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Attacco alla Costituzione: solidarietà al Presidente Mattarella. Mercoledì 30 maggio presidio di fronte alla prefettura di Cremona

Le istituzioni della nostra Repubblica e le regole della nostra democrazia sono sotto attacco. Non era mai successo in 70 anni che il Presidente della Repubblica fosse minacciato ai fini di costringerlo a violare il mandato costituzionale. Solidarietà al capo dello Stato da parte di tutto il Partito Democratico. Il segretario reggente Maurizio Martina ha condiviso la solidarietà verso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dichiarato apprezzamento totale del suo discorso in difesa della Costituzione.  Lo stesso Martina ha dichiarato “Il Presidente della Repubblica ha difeso il Paese, la Costituzione, l’interesse nazionale. È il garante degli italiani. Per 80 giorni Lega e Cinque Stelle hanno invece portato in modo irresponsabile l’Italia sull’orlo di una crisi senza precedenti. Purtroppo qualcuno vuole che l’Italia rischi quello che ha rischiato la Grecia poco tempo fa. Devono stare molto attenti perché c’è il futuro del Paese in ballo. Altro che popolo contro Palazzo. Qui siamo alla partitocrazia pentaleghista contro gli interessi generali del Paese”.

Vista la situazione politica e la crisi istituzionale in atto, la Federazione provinciale PD ha previsto per mercoledì 30 maggio un presidio di fronte alla Prefettura di Cremona (corso Vittorio Emanuele II) alle ore 18. Un presidio con la presenza del tricolore e della bandiera europea per affermare i valori democratici. Si chiede anche ad ogni circolo di esporre fuori dalle sedi la bandiera italiana e organizzare, laddove possibile, dei volantinaggi utilizzando il materiale allegato. Infine si invita fin d’ora tutta la cittadinanza a partecipare alle celebrazioni ufficiali del 2 giugno a livello locale. Nei prossimi giorni le sedi territoriali di Cremona e Crema saranno a disposizione per ogni supporto organizzativo.

Referendum: vademecum per il voto

Per il referendum costituzionale si vota nella sola giornata di domenica 4 dicembre, dalle ore 7.00 alle 23.00. E’ necessario recarsi ai seggi con la tessera elettorale e un documento d’identità valido. Votando con una X sulla casella del Sì si conferma la riforma e le modifiche alla Costituzione , votando No si respinge la riforma e non cambierà nulla rispetto allo stato attuale.

Ecco il fac-simile della scheda elettorale:

fac-simile

Verso il referendum: i prossimi appuntamenti in provincia di Cremona

Ecco i prossimi appuntamenti organizzati a livello provinciale, in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre dai Comitati per il Sì:

LUNEDÌ 14 NOVEMBRE
Tutte le ragioni per votare Sì. Incontro con Cinzia Fontana (deputata PD) e Luciano Pizzetti (sottosegretario alle riforme)
Ore 21 , Centro Civico via Dante – Vailate

LUNEDÌ 14 NOVEMBRE
Riunione organizzativa con i circoli PD
Ore 18, sede PD Crema
Ore 21, Federazione PD Cremona

VENERDÌ 18 NOVEMBRE
Tutte le ragioni per votare Sì. Incontro con Luciano Pizzetti (sottosegretario alle riforme)
Ore 21, Sala consiliare – Soncino

VENERDÌ 18 NOVEMBRE
Basta un Sìndaco…anzi tre! Incontro con Gianluca Galimberti (sindaco di Cremona), Giorgio Gori (sindaco di Bergamo) e Mattia Palazzi (sindaco di Mantova)
Ore 21, Palazzo Cittanova – Cremona

VENERDÌ 25 NOVEMBRE
Tutte le ragioni per votare Sì. Incontro con Luigi Zanda (capogruppo PD al Senato) e Luciano Pizzetti (sottosegretario alle riforme)
Ore 21, Auditorium S. Croce – Casalmaggiore

25-26-27 NOVEMBRE
Grande mobilitazione del PD su tutto il territorio provinciale

GIOVEDÌ 1 DICEMBRE
Tutte le ragioni per votare Sì. Incontro con Cinzia Fontana (deputata PD)
Ore 21, Sala consiliare – Spino d’Adda

