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Primarie PD: Maurizio Martina a Cremona lunedì 25 febbraio

In vista delle primarie del 3 marzo, Maurizio Martina, candidato a segretario nazionale del Partito Democratico, sarà a Cremona lunedì 25 febbraio alle ore 21,00 presso il Teatro Monteverdi.

Il comitato “Fianco a Fianco” della Provincia di Cremona, a sostegno della candidatura di Martina, ha di recente diffuso un appello sottoscritto da 100 persone. Di seguito il testo integrale:

Domenica 3 marzo si terranno le primarie del Partito Democratico. Noi vorremmo che fosse una giornata dedicata alla Democrazia, all’Europa e al futuro del nostro Paese. Per questo motivo parteciperemo alle primarie e chiediamo a tanti di farlo. Il nostro Paese sta attraversando un momento di grande difficoltà. Abbiamo bisogno di costruire un’alternativa ad un Governo che cavalca le paure di ciascuno, amplificandole. Abbiamo bisogno di costruire un’alternativa alle forze nazionaliste. C’è bisogno di stare vicino alle persone e di dare risposte. C’è bisogno di una forza politica che stia dove c’è una famiglia in difficoltà, un’azienda in crisi, un barcone di migranti che cercano salvezza, una scuola non sicura, una pensione che non basta, un giovane che non trova lavoro, un negozio che chiude. C’è bisogno di costruire un’Europa più vicina ai cittadini, più sociale, più giusta. C’è bisogno di ricostruire alleanze per un partito ecologista, europeista, dell’uguaglianza. Per un partito del lavoro che cambia. Noi vogliamo costruire questo impegno e, per farlo, c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Per questo noi parteciperemo alle primarie del 3 marzo. Per questo noi sosteniamo e voteremo Maurizio Martina.

Seguono le firme:
Acerbi Anna
Alini Gian
Andreini Annali
sa
Arcaini Pasqualina
Ardigò Claudio
Armanni Amedea
Azzali Rosolino
Bandera Giovanni
Barcellari Fabiola
Baroni Lucia
Barra Giovanna
Bassi Marcello
Bazzani Francesco
Begotti Stefano
Benelli Raffaella
Beretta Angela Maria
Bergamaschi Fabio
Bergamaschi Leonardo
Bergamaschi Luca
Bombelli Primo
Bragonzi Omar
Brambilla Margherita
Brambini Cecilia
Brazzoli Giuseppe
Brianza Ernesta
Buscema Monica
Bussi Nicoletta
Cadeo Giuseppina
Canevari Bruno
Cantoni Andrea
Cavalli Marco
Cesana Maura
Cherubelli Paolo Graziano
Cigognini Giorgio
Coppi Michele
Crotti Elena
Dal Conte Carlo
Della Frera Walter
Doldi Angela
Dossena Lina
Duca Carlo
Facchi Fulvio
Ferretti Simone
Fevola Pietro
Fulco Bruno
Gagliardi Giovanni
Galli Angelo
Galli Roberto
Gallinari Mauro
Galvano Luigi
Garbelli Giuseppe
Genzini Silvia
Giossi Gianluca
Gritti Valentina
Grossi Mino
Guerini Emilio
Iacchetti Goffredo
Inzoli Alessandro
La Maddalena Mina
Lanfranchi Alessandro
Lisè Leone
Lombardi Armando
Lombardi Valentina
Mairino Piera
Manzoni Mara
Mignotti Antonietta
Mignotti Franco
Mosetti Franco
Mussi Maria Silvia
Notari Fulvio
Pandini Alessandro
Parzani Armando
Pasquali Romano
Pavesi Davide
Pedrini Sante
Piloni Manuela
Piloni Matteo
Poli Giovanna Maria
Poli Mario
Pontiggia Francesca
Qualliaj Daniele
Riboli Ernesto
Ricci Donata
Rossetti Luca
Ruta Annamaria
Sangiovanni Gianmario
Savoldi Gianluca
Severgnini Alex
Squerti Franco
Soldo Defendente
Soldo Vittore
Sudati Alfio
Tacca Mario
Tacca Valeria
Taino Maria Grazia
Tiraboschi Claudio
Tiwari Ketan
Vacchelli Giovanni
Valcamonico Giovanna
Valeri Alberto
Verdi Franco
Vezzini Carlo
Zanasi Roberto

Luigi Lipara: “Il PD di Cremona accoglie l’invito di Mattarella a riportare parole di buon senso nel dibattito pubblico”

La Segreteria Cittadina del Partito Democratico raccoglie l’invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a riportare parole di buon senso nel dibattito pubblico. È forte la preoccupazione per un’azione di Governo che stenta a concretizzarsi, limitandosi ad avvelenare il clima nel Paese e a gettare discredito sulla reputazione dell’Italia nella scena internazionale. Dal sedicente Governo del cambiamento quotidianamente non arrivano che grida scomposte, messaggi intrisi di violenza e di profonda ignoranza dei principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale che gettano discredito su quelle Istituzioni che mai dovrebbero scadere nell’ostilità preconcetta, sottoponendo i cittadini a una tensione continua ed inoculando sentimenti di sfiducia.

