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Crisi idrica, Alloni e Barzaghi (PD): “Invasi nelle cave, soluzione sbagliata”

Voto contrario del gruppo regionale del Partito Democratico, in Commissione Ambiente di Regione Lombardia, al progetto di legge sulle Nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche sul settore agricolo, la proposta che intende utilizzare le cave dismesse come invasi per l’acqua. A spiegare nel dettaglio perché l’idea non convince, Laura Barzaghi e Agostino Alloni, consiglieri regionali del Pd: “Intanto, il provvedimento dovrebbe essere anticipato da un documento che riporti il reale fabbisogno idrico generale, non solo riferito all’agricoltura – ha esordito Barzaghi –. Poi, il Governo si sta muovendo con le Regioni per studiare una soluzione proprio relativa ai bacini idrici di raccolta acque. La misura che vogliamo approvare in Lombardia rischia di scontrarsi con quella nazionale che sta venendo avanti”.

Dopo ci sono gli aspetti più tecnici: “Il progetto di legge parla di utilizzo di cave dismesse che non si concilia con gli accordi di riambientalizzazione cui deve sottostare il cavatore e di fatto solleva da questa incombenza l’operatore privato. Un provvedimento del genere, dunque, aprirebbe un mercato diverso a un bene tutto sommato di proprietà pubblica”. La Barzaghi ha anche sottolineato la necessità di distinguere tra “invasi con acqua piovana e opera di laminazione per le esondazioni, due situazioni che richiedono un trattamento diverso”.

Ma è stato Alloni ad affondare il colpo: “Tutto nasce da una richiesta di un preciso territorio, quello del Consorzio di bonifica del Chiese. Bene: attraverso il loro Piano comprensoriale di bonifica, il Consorzio, le istituzioni locali, insieme ai cittadini, possono benissimo prevedere di utilizzare le proprie cave dismesse come invasi. Ma non serve di certo una legge regionale che, per altro, così come impostata, può andare bene solo in determinate zone pedemontane, non certo in montagna e tanto meno in pianura, ricca di risorgive e con cave interconnesse direttamente con la falda. In pianura il rischio è quello di ottenere il risultato opposto e penalizzare gli stessi agricoltori”.  E soprattutto, ha sottolineato il consigliere Pd: “Qui saremo costretti ad andare a modificare il Piano cave e fare una variante è complicatissimo, soprattutto nella province dove i piani non sono mai stati applicati perché bloccati da ricorsi e contro ricorsi. Senza contare che per poter applicare l’impermeabilizzazione si dovrà nuovamente scavare un po’ e questo vuol dire rimettere in funzione la cava e dare al privato la possibilità di modificare lo stato dell’ambiente a impianto chiuso”.

Padania Acque. Piloni: ”Dopo l’assemblea del 5 luglio si apre una nuova fase per la società e per il territorio.”

“L’assemblea dei sindaci di Padania Acque ha definitivamente deliberato l’acquisizione delle reti e degli impianti che, fino ad oggi, erano di proprietà delle sei società patrimoniali territoriali (Aem, Scrp, Asm Pandino, Asm Castelleone, Aspm Soresina, Gisi spa di Casalmaggiore).” – dichiara il segretario provinciale del PD Matteo Piloni.

“Un passaggio che vale oltre 100 milioni di investimenti fatti negli anni da queste società e che diventano di proprietà del gestore unico, e quindi di tutti i comuni della provincia di Cremona. Un passaggio che punta a migliorare il servizio in termini di efficienza e che rafforza la società in termini patrimoniali.

Un rafforzamento che consegna alla società una grande responsabilità e che apre una fase nuova, per la quale i territori, attraverso i sindaci tutti, hanno posto grandi aspettative con l’unico di obiettivo di migliorare sempre più la qualità del servizio.