GIOVEDÌ 1 DICEMBRE
Crema Sì Muove. Incontro con Emanuele Fiano (deputato PD), Emanuele Gatti (professore alla Danube University e presidente della camera di commercio italiana in Germania), Massimo Clara (avvocato cassazionista) e Brando Benifei (eurodeputato PD)
Ore 21, Sala dei Ricevimenti – Crema

Il ministro Boschi a Cremona: bagno di folla all’incontro in sala Borsa

Grande partecipazione all’incontro con il ministro delle riforme Maria Elena Boschi, che venerdì 11 novembre ha partecipato ad un’iniziativa promossa dal comitato per il Sì alla riforma costituzionale di Cremona. In vista del referendum del 4 dicembre il ministro ha dichiarato come l’appuntamento sia di fondamentale importanza per il futuro del nostro Paese, in quanto i cittadini saranno chiamati a decidere se si vuole cambiare l’assetto istituzionale oppure lasciare tutto così com’è. Con l’approvazione definitiva della riforma infatti si chiarirà la divisione di poteri tra Stato e Regioni, semplificando il rapporto tra i diversi livelli di governo; si ridurrà il numero dei parlamentari e i senatori passeranno da 315 a 100, riducendo così anche i costi della politica; aumenteranno gli spazi di partecipazione diretta dei cittadini con l’introduzione dei referendum propositivi e di indirizzo; si abolirà il Cnel e si supereranno definitivamente le Province. In estrema sintesi, con la vittoria del Sì avremo un Paese più efficiente e più stabile. All’iniziativa hanno partecipato anche Matteo Piloni (segretario provinciale PD), Cinzia Fontana (deputata PD) e Luciano Pizzetti (senatore PD e sottosegretario alle riforme).

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Riforma Costituzionale. Piloni:” In gioco c’è il futuro del Paese.”

Partiamo da un dato. L’Italia ha un livello di indebitamento ancora molto alto. Per questo il Governo, nei mesi scorsi, ha messo in campo un lavoro per ottenere dall’Europa maggiore flessibilità, ottenendo pochi giorni fa un’apertura da parte della Commissione Europea per quanto riguarda i conti nel 2016, chiedendo però in cambio impegni precisi per il 2017. Impegni che passano inevitabilmente dal processo di Riforme in atto, e dal loro risultato.

In cima a queste Riforme c’è quella Costituzionale, che passerà dal referendum di ottobre. E l’esito di questa Riforma dipende anche da come la si vuole affrontare.

Possiamo passare il nostro tempo chiedendoci chi vuole più bene alla costituzione o chi è più partigiano. Possiamo passare il nostro tempo ad annunciare abbandoni o rilanci. Possiamo passare il nostro tempo ad organizzarci in base alle simpatie e alle antipatie. Possiamo fare questo e molto altro.

Di certo, ciò che non possiamo permetterci, è non sapere che in ballo c’è il futuro del nostro Paese. Su questo non si può scherzare.

Nel 2013 il parlamento chiese a Napolitano, quasi in ginocchio, di rimanere Presidente della Repubblica. Napolitano accettò chiedendo al Parlamento una serie di impegni sulle Riforme, poi disattesi. Il Governo Renzi, nominato nel febbraio 2014, raccolse questa eredità e aprì un’ indispensabile stagione di Riforme, tra cui quella Costituzionale.

E’ evidente quindi l’importanza di questa Riforma, del quale esito non si può prescindere. Una vittoria del “no” significherebbe arrestare il processo in corso, e disattendere così le aperture dell’Europa sui nostri conti. Una vittoria del “SI” rafforzerebbe il processo in corso e la credibilità dell’Italia.

In gioco, dunque, non ci sono i destini personali di Renzi o della Boschi. In gioco non c’è solo il futuro del PD. Sul tavolo c’è la credibilità di un Paese che passa, inevitabilmente, dalla sua capacità di portare avanti le riforme. Di questo e di altro dobbiamo parlare, entrando nel merito della Riforma, dei suoi punti di forza e senza nascondere i suoi punti deboli, nella consapevolezza che non esiste la “riforma perfetta”.

