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CONTRASTO ALLA POVERTA’: IN VIGORE DA OGGI LA LEGGE DELEGA. IL REDDITO DI INCLUSIONE E’ MISURA NAZIONALE di Cinzia Fontana, deputata PD

Con l’entrata in vigore da oggi della legge delega per il contrasto alla povertà, l’Italia si dota di una misura nazionale – il Reddito di Inclusione – per aiutare le famiglie in condizione di povertà assoluta.

A partire dal 2017, infatti, 1 miliardo e 200 milioni di euro sono destinati dalla legge di bilancio a questa misura: la cifra più alta mai stanziata da un Governo per integrare i redditi delle famiglie più povere. Una misura che imprime un indiscutibile segno positivo alle politiche sociali del nostro Paese, attraverso un intervento strutturale, di sistema e universale.

Il provvedimento, mirato all’inclusione sociale e alla lotta all’emarginazione, è ancora più importante e necessario in un momento storico come il nostro, tuttora segnato da una crisi economica significativa che aumenta in modo progressivo il divario tra ricchi e poveri, un divario tanto più ingiusto in quanto si concentra in percentuali preoccupanti tra i minori, nelle fasce di età dell’infanzia e dell’adolescenza. La battaglia contro la povertà è perciò innanzitutto la battaglia per il futuro dei nostri giovani.

Il reddito di inclusione non è un semplice sussidio economico, non disincentiva l’impegno. Esso conta sullo sviluppo dei servizi sociali e per l’impiego e intende integrarsi con il grande e straordinario lavoro di protezione e sostegno svolto dalle famiglie, dal volontariato, dal terzo settore, dai Comuni.

A regime, la misura è destinata a sostenere tutte le famiglie in povertà assoluta. L’obiettivo sarà raggiunto in modo progressivo, a partire da 400 mila famiglie entro il 2017, con priorità per i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione e senza ammortizzatori sociali.

Il reddito di inclusione sarà condizionato alla “prova dei mezzi” misurata con l’Isee e sarà composto da due elementi: un beneficio economico e una componente di servizi alla persona, assicurati dalla rete dei servizi e degli interventi sociali, attraverso un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, finalizzato all’uscita dalla condizione di povertà.

Il Governo ora ha sei mesi di tempo per esercitare la delega attraverso i decreti attuativi e assicurare così al più presto gli interventi di protezione sociale.

Insomma, anche se certamente resta ancora molto da fare per un problema di portata così pesante quale quello che i dati sulla povertà assoluta nel nostro Paese ci consegnano, un passo in avanti decisamente importante è stato compiuto per restituire dignità a chi vive in condizione di estrema fragilità.

Se a questo si aggiungono gli altri provvedimenti in campo assistenziale e sanitario approvati durante questa legislatura – per la prima volta la legge sul “Dopo di noi” per tutelare i disabili gravi, per la prima volta la legge sulla “Sindrome dello spettro autistico” per garantire il miglioramento delle condizioni di vita e l’inserimento nella vita sociale delle persone con autismo, così come il ripristino e l’aumento dei fondi destinati alle politiche sociali, oppure la legge sulla sicurezza delle cure e della responsabilità professionale sanitaria, o anche l’approvazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza, finalmente aggiornati e ampliati dopo 15 anni – è evidente quanto gli interventi in campo sociale siano la vera priorità nell’agenda del Governo e del Partito Democratico.

 

scarica il testo della legge: legge delega povertà

Basta un SI. Incontro con Ettore ROSATO a Pandino, giovedì 20 ottobre

TUTTE LE RAGIONI PER VOTARE SI.

Questo il titolo promosso dal comitato cremasco “Basta un SI” che si terrà a Pandino giovedì 20 ottobre alle ore 21 e avrà come ospiti il capogruppo PD alla Camera Ettore ROSATO e la “nostra” parlamentare Cinzia FONTANA.

Una serata in cui approfondiremo i contenuti della Riforma Costituzionale oggetto del Referendum del prossimo 4 dicembre.

Giovedì 20 ottobre, ore 21, presso la sala Civica di via Bovis (scuole medie) a Pandino.