Il merito è soprattutto dei sindaci e frutto di quella buona politica che, quando si mette in una posizione di ascolto delle ragioni “degli altri”, dimostra di saper guidare e gestire processi delicati, riuscendo a tenere insieme sensibilità, interessi e specificità societarie e patrimoniali. In questi passaggi e in questi anni non sono certamente mancate le tensioni e le differenze,  ma si è dimostrato che è possibile tenere insieme ragioni ed interessi diversi, ascoltandone le ragioni e guidandone i percorsi. Ma soprattutto consegnando al territorio società forti e solide per garantire la qualità dei servizi ai cittadini.”

Acqua, ALLONI (PD): “Serve un nuovo patto che definisca il deflusso minimo vitale a seconda dei territori e degli usi”

Una definizione di deflusso minimo vitale, a seconda dei territori e dei fruitori, da decidere nell’ambito di un rinnovato Patto per l’acqua, dentro una conferenza di tutti i soggetti interessati. Lo ha chiesto il Gruppo regionale del Pd e la Giunta ha risposto positivamente, oggi, mercoledì 20 aprile 2016, durante la VIII Commissione Agricoltura, nell’ambito dell’incontro con l’assessore regionale al Territorio, urbanistica e difesa del suolo Beccalossi, in merito al tema dell’emergenza idrica in Lombardia, con particolare riferimento alle attività adottate dal Tavolo regionale per il monitoraggio delle riserve idriche.

 

“Ho fatto presente che a dicembre, nell’ambito dell’approvazione del Piano di tutela delle acque, abbiamo approvato una risoluzione che chiedeva di riattivare il Patto per l’acqua – dice Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd, componente della Commissione –. In realtà, la Giunta ha convocato il cosiddetto Tavolo per l’acqua solo in occasione delle emergenze e senza fare delle vere proposte o svolgere un vero ruolo di coordinamento”.

 

Invece, il Pd ha chiesto espressamente “che entro fine anno venga definita una procedura, dentro una sorta di conferenza, per la revisione del nuovo Patto per l’acqua, il quale a sua volta deve decidere il valore del deflusso minimo vitale – continua Alloni –. E quest’ultimo, attualmente in fase sperimentale e anch’esso in revisione, va calibrato a seconda che si parli di montagna, di pianura, di uso umano o energetico. L’importante è che tutti i soggetti interessati si riuniscano per trovare una mediazione, per prendersi precisi impegni e avviare nuove sperimentazioni”.

 

E l’assessore Beccalossi “ha risposto assicurando che è sua intenzione convocare, in autunno, una conferenza in cui discutere del tema, con tutti i soggetti interessati, come da noi richiesto”.

Acqua. Piloni e Soldo (PD):”Dal PD nessun tradimento al referendum”

Quante bugie si rincorrono in queste ore sulla presunta privatizzazione dell’acqua da parte del Governo. Niente di più falso.
Il Referendum del 2011, per il quale anche il PD di Cremona si pronunciò a favore attraverso un’assemblea, cancellava l’obbligo della privatizzazione, lasciando piena titolarità ai Comuni della scelta del modello di gestione (pubblico, misto pubblico-privato, privato). Non prevedeva in alcun modo la ripubblicizzazione del servizio. Attraverso questa possibilità in provincia di Cremona, come PD, abbiamo contribuito alla nascita di un’unica società interamente pubblica del servizio idrico.
In queste ore il PD sta invece lavorando per garantire il diritto dell’acqua, inserire elementi di tutela per le fasce più deboli, fissando in 50 litri giornalieri il minimo vitale garantito anche in casi di morosità. Si è affidato all’Autorità la definizione di criteri e modalità di individuazione dei soggetti a cui i gestori non possono sospendere l’erogazione dell’acqua per morosità, sulla base dell’ISEE.
Sono state introdotte misure per garantire la trasparenza della bolletta del servizio idrico integrato.
E’ stata rafforzata l’attività di verifica da parte dell’ente di governo dell’ambito circa l’attuazione del piano d’ambito e una verifica complessiva dell’attività svolta dal gestore del servizio, almeno 24 mesi prima della scadenza della concessione.
Nessun tradimento, quindi, del referendum del 2011. Al contrario, il PD ha e sta continuando a lavorare per dare stabilità al settore idrico, garantire davvero il diritto dei cittadini all’accesso all’acqua e ad un servizio idrico efficiente in tutto il Paese. Peccato per queste inutili e vuote polemiche che hanno solo il sapore della più sterile propaganda.