Da più di trent’anni tutte le forze politiche concordano sull’esigenza di riformare il Parlamento. C’è un mezzo sicuro per delegittimare le Istituzioni: continuare a parlare di Riforme senza realizzarle.

Il nostro Paese solo adesso sta tentando di uscire da una crisi profonda e ha bisogno di Istituzioni più efficienti e più all’altezza delle sfide che ci pongono l’economia globalizzata e le stesse difficoltà dell’Unione europea. Ed è per questi motivi che diventa importante il SI al Referendum.

 

Matteo Piloni

Segretario provinciale PD

Riforma della Costituzione. Incontro con Lorenzo Guerini. Cremona, lunedì 30 maggio

Lunedì 30 maggio (ore 21, sala Zanoni) si terrà un incontro pubblico con Lorenzo Guerini, vice segretario nazionale PD, nel quale si entrerà nel merito della riforma costituzionale in vista del referendum di ottobre.

Insieme a lui anche due costituzionalisti: prof. Giulio Enea Vigevani (costituzionalista) e Federico Furlan (docente di diritto costituzionale).

Introdurrà la serata Matteo Piloni, segretario provinciale.

scarica il volantino della serata:

Riff & Reff _ Gue Pil _ UNICO___

Riformiamo la Costituzione per un’Italia più semplice. Due serate per approfondire, nel merito, la Riforma!

RIFORMIAMO LA COSTITUZIONE PER UN’ITALIA PIU’ SEMPLICE. Due serate per approfondire, nel merito, la Riforma!

La Riforma Costituzionale punta a rafforzare e semplificare il governo del Paese e interviene solo sulla parte seconda della Costituzione (quella che si occupa dell’ordinamento della Repubblica, cioè dell’organizzazione dei poteri pubblici). La parte prima (che segue i principi fondamentali e contiene il catalogo dei diritti e dei doveri delle persone) non è toccata.

In che direzione muove la Riforma? Su 6 percorsi democratici:

Qualificazione della rappresentanza, con il Parlamento composto da una Camera eletta a suffragio universale, unica titolata a dare e togliere la fiducia al Governo, e un Senato che rappresenta le istituzioni territoriali.

Efficacia della decisione, col superamento del bicameralismo e con l’introduzione del voto a data certa sugli atti del Governo considerati necessari alla realizzazione del proprio programma.

Estensione delle garanzie, con l’introduzione dello Statuto delle opposizioni e l’innalzamento del quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Rafforzamento degli Istituti per la partecipazione e la democrazia diretta, rendendo cogenti le leggi di iniziativa popolare, abbassando il quorum del referendum abrogativo, introducendo i referendum propositivi e d’indirizzo.

Contenimento dei costi della politica e meno sprechi, con la riduzione drastica del numero dei parlamentari (315 parlamentari eletti in meno), il controllo dei conti e dei costi delle Regioni, la semplificazione della filiera istituzionale.

Riorganizzazione della Repubblica, riportando in capo allo Stato le questioni strategiche, rendendo più chiare le competenze regionali, rafforzando il ruolo delle Regioni con il bilancio in pareggio, superando le Province e concentrando l’azione amministrativa nei Comuni.

Riteniamo questa riforma utile per il Paese.

Da più di trent’anni tutte le forze politiche concordano sull’esigenza di riformare il Parlamento. C’è un mezzo sicuro per delegittimare le Istituzioni: continuare a parlare di Riforme senza realizzarle. Il nostro Paese solo adesso sta tentando di uscire da una crisi profonda e ha bisogno di Istituzioni più efficienti e più all’altezza delle sfide che ci pongono l’economia globalizzata e le stesse difficoltà dell’Unione europea.

C’è bisogno di una governabilità più rapida ed efficace. E’ necessario che rappresentanza e decisione trovino un miglior equilibrio.

Per questi motivi, e per aprire il percorso di confronto e informazione sui contenuti della Riforma in vista del Referendum del prossimo autunno, il PD ha organizzato due importanti serate durante le quali sarà lanciato l’appello per il SI e per la formazione dei comitati per il SI.

