegnarsi perché la nostra società affermi che l’incontro con l’altro è incontro tra differenze, che possono riconoscersi e insieme costruire una convivenza giusta. Ogni legge che si ponga contro discriminazioni e violenze legate a motivi religiosi, etnici, sessuali è importante, a patto che contemporaneamente non impedisca ad alcuno di esprimere la propria opinione. Io credo che su queste idee occorra ascoltarsi e imparare a confrontarsi ed ho sempre lavorato e sempre lavorerò per costruire luoghi in cui questo confronto possa avvenire. Nel dialogo, come ascolto reciproco e dialettica tra diversi, risiede la condizione della ricerca della verità di cui nessun uomo può ritenersi depositario al di fuori di un’autentica relazione. Poiché ogni differenza, compresa quella di genere, tra uomo e donna, è un valore, compito di uno stato democratico è tutelare le differenze da ogni discriminazione ideologica. La democrazia, anche in un comune, è arte della “traduzione”,  come capacità di tradurre linguaggi diversi, a volte stranieri tra loro, parlati in una comunità in cambiamento, per costruire un incontro possibile. È l’impegno che intendo assumere personalmente anche in luoghi istituzionali come il consiglio comunale. Un cristiano laico, quando chiamato ad ricoprire incarichi pubblici, a partire dalle proprie idee e ragioni, deve essere amministratore di tutti, nessuno escluso, cercando di operare per la migliore mediazione possibile, affinché si affermi un “bene comune”. Contrapposizioni senza capacità di confronto hanno spesso impedito di costruire concrete soluzioni: forse anche per questo la centralità della famiglia è spesso solo nelle dichiarazioni strumentali di alcuni e l’affermazione di diritti sociali importanti non è ancora raggiunta. Lo dico con rispetto: non parteciperò a manifestazioni pro o contro. Continuerò a lavorare a fondo, nel quotidiano, per contribuire con altri a realizzare proposte per le famiglie, per collaborare alla costruzione di una città senza discriminazioni, per favorire luoghi di confronto per il bene della società in cui vivo e per cui mi impegno”.

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Galimberti: “Incontriamo persone, ritorniamo a fare politica così”

Circa cinquanta persone hanno partecipato al primo incontro dei collaboratori di Galimberti dopo la vittoria  alle primarie del centrosinistra. “Siamo testimoni di cambiamento”

Sala Forum Terzo Settore gremita per il primo incontro con i collaboratori di Gianluca Galimberti alle primarie del centrosinistra. “Accanto all’allargamento della coalizione e alla costruzione di un programma elettorale che deve trasformarsi in punti amministrativi – ha detto il candidato sindaco – faremo una campagna che ha le radici in quello che abbiamo già fatto. Siamo testimoni di cambiamento. Dobbiamo far montare quell’ondata di entusiasmo, non solo emotivo, ma di lucidità di analisi, di contenuti, di ascolto. Possiamo uscire dalla situazione attuale se insieme ricostruiamo una visione di città. Questi mesi saranno sostanza di proposta politica. Incontriamo persone: ritorniamo a fare politica così”. Un incontro operativo. I circa cinquanta collaboratori si sono resi disponibili per attività specifiche come volantinaggi mirati, incontri nei quartieri, turni alla sede del comitato elettorale.

Novità della campagna. Sono stati lanciati i #buonenuove point, ossia persone che, attraverso simbolici contrassegni, si fanno referenti attivi ed ‘equipaggiati’ per la propria via o la propria zona territoriale in merito al progetto civico e alla candidatura di Gianluca Galimberti.

Prossimi appuntamenti del progetto civico: venerdì doppio incontro (alle 18 e alle 21) con ferrovieri e pendolari al Dopolavoro Ferroviario.