Matteo Piloni
Segretario provinciale PD

Vittore Soldo
Resp. Beni comuni segreteria regionale PD Lombardia

Acqua. CARRA E ALLONI (PD): “IMPIANTI, MANUFATTI E FONTANILI LOMBARDI NEL PATRIMONIO DELL’UMANITÀ DELL’UNESCO”

È stata approvata all’unanimità oggi, martedì 8 settembre 2015, in Consiglio regionale, la mozione, firmata anche dal Pd, che sostiene la richiesta all’Unesco di inserimento dei grandi manufatti idraulici e irrigui lombardi nel patrimonio dell’umanità.
“Con questo voto esprimiamo, come Consiglio regionale, il sostegno alla richiesta di candidatura ed esortiamo la Giunta a proseguire nell’impegno profuso insieme a Urbim (Unione regionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari) e ai Consorzi di bonifica per la valorizzazione delle risorse produttive, ambientali e culturali che costituiscono la cosiddetta ‘civiltà dell’acqua’ in Lombardia”, spiegano Marco Carra e Agostino Alloni, consiglieri regionali del Pd.

“Come si dice anche nella mozione, l’acqua ha un valore inestimabile non solo in senso assoluto, ma in particolare per questa regione, dove l’utilizzo per l’irrigazione e per la produzione ha portato in larga parte allo sviluppo agricolo e industriale – continuano Carra e Alloni –. Senza contare la bellezza degli impianti, il numero di rogge e di canali, la presenza dei fontanili”.

Un patrimonio che comprende 19 impianti, 10 fontanili, alcune grandi opere e sistemi, a contorno dei quali sono ricomprese anche strutture di notevole pregio quali musei, abbazie, castelli e ville, proseguono i consiglieri, per sostenere la candidatura dei quali “a maggio, a Capralba, si è tenuto il convegno di presentazione del progetto ‘La civiltà dell’acqua in Lombardia’ e una mostra fotografica collegata che è già stata presentata nell’ambito di quattro manifestazioni nelle province di Mantova, Brescia e Cremona, cui seguiranno tutte le altre province”, ricordano Carra e Alloni.

Acque lombarde ALLONI (PD): “FONTANILI, ROGGE E CANALI NELL’UNESCO: TUTTE LE FORZE IN CAMPO PER PORTARE A CASA IL PROGETTO”

Inserire i grandi manufatti idraulici e irrigui della Lombardia nel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. E’ questo il senso del progetto al quale stanno lavorando URBIM (Unione Regionale Bonifiche Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari per la Lombardia), Consorzi di bonifica lombardi e Regione Lombardia, ora al centro della recente iniziativa del comune di Capralba “La civiltà dell’acqua in Lombardia” (la cui mostra attinente rimarrà aperta la pubblico sino al 17 maggio). Nell’ultima tappa di presentazione del progetto, in provincia di Cremona, è stato specificato come quello verso la tutela sia un percorso lungo e difficile, ma non impossibile da percorrere, per un territorio che ha un primato di presenza e bellezza per numero di impianti, rogge, canali e fontanili. L’importante, come al solito, sarà fare rete.

“E’ importante che il progetto arrivi in porto coinvolgendo tutte le forze interessate e lo stesso Consiglio regionale. Un plauso va comunque al comune di Capralba e al suo sindaco, Gian Carlo Soldati, che sulla tutela dei fontanili e la promozione della risorsa acqua sono da tempo all’avanguardia – ha detto il consigliere Pd Agostino Alloni – . Inserire la civiltà dell’acqua lombarda nell’Unesco significa infatti non solo riconoscere la storia, la scienza e la tecnica presenti in manufatti tuttora essenziali per il funzionamento del sistema idrico regionale, ma anche la necessità di un uso sostenibile delle risorse acqua e suolo, proprio in un momento in cui l’edilizia continua a consumare suolo ed è stato lanciato l’allarme sulle conseguenze della perdita di una risorsa tanto e preziosa: è ora dunque di mettere finalmente in campo politiche forti tese a salvaguardare l’acqua e il territorio come beni comuni, con un impegno che riguardi tutti, comuni, Regione, Consorzi di bonifica, organizzazioni, cittadini”.