Giovedì 19 maggio, a Crema, si terrà il primo incontro insieme ai parlamentari Luciano Pizzetti e Cinzia Fontana (ore 21, sala Cremonesi, centro Sant’Agostino).

19 maggio

Lunedì 30 maggio a Cremona si terrà il confronto con Lorenzo Guerini, vice segretario nazionale del PD (ore 21, sala Zanoni).

30 maggio

Con la nuova Costituzione, l’Italia sarà più semplice, più moderna, più efficiente.

Con 361 voti favorevoli, 7 contrari e 2 astenuti, il si definitivo della Camera al Ddl Riforme.

“Esprimo la mia gioia più profonda, è un giorno storico per l’Italia. Si è dimostrato che la democrazia vince e trionfa”. Così il premier Matteo Renzidopo il via libera alle Riforme. “E’ un passaggio importante per la politica che dimostra di essere seria. Meno politici meno soldi alle regioni, più chiarezza nel rapporto tra Stato centrale e il territorio”, spiega il premier. “Si tratta di un gigantesco passo in avanti per la credibilità delle istituzioni”.

Matteo Renzi da Teheran, in Iran, spiega che anche se “qualcuno aveva detto che la poltica non sarebbe stata in grado di decidere, invece, dopo sei letture, 164 sedute e migliaia di votazioni, si è dimostrato che la democrazia vince e trionfa e che in Italia si possono avere meno politici e una politica un po’ piu’ seria “. Il premier  non ha dubbi sul definire una vittoria l’ok arrivato poco fa dalla camera sul Ddl riforme costituzionali. E sul comportamento delle opposizioni spiega: “sono libere di esprimere il loro giudizio. Io credo che sia una valutazione che vada rispettata, ma se qualcuno pensava che noi ci potessimo fermare sbaglia. Quando hai preso un impegno con gli italiani e con l’allora presidente della Repubblica Napolitano, dopo che per 30 anni queste riforme sono state rimandante, è una questione di serietà”. Per Renzi “questa è la democrazia”. Naturalmente – conclude  – ora siamo tutti impegnati perché questa riforma possa andare avanti lavorando nel rispetto reciproco. Ma deve essere chiaro che questo governo non si ferma”.

“Con il voto di oggi si premia l’ambizione di chi ha creduto di poter cambiare il Paese. Parlare di momento storico non è un abuso”. Lo ha detto Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, annunciando il sì al ddl Boschi. Rosato ha ricordato il programma dell’Ulivo del 1996 che prevedeva un Senato eletto dai Consigli Regionali: “questa è una riforma di sinistra e chi lo nega, lo fa negando la storia”. Inoltre la riforma “è condivisa, come testimoniano le tante modifiche al testo proposte da diversi partiti”. “Ora ci vuole il referendum – ha concluso – e il giudizio dei cittadini dovrà essere non sul governo ma sul merito”.

Intanto, ecco quali sono i punti principali della riforma.

Il nuovo Senato rappresenterà le istituzioni territoriali, sarà composto da 100 membri e avrà compiti diversi dalla Camera dei deputati. Scompare la legislazione concorrente tra Stato e Regioni. Viene abolito il Cnel. Queste le principali novità del ddl Boschi che modifica 36 articoli della Costituzione, in attesa della celebrazione del referendum confermativo, previsto per il prossimo mese di ottobre.

Fine del bicameralismo perfetto Camera dei deputati e Senato della Repubblica avranno composizione e funzioni differenti. Solo alla Camera, che resta composta da 630 deputati, spetta la titolarità del rapporto di fiducia e la funzione di indirizzo politico, nonché il controllo dell’operato del Governo. Il Senato rappresenta invece le istituzioni territoriali.

L'aula del Senato durante l'esame del ddl Rai, Roma, 30 luglio 2015. ANSA/ETTORE FERRARI

Senato dei 100 I nuovi senatori saranno 100, 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 senatori di nomina presidenziale. I membri del nuovo Senatosaranno scelti “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi”, secondo le modalità che verranno stabilite con una legge che verrà varata entro 6 mesi dall’entrata in vigore della riforma costituzionale. Le regioni avranno altri 90 giorni di tempo per adeguarsi alla normativa nazionale. I cinque senatori di nomina presidenziale non saranno più in carica a vita ma saranno legati al mandato dell’inquilino del Colle, ossia sette anni e non possono essere rinominati. Restano invece senatori a vita gli ex presidenti della Repubblica.