Di seguito la locandina dell’iniziativa:

50 x 70 copia

INTEGRAZIONE SCOLASTICA DISABILI. Fontana e Pizzetti.” 620 MILA EURO PER LA PROVINCIA DI CREMONA”

620 mila euro alla provincia di Cremona per l’assistenza scolastica degli alunni con disabilità. Il decreto di riparto alle regioni e alle province del contributo di 70 milioni di euro per il 2016 è stato emanato nei giorni scorsi dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e sarà a breve pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

I 70 milioni di euro – inseriti in Legge di Stabilità grazie ad un emendamento del gruppo PD – vengono quindi erogati alle regioni, le quali provvederanno ad attribuirli alle province che esercitano effettivamente le funzioni relative all’integrazione scolastica degli alunni disabili. Il contributo è da considerarsi integrativo rispetto alle risorse destinate dalle regioni alle province per le funzioni non fondamentali.

E’ stato un iter complesso e lungo, non c’è dubbio. Da una parte, per l’esigenza di dover costruire il quadro generale di dati per definire i criteri di ripartizione, che tenessero conto della spesa storica sostenuta dalle province per tale funzione nel periodo 2012-2014 e del numero degli alunni con disabilità in tutte le scuole secondarie superiori. Dall’altra parte, per la difficoltà a trovare un’intesa in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie locali, intesa che di fatto non è stata raggiunta. Per questo il decreto di riparto è stato comunque emanato.

Ognuno di noi ha a cuore l’obiettivo di garantire ai disabili un diritto – quello appunto allo studio – oggetto di specifica tutela sia a livello internazionale che costituzionale. Sarebbe bene perciò che su questi temi evitassimo tutti il clamore delle accuse reciproche. I rimpalli di responsabilità non aiutano certo a trovare le soluzioni rispetto alle giuste sollecitazioni che le famiglie, le scuole e le associazioni ci rivolgono.

 

Cinzia Fontana                                                   Luciano Pizzetti

PD, le iniziative di Maggio in Provincia: Riforma Costituzionale, Europa, Anziani e Diritti Civili

REFERENDUM COSTITUZIONALE. SI PARTE!
Abbiamo organizzato due importanti appuntamenti in provincia di Cremona per discutere ed approfondire la Riforma Costituzionale che sarà oggetto di Referendum nel prossimo autunno.

Crema, giovedì 19 maggio ore 21: con Luciano Pizzetti, Cinzia Fontana, Omar Bragonzi

19 maggio

Cremona, lunedì 30 maggio ore 21: con Lorenzo Guerini, Matteo Piloni

30 maggio

I dettagli dei due incontri saranno comunicati quanto prima.

 

PIANENGO, INCONTRO CON L’EUROPARLAMENTARE PD BRANDO BENIFEI

Venerdì 13 maggio, ore 21 – Centro Diurno via Roma 43
Una serata promossa dalla lista civica Insieme per Pianengo per conoscere meglio le opportunità che l’Unione Europea offre anche per i piccoli paesi, come Pianengo. Parteciperà l’europarlamentare Brando Benifei e il candidato sindaco Roberto Barbaglio

Vol Pianengo - BENIFEI

CASTELLEONE – “LE RISPOSTE AI BISOGNI DELLE PERSONE ANZIANE”
Sabato 14 maggio, ore 10 – Teatro Leone, via Garibaldi
I circoli del PD delle Terre di Mezzo hanno organizzato un interessante convegno dal titolo “Le risposte ai bisogni delle persone anziane”. Una serata di confronto tra la politica regionale, le amministrazioni locali e le strutture sanitarie per la ricerca di strategie e collaborazioni che contengano i costi e sappiano accogliere le diverse richieste d’aiuto.
Parteciperanno:Sara Valmaggi (consigliere regionale PD), Walter Montini (presidente Arsac), Angelo Stanghellini (direttore area servizi al cittadino Comune di Crema).

 

CASALMAGGIORE, INCONTRO CON MICHELA MARZANO
Venerdì 20 maggio, ore 21 – Auditorium Santa Chiara
Michela Marzano, autrice del libro ‘Papà mamma gender’, filosofa e docente presso l’Università di Parigi, collaboratrice de La Repubblica e Vanity Fair, parlamentare PD particolarmente impegnata in tema di unioni civili, sarà ospite di una serata culturale e informativa a Casalmaggiore. Ad intervistarla, il giornalista Rai Giovanni Anversa, originario del capoluogo casalasco. L’incontro, in programma venerdì 20 maggio ore 21 in auditorium Santa Chiara, è organizzato da Rive Gauche Prc Casalmaggiore, dal circolo locale PD, dall’associazione Mia e da Casalmaggiore la Nostra Casa.