Costituito il nuovo CdA A.ATO di Cremona. PD:” Un altro importante passo avanti!”

Il Partito Democratico esprime soddisfazione per la gestione del processo di formazione del nuovo Consiglio d’Ammistrazione dell’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona.
Un percorso non scontato, durato mesi e che si è dimostrato in tutta la sua serietà e completezza nell’ottimo clima in cui s’è svolta la Conferenza dei Sindaci consentendo di votare all’unanimità la proposta di CdA. Una proposta che non solo ha tenuto in considerazione la quota di genere (due donne su cinque), ma soprattutto la rappresentanza territoriale, partendo dal Comune di Cremona che è rappresentato dall’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini, nominata dalla conferenza, insieme al sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini (casalasco) e dall’assessore di Romanengo Ada Schiavini (cremasco), mentre nei prossimi giorni verranno scelti i due membri indicati dal Presidente della Provincia.
Un passaggio importante, in un momento non certo semplice, ma che dimostra la volontà dei sindaci di perseguire con determinazione il percorso che porterà alla costituzione di un’unica società del servizio idrico nella nostra provincia.
Come PD continuiamo a seguire questo processo con attenzione e convinzione, certi che porterà dei benefici ai nostri territori, alla qualità del servizio e degli impianti, e ai cittadini.
Il nostro augurio di buon lavoro al nuovo presidente della conferenza (Roberto Mariani, sindaco di Stagno L., con il quale è stato nominato anche il vice presidente nella figura di Virginia Susta, sindaco di Pessina Cr.ese) e al neo consiglio di amministrazione, con la certezza che sapranno dare il proprio contributo nel percorso intrapreso.
Bene anche la piccola, ma significativa modifica del regolamento della Conferenza dei Sindaci che, rendendo pubbliche le sedute al pari dei Consigli Comunali e Provinciali, si pone l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza alle Amministrazioni.

Matteo Piloni, segretario provinciale PD Cremona
Francesca Pontiggia, responsabile ambiente PD Cremona

Servizio Idrico: dopo i Comuni, ora l’approvazione della Provincia. PD:” Un altro passo avanti verso l’unica società dell’acqua.”

Oggi anche il Consiglio provinciale ha approvato la delibera con la quale si da un chiaro indirizzo a Padania acque di completare il riassetto del servizio idrico integrato della provincia di Cremona, attraverso la realizzazione di un’unica società dell’acqua.
Nessun voto contrario, a dimostrazione dell’importanza strategica di un’operazione che più di 80 consigli comunali, tra cui Crema, Cremona e Casalmaggiore, hanno già affrontato e continueranno ad affrontare nelle prossime settimane.
Bene quindi il segnale che arriva dalla provincia e che assume un forte carattere politico, evidenziando la determinazione e la trasversalità con la quale si vuole arrivare al completamento del percorso entro pochi mesi.
Questo importante passaggio di efficentamento, razionalizzazione e risparmio delle aziende partecipate è la risposta alla necessità di poter mettere Padania Acque nelle condizioni di poter costruire il percorso di fusione nel miglior modo possibile, tenendo conto delle ricadute sui territori, vero nodo critico che merita la massima attenzione da parte di tutti.
Gli investimenti sul nostro territorio saranno di 400 milioni nei prossimi 20 anni e saneranno le situazioni di criticità esistenti a cominciare dai comuni a rischio infrazione UE. Anche per questo il PD sta sostenendo con determinazione questo processo, strategico per l’intero territorio provinciale.