Destano allarme le previsioni negative sugli effetti del Decreto dignità al vaglio del Parlamento, unico provvedimento economico ad oggi varato da questo Governo, che rischia di minare la fragile ma ben avviata ripresa dei dati macroeconomici ottenuta con il lavoro svolto dai governi di centrosinistra. Ma a destare forte preoccupazione è soprattutto il clima generale alimentato nel Paese da una propaganda violenta ed inedita nella storia repubblicana. Sempre più spesso giungono dai membri di questo Governo parole dissennate che fanno arretrare l’Italia sul versante della cultura della pubblica sicurezza, a partire dalla legittima difesa, passando per la questione carceraria, fino ad arrivare alle gravissime dichiarazioni del Ministro dell’Interno sul reato di tortura, sulla legge Basaglia, sulle minoranze Rom e Sinti. Nell’assordante silenzio del Presidente del Consiglio Conte, spiccano le dichiarazioni di personaggi di secondo piano come quelle del Ministro Fontana sulle famiglie omosessuali e inquietano gli episodi di intimidazione di esponenti della cultura italiana come Roberto Saviano e di Tito Boeri, colpevole di aver opposto l’ineluttabilità dei dati raccolti dall’INPS alla vuota propaganda del rancore. Quanto alla gestione dei fenomeni migratori, riscontriamo nei fatti gli esiti infausti del duro attacco alle ONG che cooperano con gli Stati nelle operazioni di ricerca e salvataggio in mare sulla base di convenzioni specifiche e registriamo l’esito negativo delle trattative con il Governo libico per l’apertura di nuovi campi e la sterile alleanza con il cosiddetto blocco di Visegrád. Al contrario di quanto urlato nella squallida campagna mediatica in atto, tutte le azioni intraprese dall’attuale Governo si stanno rivelando un fallimento che ha isolato l’Italia dagli altri Paesi dell’Europa Mediterranea ed incrementato in modo inaccettabile il numero dei morti in mare.

La segreteria cittadina del Partito Democratico ritiene che l’attuale maggioranza non rappresenti la larga parte del Paese che assiste smarrita a questa deriva di odio, che ha a cuore i diritti civili e mantiene un’alta concezione delle Istituzioni repubblicane e ad essa fa appello affinché si ritrovi, anche attraverso forme di mobilitazione sempre nuove, un rinnovato senso di comunità che ponga un argine alla dilagante deriva sfascista.

Luigi Lipara – Segreteria cittadina Partito Democratico di Cremona

Referendum Lombardo: ecco perchè non andremo a votare!

Di seguito pubblichiamo il documento sottoscritto da alcuni sindaci della provincia di Cremona, insieme al segretario PD matteo Piloni, dal vice segretario Andrea Virgilio, dai parlamentari Fontana e Pizzetti e dal consigliere regionale Alloni, nel quale si spiegano i motivi per cui non andranno a votare al referendum della Lombardia del prossimo 22 ottobre.

 

REFERENDUM AUTONOMIA LOMBARDA. “INUTILE E COSTOSO. NOI NON ANDREMO A VOTARE!”

La Regione Lombardia, per volontà del suo governatore Roberto Maroni, ha promosso per il prossimo 22 ottobre un referendum per chiedere al Governo l’autonomia della Lombardia.

Il quesito referendario recita: “Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?

Con questa consultazione la Regione avvierà l’iter per chiedere al Governo alcune competenze.

Quali? Ad oggi non lo sappiamo ancora. Infatti Maroni non ha ancora precisato quali competenze vuole ottenere, nè viene specificato dal referendum.

Un’operazione, quindi, che ha il solo sapore della propaganda elettorale, oltre che nascondere la totale inadempienza della regione sul federalismo differenziato.