DIRITTO ALLO STUDIO ALUNNI DISABILI. FONTANA (PD): RISULTATO RAGGIUNTO!

Lo stanziamento di 70 milioni di euro alle Regioni nel 2016 per garantire i servizi di inclusione scolastica degli alunni disabili: un risultato importante raggiunto oggi in commissione Bilancio durante la discussione sulla legge di stabilità.
Grazie al testo approvato, la funzione di integrazione scolastica viene attribuita alle Regioni, fatte salve le leggi regionali che hanno invece già assegnato tale funzione alle province o ai Comuni in forma associata.
Ci siamo impegnati fortemente su questo tema negli ultimi mesi, chiedendo al Governo di definire con chiarezza funzioni e risorse economiche per evitare il balletto delle responsabilità e garantire un diritto incomprimibile quale quello all’inclusione scolastica dei ragazzi disabili.
Sono perciò particolarmente soddisfatta della soluzione che oggi il Governo, con l’accoglimento dei nostri emendamenti, ha proposto per il prossimo anno, rispondendo così anche ad un’esigenza forte emersa nel nostro territorio.

Cinzia Fontana, deputata PD

LE “FERIE” DEL PARLAMENTO E I TEMPI DELLA LEGGE DI STABILITÀ – di Cinzia Fontana, deputata PD

Puntualmente, come ogni anno in questo periodo, i giornali gridano allo scandalo del “lungo ponte” di ferie del Parlamento. Ed ogni anno le banalità e la demagogia la fanno da padrone, dando in pasto ai cittadini una rappresentazione della vita delle istituzioni del tutto fuorviante.
Voglio cercare, allora, di mettere in fila alcune questioni, per come le conosco e le vivo quotidianamente:

– “Parlamento chiuso”. Falso!
Da domenica 6 dicembre è in corso la commissione Bilancio sulla legge di stabilità, che continuerà per tutta la settimana sino al termine dei voti sugli emendamenti. Nel frattempo, gran parte delle altre commissioni è convocata. L’attività del Parlamento, quindi, è a pieno ritmo.
La sospensione dei lavori d’Aula per permettere il vaglio della legge di stabilità è stata, oltretutto, decisa all’unanimità (M5S e SEL compresi) con la predisposizione del calendario di dicembre. Conseguenza logica del fatto che durante i lavori d’Aula non è possibile convocare le commissioni. Se l’Aula fosse convocata, la Bilancio non disporrebbe dei tempi adeguati per affrontare il provvedimento.
L’unica alternativa sarebbe la non emendabilita’ alla legge di stabilità, come avviene in alcuni Paesi. Personalmente, non credo possa essere questa la soluzione da adottare in una democrazia parlamentare come la nostra. Ma chi grida allo scandalo, ha il dovere di proporre un’alternativa credibile e praticabile.

– “Presenti solo i 48 componenti della commissione Bilancio” . Falso!
I lavori sulla legge di stabilità vengono seguiti anche dai deputati che non fanno parte della commissione Bilancio. E sono molti quelli coinvolti, per competenza di materia, per capacità di approfondimento sui singoli diversi punti, per ruolo, per autorevolezza.
Basterebbe, del resto, che i giornalisti seguissero con costanza il ritmo dei lavori di ogni singolo parlamentare (sia a Roma che sul territorio) e l’intensità delle presenze in commissione, per non cadere nella facile demagogia. Ma forse è proprio questo che si vuole, pur di indebolire il ruolo del Parlamento.

– “Il Senato, al contrario, è stato convocato durante le votazioni sulla legge di stabilità in commissione” . Falso!
Triste questo tentativo di contrapporre Camera e Senato, quando invece i lavori sulla legge di stabilità hanno le medesime modalità di svolgimento. Ci sono stata per cinque anni al Senato e quindi posso parlarne a ragion veduta. Anche stavolta, mentre la commissione bilancio era al lavoro, il Senato ha sospeso i lavori d’Aula dal 6 al 16 novembre: esattamente 10 giorni. Qualche senatrice probabilmente se ne è già dimenticata.