Immunità e indennità La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti. Ai senatori resta l’immunità parlamentare come ai deputati. I nuovi senatori non riceveranno indennità se non quella che spetta loro in quanto sindaci o membri del consiglio regionale. L’indennità di un consigliere regionale non potrà superare quella attribuita ai sindaci dei comuni capoluogo di Regione.

Camera: dl casa; al via dichiarazioni voto su fiduciaIter delle leggi La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi costituzionali, per le minoranze linguistiche, il referendum popolare, per le leggi elettorali, per i trattati con l’Unione europea e le norme che riguardano i territori. Le altre leggi sono approvate dalla Camera. Ogni disegno di legge approvato dall’Aula di Montecitorio è immediatamente trasmesso al Senato che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato può deliberare a maggioranza assoluta proposte di modifica del testo, sulle quali la Camera si pronuncia in via definitiva e che potrà bocciare solamente con un voto a maggioranza assoluta dei propri componenti.

Stato di guerra Deliberare lo stato di guerra, con la riforma, spetterà alla sola Camera dei deputati: servirà la maggioranza assoluta dei voti e non più solo quella semplice.

Leggi di iniziativa popolare Le novità riguardano le proposte di legge di iniziativa popolare per le quali sarà richiesta la raccolta di 150mila firme invece di 50mila ma si stabilisce anche che la deliberazione della Camera sulla proposta deve avvenire entro termini certi e passaggi definiti dai regolamenti parlamentari.

Referendum propositivi Si introducono in Costituzione i referendum popolari propositivi e di indirizzo ma spetterà alle Camere varare una legge che ne stabilisca le modalità di attuazione.

Un momento del cambio della guardia solenne in occasione della Giornata dell'Unità nazionale, in Piazza del Quirinale a Roma, 17 marzo 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

Presidente della Repubblica Cambia il quorum per l’elezione del Capo dello Stato. Nelle prime tre votazioni resta due terzi dei componenti l’assemblea. Dalla quarta si abbassa a tre quinti dei componenti dell’assemblea e dalla settima ai tre quinti dei votanti. Sarà il presidente della Camera (e non più del Senato) a sostituire il presidente della Repubblica ‘ad interim’.

Alla Camera nasce lo Statuto delle opposizioni Viene introdotta una nuova disposizione che attribuisce ai regolamenti parlamentari la garanzia dei diritti delle minoranze in Parlamento. Si attribuisce, al solo regolamento della Camera, anche la definizione di una disciplina dello statuto delle opposizioni.

Giudici Costituzionali I cinque giudici della Consulta di nomina parlamentare verranno eletti separatamente dalle due Camere. Al Senato ne spetteranno due, ai deputati tre. Per l’elezione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti per i primi due scrutini, dagli scrutini successivi è sufficente la maggioranza dei tre quinti.

Novità anche per il Titolo V della Costituzione. Il ddl Boschi abolisce il Cnel e le Province.

Titolo V Viene soppressa la competenza concorrente, con una redistribuzione delle materie tra competenza esclusiva statale e competenza regionale. Viene introdotta una ‘clausola di supremazia’, che consente alla legge dello Stato, su proposta del governo, di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica ovvero la tutela dell’interesse nazionale.

FISCO: IN 7 ANNI IRPEF DIPENDENTI PENSIONI +3 PUNTI, PAGANO 78%Abolizione del Cnel e delle province Viene integralmente abrogato l’articolo 99 della Costituzione che prevede, quale organo di rilevanza costituzionale, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL). Dal testo della Costituzione viene eliminato anche il riferimento alle Province che vengono meno quali enti costituzionalmente necessari, dotati, in base alla Costituzione, di funzioni amministrative proprie.

Giudizio preventivo sulle leggi elettorali Le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può essere promulgata.

2 giugno, festa della Repubblica e della Costituzione.