Argomento sul quale nulla è stato fatto dalla giunta Maroni, nè dal centro destra, in questi anni. E non sarà certo un referendum, che costerà ai lombardi quasi 50 milioni di euro, a nascondere questa evidente realtà.

Anche e soprattutto per questi motivi riteniamo il referendum lombardo del 22 ottobre inutile e costoso, che nulla aggiunge in più di quanto già previsto dalla Costituzione.

Una possibilità che, è bene ricordarlo, è stata voluta dal centrosinistra nel 2001 proprio per consentire alle Regioni di poter aprire un confronto con lo Stato per ottenere maggiori competenze su alcune materie. Possibilità che continuiamo a sostenere. Senza buttare via soldi!

Perché la domanda di decentramento amministrativo e di autonomia decisionale su alcuni temi è sicuramente sostenuta dalla prevalente maggioranza dei lombardi, senza bisogno di trovarne conferma in un voto di cui Maroni si è già intestato il merito e la paternità.

E attraverso il quale è già chiaro che, dopo il 22 ottobre, non accadrà niente di tutto ciò.

(scarica il documento: referendum. Noi non andremo a votare!)

(in ordine alfabetico)

Aiolfi Doriano, sindaco di Bagnolo Cremasco

Alloni Agostino, consigliere regionale

Azzali Rosolino, sindaco di Corte de Frati

Barbaglio Roberto, sindaco di Pianengo

Bazzani Mario, sindaco di Torre de Picenardi

Belli Franzini Franzini, sindaco di Gussola

Bona Rodolfo, capogruppo PD Cremona

Calderara Giovanni, sindaco di Agnadello

Calvi Fabio, sindaco di Rivolta d’Adda

Cavazzini Ivana, sindaco di Piadena

Cribiù Carla, sindaco di Malagnino

Felisari Renzo, sindaco di Olmeneta

Fontana Cinzia, parlamentare

Genzini Silvia, sindaco di Pieve San Giacomo

Ginelli Marco, sindaco di Ripalta Arpina

Giossi Gianluca, presidente del consiglio comunale di Crema

Locci Graziella, sindaco di Castelverde

Mairino Piera, sindaco di Grontardo

Marchi Michel, sindaco di Gerre de Caprioli

Mariani Roberto, sindaco di Stagno Lombardo

Morali Emilio, vice sindaco di Capralba

Pandini Alessandro, sindaco di Montodine

Pasquali Simona, presidente del consiglio comunale di Cremona

Perrino Raffaele, sindaco di Cremosano

Piloni Matteo, segretario provinciale PD

Pizzetti Luciano, parlamentare

Potabili Franco, sindaco di Cà d’Andrea

Ricci Nicola, sindaco di Drizzona

Rivaroli Velleda, sindaco di Scandolara Ravara

Scio Fabio, sindaco di Grumello Cremonese

Severgnini Alex, sindaco di Capergnanica

Soldati Giancarlo, sindaco di Capralba

Susta Virginia, sindaco di Pessina Cremonese

Vairani Diego, sindaco di Soresina

Viola Davide, presidente della Provincia e sindaco di Gadesco Pieve Delmona

Virgilio Andrea, vice segretario provinciale PD

 

Appello dei sostenitori di Matteo Renzi e Maurizio Martina: uniti e plurali si può!

Ecco l’appello dei sostenitori della mozione Renzi-Martina tra gli iscritti PD della federazione provinciale di Cremona:

Il tema che deve essere posto al centro del Congresso è quale dovrà essere il ruolo del Partito Democratico nella fase che il nostro Paese sta attraversando. Le prossime elezioni politiche, l’impegno del governo dal 2013 in avanti, i pericoli del populismo e delle diverse facce che assumono le destre nel Paese sono ben visibili davanti a noi. Il rischio di un dibattito che si concentri soprattutto sulle qualità personali dei candidati è alto, ma dobbiamo rompere questo schema se dobbiamo fare una discussione utile, che parli al Paese e a noi stessi. Non crediamo all’azione salvifica di un singolo leader: occorre assumersi una responsabilità diffusa, eleggere un gruppo dirigente plurale e leale per rilanciare il Partito, coinvolgere militanti ed elettori, offrire una prospettiva al Paese.