– “Votazione giudici Corte costituzionale”. Vero!
Non entro nel merito della questione relativa all’elezione dei giudici della Corte. È vero però che M5S e Sel hanno proposto di inserire la convocazione per un’ulteriore votazione nella settimana di sospensione dei lavori d’Aula.
Su questo tema, tuttavia, continuo a credere che a nulla serva l’oltranza delle votazioni seriali. Ciò che serve, per il tipo di elezione cui siamo chiamati, è l’intesa politica tra le diverse forze che siedono in Parlamento. Questo obiettivo deve essere comune. Nessuno se ne può chiamare fuori. E non può essere banalizzato come una semplice questione di calendario.

Con queste mie considerazioni ho inteso riportare un briciolo di verità sui nostri lavori.
Lo devo ai miei familiari e ai miei affetti. Lo devo al mio territorio, alle cui iniziative ed appuntamenti sono continuamente costretta a rinunciare per dover giustamente partecipare ai lavori parlamentari. E lo devo alle colleghe e ai colleghi di tutti i gruppi politici che affrontano il loro ruolo con dedizione, competenza, impegno, assiduità e generosità. E vi assicuro che sono tanti!
Ecco perché il falso messaggio delle ferie e del “ponte lungo” è veramente una vigliaccata.

Cinzia Fontana, deputata PD

EDILIZIA SCOLASTICA: A CHE PUNTO SIAMO. di Cinzia Fontana

Il piano di edilizia scolastica, che nel biennio 2014-2015 ha destinato 1,2 miliardi di euro per le scuole del nostro Paese (di cui 7 milioni euro nella provincia di Cremona), è in gran parte realizzato o in corso di realizzazione.
Tale piano – suddiviso in tre filoni principali: #scuolebelle, #scuolesicure e #scuolenuove – si è ulteriormente arricchito nel corso di quest’anno grazie a risorse aggiuntive disponibili: fondi Bei, fondo Kyoto, fondi Inail, risorse previste nella Legge “La buona scuola”.
Ma sono soprattutto la programmazione nazionale delle priorità, la trasparenza e il monitoraggio, ad essere diventati gli elementi centrali per una gestione efficace e rigorosa delle risorse, prima disperse in mille rivoli e di cui i cittadini non conoscevano l’esatta finalizzazione.
L’anagrafe dell’edilizia scolastica, diventata realtà dopo vent’anni, la programmazione unica degli interventi, il recupero di risorse non utilizzate, il coinvolgimento della Banca europea degli investimenti e dell’Inail: è il segno che sull’edilizia scolastica si sta finalmente facendo sul serio.
Il Governo e il PD hanno messo questo tema in testa alle priorità da affrontare, convinti che tra le infrastrutture più importanti di un Paese primeggi proprio quella scolastica. E l’apertura di tanti cantieri ne è la migliore risposta.

Nelle pagine seguenti ho cercato di tracciare un quadro delle risorse e dei fondi attivati.

7 agosto 2015  
PIANO EDILIZIA SCOLASTICA 2014/2015

Il piano, partito a luglio 2014 e in gran parte realizzato, è composto da tre principali filoni:

#SCUOLEBELLE
(per piccoli interventi di manutenzione ordinaria)

– anno 2014: per un importo complessivo di 150 milioni euro sono stati finanziati interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale, suddivisi su più di 7.000 plessi scolastici (il 94% degli interventi è stato realizzato).
– anno 2015: 130 milioni euro sono previsti dalla legge di stabilità per il primo semestre 2015 per il finanziamento di interventi su più di 5.000 scuole.

Per le scuole della nostra Provincia:
destinati circa 50.000 euro
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#SCUOLESICURE
(per manutenzione straordinaria, bonifica amianto, ristrutturazione, messa a norma)

– Con la delibera Cipe del 30 giugno 2014 sono stati stanziati 400 milioni euro per più di 1.600 interventi, di cui 1.500 già aggiudicati.
Per tali interventi, nel “decreto enti locali” (DL 78/2015) è stata prevista la possibilità per gli enti locali di richiedere – entro il 30/6/2015 – l’esclusione dal Patto di Stabilità delle spese derivanti da stanziamenti di bilancio e/o contrazione di mutuo.
– Con i 150 milioni euro del Decreto del ‘Fare’ (DL 69/2013) sono stati finanziati circa 700 interventi dei quali il 60 % conclusi e il 33% avviati. Altri 115 nuovi cantieri delle graduatorie del Dl del ‘Fare’ stanno per essere finanziati grazie ai ribassi d’asta e all’efficace monitoraggio nazionale (il decreto è in corso di pubblicazione).