Matteo Piloni
(segretario provinciale PD)

Francesca Pontiggia
(responsabile ambiente segreteria provinciale)

Servizio Idrico, Piloni: “Da Cremona e Crema il ‘via’ alla costruzione di un’unica società dell’acqua” – “Bene la scelta di Cremona di andare a gara sui rifiuti”

Lunedì 22 dicembre, in contemporanea, i consigli comunali di Cremona e Crema hanno approvato la delibera di indirizzo con la quale si da un chiaro indirizzo a Padania acque di completare il riassetto del servizio idrico integrato della provincia di Cremona, attraverso la realizzazione di un’unica società dell’acqua.

Si tratta di un passaggio molto importante, che molti consigli comunali hanno già affrontato e continueranno ad affrontare nelle prossime settimane.
Certamente, il segnale che arriva dalle due principali città della provincia, assume un forte carattere politico, che evidenzia la determinazione con la quale si vuole arrivare al completamento del percorso entro la metà del prossimo anno.

La tempistica che ha portato a questa scelta non è figlia di alcuna accelerazione, in quanto di tempo se n’è perso fin troppo in questi anni. Al contrario si tratta della necessità di poter mettere Padania Acque nelle condizioni di poter costruire il percorso di fusione nel miglior modo possibile, tenendo conto delle ricadute sui territori, che inizierà a valle degli atti di indirizzo. Ciò significa che vanno studiate tutte le strade possibili per mettere a disposizione dei territori la capacità patrimoniale che consenta di rafforzare, nel tempo, la società.

Purtroppo il voto dei due consigli non ha avuto il consenso unanime, che mi auguro possa ritrovarsi, invece, nei prossimi importanti passi.

Oltre al servizio idrico, il consiglio comunale di Crema ha approvato le linee di indirizzo circa gli adempimenti in materia di affidamenti dei servizi di rilevanza economica. Con questa scelta Cremona, come Crema, andrà a gara nel 2015 sui servizi legati ai cicli dei rifiuti e sull’illuminazione pubblica.

Una scelta, questa, che rafforza la volontà del territorio di migliorare i servizi dei cittadini, in ambito ambientale e non solo, con l’obiettivo di rilanciare con forza la raccolta differenziata in città, la riduzione dei rifiuti e il minore ricorso all’incenerimento, recuperando il tempo perso e assumendosi la responsabilità di diventare davvero punto di riferimento per i territori limitrofi anche nella gestione dei rifiuti.

Una decisione le cui ricadute riguardano anche processi ben più grandi, come quello del futuro di Lgh, per la quale la relazione, l’apertura e il dialogo tra territori può e deve fare la differenza.

Matteo Piloni
Segretario provinciale PD Cremona

Acqua, PD: “Con l’affidamento servizio più efficiente. Al via 400 mln di euro di investimenti”

Cremona, 11 ottobre 2014

Il Partito democratico esprime soddisfazione per la firma del contratto di servizio tra Ufficio d’Ambito (Ato) e Padania Acque Gestione. Si conclude così un percorso durato cinque anni per l’affidamento del ciclo idrico integrato ad una società unica provinciale completamente pubblica.
Questo processo s’è reso possibile grazie ai Sindaci che hanno saputo cogliere in anticipo lo spirito di efficentamento e risparmio imposto dalle recenti norme nazionali in tema di aziende pubbliche.
Il contratto stipulato da l’avvio ad investimenti sul nostro territorio per un totale di 400mln di € nei prossimi 20 anni che saneranno le situazioni di criticità esistenti a cominciare dai comuni a rischio infrazione UE. Spiace constatare come la volontà dell’ex Presidente Salini abbia di fatto ostacolato per 5 anni la riuscita di questo processo rallentando notevolmente l’avvio degli investimenti.
Ora ai sindaci toccherà il compito di vigilare affinchè la gestione di questo prezioso Bene Comune avvenga sempre andando incontro alle reali esigenze del cittadino.

Matteo Piloni
(segretario provinciale PD Cremona)

Francesca Pontiggia
(responsabile ambiente segreteria provinciale PD)