Il Partito Democratico nasce con l’orgoglio di ereditare le grandi storie politiche popolari del Novecento che hanno fatto la Resistenza e costruito la Repubblica, e nasce con l’obbiettivo di sviluppare un pensiero nuovo per la sinistra del XXI secolo. Non vogliamo tornare indietro, vogliamo finalmente essere fino in fondo il Partito Democratico. Questo significa inventarsi un modo del tutto nuovo di essere partito oggi, per superare i limiti sempre più gravi della forma novecentesca e per organizzare di nuovo la partecipazione dei cittadini. Significa valorizzare il prezioso lavoro degli amministratori locali e insieme a questi costruire le politiche da portare avanti nelle diverse istituzioni. Significa affrontare il tema delle sempre più inaccettabili disuguaglianze, significa rilanciare il sogno di una integrazione europea per un’Europa della solidarietà e dei diritti, significa aggregare le giovani generazioni e appassionarle alla politica, significa promuovere la tutela ambientale, significa riscoprire un Partito che sappia unire e coinvolgere quanto di buono c’è al di fuori di noi.

Abbiamo ragionato su come fosse meglio affrontare questa fase congressuale, mettendo in gioco le nostre bio-grafie e il nostro impegno per contribuire in modo utile agli obbiettivi in cui crediamo e della funzione storica che vogliamo collettivamente svolgere. Abbiamo deciso di sostenere al congresso Matteo Renzi e Maurizio Martina come figure di riferimento di un gruppo di persone impegnate a vari livelli nel PD che in provincia di Cremona, in Lombardia, in Italia hanno condiviso alcune battaglie politiche, alcune priorità, alcuni risultati. In coerenza con il percorso di questi anni e andando oltre, riteniamo che questa sia la scelta giusta per un Partito Democratico che si presenti più forte alle elezioni nel 2018, rivendicando la faticosa azione di governo di questi anni e correggendo quello che non ha funzionato: e, controcorrente rispetto alla tendenza diffusa di creare correnti chiamandole con il nome del capo, vogliamo fare una battaglia di rottura che metta il pluralismo davanti ai personalismi, e ponga al centro della discussione i problemi del Paese e la prospettiva sul futuro.

 

Referendum costituzionale: oltre 250 persone firmano il primo appello per SI in Provincia di Cremona

La Riforma Costituzionale punta a rafforzare e semplificare il governo del Paese e interviene solo sulla parte seconda della Costituzione (quella che si occupa dell’ordinamento della Repubblica, cioè dell’organizzazione dei poteri pubblici). La parte prima (che segue i principi fondamentali e contiene il catalogo dei diritti e dei doveri delle persone) non è toccata.

In che direzione muove la Riforma?

Su sei percorsi democratici: Qualificazione della rappresentanza, con il Parlamento composto da una Camera eletta a suffragio universale, unica titolata a dare e togliere la fiducia al Governo, e un Senato che rappresenta le istituzioni territoriali. Efficacia della decisione, col superamento del bicameralismo e con l’introduzione del voto a data certa sugli atti del Governo considerati necessari alla realizzazione del proprio programma. Estensione delle garanzie, con l’introduzione dello Statuto delle opposizioni e l’innalzamento del quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica. Rafforzamento degli Istituti per la partecipazione e la democrazia diretta, rendendo cogenti le leggi di iniziativa popolare, abbassando il quorum del referendum abrogativo, introducendo i referendum propositivi e d’indirizzo. Contenimento dei costi della politica e meno sprechi, con la riduzione drastica del numero dei parlamentari (315 parlamentari eletti in meno), il controllo dei conti e dei costi delle Regioni, la semplificazione della filiera istituzionale. Riorganizzazione della Repubblica, riportando in capo allo Stato le questioni strategiche, rendendo più chiare le competenze regionali, rafforzando il ruolo delle Regioni con il bilancio in pareggio, superando le Province e concentrando l’azione amministrativa nei Comuni.

Riteniamo questa riforma utile per il Paese. 

Da più di trent’anni tutte le forze politiche concordano sull’esigenza di riformare il Parlamento. C’è un mezzo sicuro per delegittimare le Istituzioni: continuare a parlare di Riforme senza realizzarle. Il nostro Paese solo adesso sta tentando di uscire da una crisi profonda e ha bisogno di Istituzioni più efficienti e più all’altezza delle sfide che ci pongono l’economia globalizzata e le stesse difficoltà dell’Unione europea.  C’è bisogno di una governabilità più rapida ed efficace.  E’ necessario che rappresentanza e decisione trovino un miglior equilibrio.

A maggior ragione dopo la scelta della Gran Bretagna di uscire dalla Comunità Europa, c’è bisogno di un’Italia più forte.

 

Per questi ed altri motivi NOI sosteniamo la Riforma e voteremo SI.