Per le scuole del nostro territorio:
– destinati circa 3.300.000 euro ai Comuni
– destinati 425.000 euro alla Provincia
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#SCUOLENUOVE
(interventi di nuova edificazione o di ristrutturazione)

– Sbloccati i vincoli del Patto di stabilità ai Comuni per interventi di edilizia scolastica immediatamente cantierabili per 244 milioni euro nel biennio 2014-2015.
– Sbloccati i vincoli del Patto di stabilità alle Province per 100 milioni euro nel biennio 2015-2016 (il decreto è in corso di pubblicazione).

Per le scuole del nostro territorio:
– 2.300.000 euro di sblocco Patto ai Comuni
– 650.000 euro sblocco Patto alla Provincia

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PROGRAMMAZIONE NAZIONALE 2015-2017

La programmazione nazionale unica degli interventi è basata sulle priorità indicate dalle Regioni, sentiti gli enti locali, e inserite in una graduatoria con validità triennale, che sarà comunque aggiornata annualmente.
Per il periodo 2015-2017 l’elenco approvato prevede oltre 6.000 interventi, per un fabbisogno totale di 3,7 miliardi di euro.
I progetti saranno finanziati con:
– mutui BEI (Banca Europea Investimenti)
– risorse della quota dell’8 per mille destinate all’edilizia scolastica
– fondi della protezione civile
– recupero risorse non utilizzate da vecchie procedure

ANAGRAFE EDILIZIA SCOLASTICA

A vent’anni dall’entrata in vigore della legge n. 23/1996, che aveva istituito l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, la fotografia completa di tutti gli edifici scolastici diventa finalmente realtà.
La reale conoscenza dello stato dei nostri istituti consente di programmare e investire al meglio le risorse disponibili, nonché di controllare e verificare le condizioni delle singole scuole.
Sul sito del Ministero dell’istruzione viene dedicata una sezione – “Scuole in chiaro” – da cui sarà possibile visionare lo stato di salute degli edifici.

FONDI BEI
(per interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, efficientamento energetico e per la costruzione di nuovi edifici scolastici o palestre)

Si tratta di mutui trentennali concessi dalla Bei con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato. La disponibilità di Bei permette di finanziare gli interventi inseriti nella programmazione nazionale triennale fino ad un massimo di 940 milioni euro.
Stanno per essere pubblicati nei prossimi giorni i decreti di assegnazione delle risorse relative ai cantieri del 2015, che riguarderanno circa 1.200 interventi rientranti fra quelli che le Regioni hanno indicato come prioritari nella programmazione per l’edilizia scolastica.

Per le scuole del nostro territorio:
dovrebbero essere finanziate opere per un importo richiesto di circa 4.000.000 euro

FONDO KYOTO
(finanziamento a tasso agevolato per l’efficientamento degli edifici scolastici)

In base al DL 91/2014, dal 25 giugno 2015 possono essere presentate le domande per contrarre mutui a tasso agevolato pari allo 0,25% avvalendosi di Cassa Depositi e Prestiti, per finanziare interventi per il miglioramento di almeno due classi di efficienza energetica negli edifici scolastici.
Possono beneficiare dei finanziamenti i soggetti pubblici proprietari di immobili pubblici o che hanno a titolo gratuito o oneroso l’uso degli immobili destinati all’istruzione scolastica (compresi gli asili nido) e all’istruzione universitaria, nonché di edifici pubblici dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Inoltre possono beneficiare dei finanziamenti progetti di investimento presentati dai fondi immobiliari di investimento chiusi costituiti da Comuni o Province per l’edilizia scolastica.
Il finanziamento complessivo a disposizione ammonta a 350 milioni euro, l’importo massimo finanziabile per singolo edificio non può superare i 2 milioni euro e la durata massima del finanziamento non può essere superiore ai 20 anni.
Le domande dovranno essere inviate entro 90 giorni – quindi entro il 23 settembre 2015 – ai seguenti indirizzi di posta certificata:
– al ministero dell’Ambiente – Direzione per il clima e l’energia: fondokyoto@pec.minambiente.it
– ed in copia alla Cassa Depositi e Prestiti: cdpspa@pec.cassaddpp.it