Il 2 giugno 1946 un referendum istituzionale decide la trasformazione dell’Italia da stato monarchico a repubblicano, con un margine di 2 milioni di voti.
Un passaggio storico fondamentale, nato da una lotta popolare e patrimonio di tutti i cittadini.
Una celebrazione che deve aiutare a rafforzare quei valori di Unità Nazionale, di Libertà, di Democrazia e Giustizia Sociale. Valori fondanti del nostro paese che ci uniscono fuori e dentro i confini nazionali. Valori che dobbiamo rilanciare per contribuire alla costruzione di un’Europa più forte e più unita. Stiamo attraversando un grande cambiamento epocale dal punto di vista dell’architettura istituzionale del nostro Paese. Ne è un esempio l’abolizione delle province e l’introduzione del concetto di area vasta.
Come tutti i cambiamenti, anche questi portano con sè problemi e momenti di transizione complicati da affrontare e da gestire. Momenti per i quali, oltre alla doverosa solidarietà verso quei lavoratori che li stanno vivendo anche sulla propria pelle, servono consapevolezza e responsabilità
Solo così si misura la capacità politica, anche sui territori, di una classe dirigente in grado di gestire passaggi importanti, e non subirli. Costruendo una nuova idea di territorio aperta al futuro, e in gradi di migliorare la loro qualità e la competitività.
Credo quindi che oggi, più di ieri, la Festa della nostra Repubblica e, aggiungo, della nostra Costituzione, debba essere l’occasione in cui quei valori che hanno contributo a ricostruire e rilanciare il Paese al termine della guerra, possano essere riaffermati in un’ottica nuova, per restituire alla politica, e quindi ai cittadini attraverso la Politica, la propria credibilità.

Matteo Piloni
Segretario provinciale PD Cremona

Ok della Camera al Ddl Riforme: per un Paese più semplice e più giusto

La Camera approva il Ddl di Riforma Costituzionale con 357 sì, 125 no e 7 astenuti. “L’obiettivo è chiaro ed esplicito: far sì che le istituzioni siano in grado di muoversi a tempo con la società e a vantaggio dei cittadini”. Così Lorenzo Guerini intervenendo in Aula. Il testo passa ora al Senato.

“L’obiettivo è chiaro ed esplicito: far sì che le istituzioni siano in grado di muoversi a tempo con la società e a vantaggio dei cittadini”. Così Lorenzo Guerini, deputato e vicesegretario del PD, intervenendo in Aula alla Camera nel corso delle dichiarazione di voto sul ddl Riforme, annunciando il voto favorevole del gruppo PD.

“Noi stiamo decidendo della quotidianità dei cittadini italiane e della capacità delle istituzioni di vincere le sfide dell’oggi – ha aggiunto Guerini -. L’Italia ha bisogno di un responsabile coraggio riformatore liberandosi della tentazione di dire no a qualsiasi cambiamento, oggi il tempo è scaduto, oggi dobbiamo fare un passo avanti, sono trent’anni che il Paese aspetta queste riforme”.

Il vicesegretario del PD ha elencato i cambiamenti migliorativi apportati al Ddl: “Nessun fastidio per il confronto. Il presupposto che ci ha guidati è che per muovere la Costituzione serve il più ampio confronto possibile, anche da parte di chi oggi chiara il voto contrario, non facendo capire fino in fondo le loro ragioni”.

Guerini si è poi rivolto a Forza Italia affermando che “il PD ha sviluppato e mantenuto fino in fondo le sue posizioni, mentre l’atteggiamento di chi ha sempre votato a favore e oggi vota contro è incomprensibile, per noi ma soprattutto per l’opinione pubblica. Il PD ha formulato la sua proposta cercando il più largo coinvolgimento su alcuni temi molto chiari, come la fine del bicameralismo e la semplificazione dei rapporti con le Regioni. Su questi temi, Forza Italia ha cambiato idea e non ha mai spiegato bene il perché. Lo dico con sincerità, è una decisione che non capiamo: cambiare idea è sempre possibile, non lo è rinunciare alle proprie convinzioni sulla base di alcune tirate di giacca”.

Poi rivolgendosi al Movimento 5 Stelle “più che aprire il Parlamento, continuate a chiedere le porte dietro di voi: oggi confermate, per causa vostra, la vostra inconsistenza”.