(in ordine alfabetico)

Lia A Beccara, Anna Acerbi, Doriano Aiolfi, Agostino Alloni, Andrea Arcaini, Rosolino Azzali, Anna Bandera, Giovanni Bandera, Roberto Barbaglio, Fabiola Barcellari, Lucia Baroni, Andrea Bassani, Jacopo Bassi, Francesco Bazzani, Mario Bazzani, Stefano Begotti, Ferruccio Bellani, Stefano Belli Franzini, Gianmario Benelli, Fabio Bergamaschi, Elena Bernardini, Luigi Bernocchi, Franco Bianchi, Primo Bombelli, Rodolfo Bona, Stefania Bonaldi, Massimo Bonanomi, Gianni Bonizzi, Santo Borghi, Ilde Bottoli, Omar Bragonzi, Daniele Burgazzi, Luca Burgazzi, Monica Buscema, Fabio Calvi, Battista Calzi, Santo Canale, Andrea Cantoni, Federico Capoani, Vincenzo Cappelli, Aldo Casorati, Damiano Cattaneo, Marco Cavalli, Ivana Cavazzini, Franco Cerri, Maura Cesana, Michele Coppi, Marco Corti, Carla Cribiù, Mario Daina, Valentina Di Gennaro, Dario Domaneschi, Carlo Duca, Franz Ervin, Giambattista Facchi, Giorgio Feraboli, Simone Ferretti, Pietro Fevola, Giuseppe Figoni, Cinzia Fontana, Giovanni Gagliardi, Gianluca Galimberti, Roberto Galletti, Mauro Gallinari, Luigi Galvano, Uliana Garoli, Silvia Genzini, Marco Ginelli, Gianluca Giossi, Mauro Giroletti, Matteo Gramignoli, Roberto Grassi, Donatella Grazioli, Valentina Gritti, Angela Grossi, Emilio Guerini, Sebastiano Guerini, Tiziano Guerini, Paola Guerini Rocco, Goffredo Iachetti, Lucia Lana, Alessandro Lanfranchi, Elisabetta Larini, Fiorella Lazzari, Luigi Lipara, Leone Lisè, Graziella Locci, Gianmario Magni, Piera Mairino, Francesco Maldera, Giuseppe Mametti, Alessia Manfredini, Barbara Manfredini, Cristina Manfredini, Enrico Manifesti, Maurizio Manzi, Marco Manzoni, Francesca “Cechi” Marazzi, Elio Marcarini, Giorgio Marchesini, Michel Marchi, Roberto Mariani, Dino Martinazzoli, Franco Mignotti, Pietro Mombelli, Rosolino Mondonico, Pietro Moro, Guido Ongaro, Giorgio Ottoboni, Alessandro Pandini, Mauro Panzi, Simona Pasquali, Davide Pavesi, Gabriella Pelizzari, Raffaele Perrino, Manuela Piloni, Matteo Piloni, Francesco Pinzi, Luciano Pizzetti, Mauro Platè, Luigi Poli, Roberto Poli, Maria Luise Polig, Francesca Pontiggia, Franco Potabili, Costantino Rancati, Renzo Rebecchi, Claudio Rebessi, Ernesto Riboli, Giuseppe Riccardi, Nicola Ricci, Velleda Rivaroli, Clorinda Rossi, Gianantonio Rossi, Filippo Rota, Caterina Ruggeri, Fausto Ruggeri, Maura Ruggeri, Mauro Samarati, Ernestino Sassi, Agostino Savoldi, Gianluca Savoldi, Teo Scalmani, Ivan Scaratti, Fabio Scio, Alex Severgnini, Orestilla Sogni, Gian Carlo Soldati, Vittore Soldo, Giancarlo Storti, Giuseppe Strada, Renato Strada, Giuseppe Strepparola, Alfio SudatiRomano Sudati, Pippo Superti, Virginia Susta,  Giuseppe Tadioli, Bruno Tagliati, Pierluigi Tamagni, Calogero Tascarella, Daniel Termenini, Giuseppe Tiranti, Giuseppe Tonoli, Giuseppe Torchio, Luciano Toscani, Enrico Tupone, Giovanni Vacchelli, Eugenio Vailati, Diego Vairani, Giovanna Valcamonico, Alberto Valeri, Angelo Venturelli, Dante Verdelli, Franco Verdi, Andrea Vergani, Carlo Vezzini, Davide Viola, Andrea Virgilio, Marzio Zaini, Maria Rosa Zanacchi.

Parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, amministratori locali, consiglieri comunali e cittadini della Provincia di Cremona.