INVESTIMENTI INAIL PER IMMOBILI
DI UTILITA’ SOCIALE

Sulla Gazzetta Ufficiale del 13 luglio 2015 è stato pubblicato l’avviso per la raccolta di manifestazioni di interesse rivolto ad amministrazioni locali per realizzare iniziative immobiliari di elevata utilità sociale tramite investimenti Inail.
Le tipologie di edifici interessati comprendono: strutture scolastiche, residenze universitarie, strutture sanitarie e assistenziali, uffici pubblici.
Gli interventi riguarderanno il completamento di nuovi edifici i cui lavori siano già in corso, ma anche progetti immediatamente cantierabili relativi a nuove costruzioni, o la messa a norma di edifici esistenti.
L’Inail si farà carico dei costi dell’operazione, richiedendo alle amministrazioni di corrispondere un canone di locazione determinato nella misura del 3% del costo complessivo dell’opera di cui acquisisce la proprietà.
Saranno ammessi alla programmazione investimenti con un costo complessivo non inferiore a 3 milioni euro.
Le domande dovranno essere trasmesse entro il 15 settembre 2015 all’indirizzo investimentisociali@governo.it

LE MISURE PER L’EDILIZIA SCOLASTICA
NELLA LEGGE “LA BUONA SCUOLA”

– SCUOLE INNOVATIVE
I 300 milioni euro previsti nel decreto del ‘Fare’ del Fondo Inail vengono destinati alla realizzazione di scuole altamente innovative.
Viene indetto dal Ministero dell’istruzione un grande concorso aperto ai progettisti per immaginare scuole innovative dal punto di vista architettonico e tecnologico, dell’efficientamento energetico, della sicurezza, caratterizzate da ambienti di apprendimento per una nuova didattica e dall’apertura al territorio.
Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge sulla “Buona Scuola” – quindi entro il 15 agosto 2015 – le risorse vengono ripartite tra le Regioni, individuando i criteri per l’acquisizione delle manifestazioni di interesse degli enti locali proprietari delle aree oggetto di intervento e interessati alla costruzione di una scuola innovativa.
Entro i 60 giorni successivi, le Regioni selezionano fino a 5 interventi sul proprio territorio.
Gli enti locali possono affidare i successivi livelli di progettazione ai vincitori del concorso.

– PREVENZIONE CROLLO SOFFITTI
Vengono stanziati 40 milioni euro per finanziare indagini diagnostiche al fine di garantire la sicurezza e di prevenire eventi di crollo di solai e controsoffitti negli edifici scolastici.
Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge sulla “Buona Scuola” – quindi entro il 14 settembre 2015 – saranno stabiliti i termini e le modalità per l’erogazione dei finanziamenti agli enti locali, tenendo soprattutto conto della vetustà degli edifici valutata in base ai dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica.

– RECUPERO RISORSE NON UTILIZZATE
E’ prevista una grande operazione di monitoraggio delle diverse fonti di finanziamento attivate negli ultimi 30 anni, al fine di verificare risorse assegnate ma ancora non utilizzate alla data di entrata in vigore della Legge sulla “Buona Scuola” (16 luglio 2015).
Il recupero di eventuali risorse saranno comunque destinate agli interventi previsti nella Programmazione nazionale triennale sull’edilizia scolastica.
Le risorse fanno riferimento ai finanziamenti attivati dalle seguenti misure:
o DL 318/86, Legge 430/91, Legge 431/96, Legge 23/96: entro 60 giorni gli enti locali trasmettono il monitoraggio degli interventi realizzati, pena la revoca delle risorse ancora da erogare;
o Legge 296/06: entro 60 giorni le Regioni forniscono il monitoraggio dei piani di edilizia scolastica annualità 2007-2008-2009, pena la mancata successiva assegnazione di ulteriori risorse statali. Le economie restano nella disponibilità delle Regioni;
o Legge 289/02 (assegnate con delibere Cipe n. 102/04, n. 143/06 e n. 17/08): entro 60 giorni, e comunque non oltre il 31 dicembre 2015, i lavori eseguiti devono essere rendicontati, per poter usufruire delle economie derivanti dai ribassi d’asta;
o DL 185/08 (assegnate con delibera Cipe n. 32/10) e Legge 183/11 (assegnate con delibera Cipe n. 6/12): se le aggiudicazioni provvisorie dei lavori non saranno effettuate entro 180 giorni, le risorse saranno revocate;
o Legge 191/09: saranno revocate le risorse per le quali non sono assunte obbligazioni giuridicamente vincolanti.

– MISURE DI ACCELERAZIONE PROCEDURE
Viene stabilito il termine di 45 giorni per ottenere tutti i pareri, visti e nulla osta, anche tramite conferenza dei servizi, riguardanti gli interventi di estrema urgenza per la messa in sicurezza degli edifici scolastici di ogni ordine e grado, comprensive di nuove edificazioni sostitutive di manufatti non rispondenti ai requisiti di salvaguardia della incolumità e della salute della popolazione studentesca e docente. Trascorso tale termine, i pareri si intendono acquisiti con esito positivo.

– CREDITO D’IMPOSTA DEL 65%
Per le erogazioni liberali destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove scuole o la manutenzione di quelle esistenti, spetta un credito d’imposta del 65% delle erogazioni effettuate negli anni 2015 e 2016, e del 50% per quelle effettuate dal 2017.
L’agevolazione sarà ripartita in tre quote annuali. L’importo massimo su cui calcolare il credito d’imposta è pari a 100.000 euro per ciascun anno.
Il credito d’imposta è riconosciuto alle persone fisiche, agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d’impresa.

scarica l’articolo: quadro edilizia scolastica (2)

Immigrati, PD: “Da Forza Italia inutili mozioni in stile lepenista!”

Il punto è uno solo. Vogliamo provare, anche nei nostri territori, a dare una mano nel gestire il flusso dei migranti, o si preferisce subirlo, ognuno giocando sulla polemica di turno nella speranza di qualche tornaconto elettorale?
Una volta risposto a questa domanda, ci si muove di conseguenza.
Noi crediamo che Prefettura e Sindaci, con il sostegno della Politica, debbano governare la situazione.
A questo servono gli incontri tra i Sindaci e il Prefetto a Crema e a Cremona. A coinvolgere le Amministrazioni locali, a coordinare i territori, proprio per non far cadere sulla testa delle comunità decisioni dall’alto.

Non siamo di fronte a un’invasione di clandestini ma alla gestione di alcune centinaia di profughi che le nostre comunità integrate sono in grado di svolgere con capacità e in sicurezza. Tra i compiti dei Sindaci vi è anche quello di collaborare lealmente con lo Stato. L’intesa tra le Istituzioni della Repubblica è fondamentale e nessuno può sottrarvisi.

Il problema c’è e va affrontato comunque, meglio farlo insieme.

Le mozioni fotocopia di Forza Italia in stile lepenista non aiutano e allontanano la capacità di affrontare la questione perché contrappongono Sindaci e Prefetto.

Perciò sono inaccettabili nel merito e nel metodo, oltre che essere semplicemente inattuabili in una società liberale.

Matteo Piloni
Segretario federazione PD Cremona

Luciano Pizzetti
Sottosegretario per le Riforme

Cinzia Fontana
Deputata PD

Agostino Alloni
Consigliere regionale PD

Crisi Koch di Bagnolo Cr.sco, Fontana: “SUBITO UN TAVOLO DI CONFRONTO “

Pronta l’interrogazione al Ministero dello Sviluppo economico e a quello del Lavoro per chiedere di ritirare la procedura unilaterale decisa nei giorni scorsi dalla Koch Heat Transfer per la messa in mobilità dei 120 lavoratori del sito di Bagnolo Cremasco e di attivare subito un tavolo di confronto con l’azienda.
Mi unisco quindi alla richiesta fatta dalle organizzazioni sindacali locali dei metalmeccanici e dal Sindaco di Bagnolo Doriano Aiolfi – con i quali sono stata costantemente in contatto in queste ore – volta a sospendere l’atto unilaterale che porterà al licenziamento dei 120 dipendenti.
L’apertura di un tavolo di confronto tra sindacati, azienda e istituzioni deve avere l’obiettivo di cercare soluzioni alternative rispetto alla annunciata chiusura del sito e di garantire certezze occupazionali ai lavoratori.

Cinzia Fontana
Deputata PD

E’ LEGGE IL DECRETO SULLA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI. Fontana, PD:” Sì, quindi, al parziale rimborso – il 1° agosto – a coloro che percepiscono da tre a sei volte il minimo Inps e sì ad ulteriori risorse per gli ammortizzatori sociali.”

Con il voto di ieri al Senato, è stato convertito in legge il decreto in materia di pensioni e di ammortizzatori sociali.
Dopo la sentenza della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il blocco per due anni della rivalutazione delle pensioni senza successivo recupero approvato nella manovra ‘Salva Italia’ del 2011, il Governo è intervenuto nel mese di maggio per definire il meccanismo con il quale restituire parte della perdita d’acquisto, negli anni 2012 e 2013, delle pensioni sopra i 1.443 euro lordi (ricordo che le pensioni sotto quella soglia, quelle cioè più basse, avevano già avuto in quegli anni la rivalutazione del 100%).

Si tratta di un recupero parziale, certo, che non restituisce tutto a tutti. Perché il ripristino integrale del meccanismo di indicizzazione delle pensioni avrebbe comportato per il bilancio dello Stato un onere pari a circa 18 miliardi di euro nell’anno in corso e oltre 4 miliardi di euro a decorrere dal 2016.
Ma i nostri conti pubblici non se lo possono permettere, pena il taglio di ulteriori servizi o l’introduzione di nuove tasse oppure la rinuncia a destinare risorse su interventi urgenti a favore dei giovani o di chi oggi in pensione non riesce ad andarci.
Si è decisa, pertanto, una restituzione parziale privilegiando i redditi medio bassi, riportando comunque nel sistema pensionistico circa 4 miliardi di euro in cinque anni, e cercando di distribuire queste risorse in modo equo e solidale, dando di più a chi ha di meno e riducendo il rimborso al crescere del valore delle pensioni, fino a sei volte il minimo Inps. Oltre questo tetto – circa 3.000 euro lordi al mese e che riguarda il 4,7% dei pensionati – non viene restituito nulla.

L’importo degli arretrati, che sarà erogato automaticamente il 1° agosto 2015, è riconosciuto con il seguente meccanismo:
– per le pensioni da tre a quattro volte il minimo Inps: il 40% del tasso di rivalutazione per gli anni 2012 e 2013; l’8% per gli anni 2014 e 2015; il 20% dall’anno 2016;
– per le pensioni da quattro a cinque volte il minimo Inps: il 20% del tasso di rivalutazione per gli anni 2012 e 2013; il 4% per gli anni 2014 e 2015; il 10% dall’anno 2016;
– per le pensioni da cinque a sei volte il minimo Inps: il 10% del tasso di rivalutazione per gli anni 2012 e 2013; il 2% per gli anni 2014 e 2015; il 5% dall’anno 2016;
È certamente positivo il fatto che gli aumenti delle pensioni che derivano dal nuovo meccanismo continueranno ad avere effetto anche per il futuro, poiché saranno inseriti nella base di calcolo delle successive rivalutazioni.

Voglio inoltre porre l’accento su altre questioni importanti, non di minore impatto sociale, che sono inserite nella legge, tra cui:
– l’incremento delle risorse per la Cassa integrazione in deroga, che passa dai 700 milioni previsti a 1,7 miliardi di euro, e l’aumento delle somme destinate ai Contratti di solidarietà, che passa da 70 milioni a 290 milioni. In totale, quindi, sugli ammortizzatori sociali sono state aggiunte risorse per 1,3 miliardi;
– la previsione che il coefficiente di rivalutazione del montante contributivo utilizzato per il calcolo del valore delle pensioni future non possa essere inferiore a “uno”. Ricordo che, per effetto della recessione e della bassa inflazione, il tasso di capitalizzazione nel 2014 avrebbe avuto per la prima volta un segno negativo, riducendo così le aspettative pensionistiche dei lavoratori attivi. Con la norma ora introdotta si stabilisce un principio rilevante con l’obiettivo di evitare un impatto recessivo sulle pensioni future;
– un termine temporale unico per tutti i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie Inail, che viene fissato al 1° giorno di ciascun mese.

Si tratta quindi di un provvedimento che destina in questo anno risorse comunque significative a persone con redditi medio-bassi e a lavoratrici e lavoratori in situazioni di crisi, cercando di restituire parte dei pesanti sacrifici cui sono stati sottoposti negli ultimi anni.
Rimane in ogni modo prioritario concentrare gli sforzi dei prossimi mesi, in occasione della discussione sulla legge di stabilità, sul tema della previdenza, per correggere le rigidità e le penalizzazioni presenti nel sistema e per costruire una certezza per i giovani lavoratori di oggi.