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Cremona – Crema – Treviglio – Milano, Alloni (PD): “Le promesse della Regione sono solo bugie. Dove sono gli investimenti annunciati?”

“Gli annunci e le promesse stanno a zero se poi i risultati sono quelli che ogni giorno sono sotto gli occhi di tutti i pendolari delle linee cremasche e cremonesi” Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni commentando i continui ritardi e le soppressioni non annunciate registrati negli ultimi giorni lunga la tratta Cremona – Crema – Treviglio – Milano denunciate con una lettera dal Comitato pendolari cremaschi. “La Lombardia ha bisogno di una seria CURA DEL FERRO. Al di là dei proclami della Giunta e dell’assessore Sorte – spiega Alloni – ancora molto, troppo, rimane da fare. Il peggio si è raggiunto nella giornata di venerdì scorso 13 Maggio e di ieri. Ci sono linee come quelle che da Cremona vanno verso Milano, sia quella che transita per Crema – Treviglio sia l’altra che passa da Codogno – Lodi, che hanno bisogno di una attenzione diversa. Vogliamo sapere dove sono i treni nuovi – attacca – è dal gennaio scorso che li stiamo aspettando. E poi, i treni diesel non dovevano sparire così come i passaggi a livello sui quali erano stati promessi investimenti?? La quotidiana debacle del servizio sulla tratta Crema – Treviglio – Milano dimostra che le promesse della Regione hanno le gambe corte e si stanno trasformando in bugie. I pendolari, più di 10 mila, che tutti i giorni si trasferiscono dal cremonese a Milano sono stanchi di pagare un servizio inefficace e inadeguato – conclude -. Hanno bisogno di risposte certe e di fatti conseguenti”.

Paullese, Alloni(PD): “Riparte il Tavolo in Regione. Ora si trovino le risorse”

Nel primo pomeriggio di oggi si è riunito il Tavolo territoriale sulla Paullese a Palazzo Lombardia, a Milano, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti istituzionali di Cremona, Lodi e città metropolitana di Milano. Presente il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni. “Finalmente è stato  riconvocato il tavolo. Avevamo fatto richiesta un anno fa in occasione dell’assestamento di bilancio ma come si suol dire meglio tardi che mai – dichiara il consigliere –. Diversi i temi affrontati e si è fatta regia sui prossimi passaggi istituzionali. Tutto questo – sottolinea – davanti al sedia vuota dell’assessore Sorte il quale convoca la riunione e poi non si presenta”.   

Dalla riunione è emerso che mancano 15 milioni di euro per completare i terminare i lavori della Paullese. Per il tratto milanese le risorse ci sono ma sono in ritardo i lavori. “Nonostante siano andati già andati a gara – spiega Alloni -, serve una riapprovazione del progetto da parte del CIPE perché sono trascorsi più di sette anni e quindi sono decaduti i tempi di validità dell’OK ministeriale. Per quanto concerne il ponte di Spino d’Adda, la cui pianificazione è stata affidata alla provincia di Cremona, il progetto è pronto a fine mese ma risulta mancante di circa 1,5 milioni di euro su un totale di 16,5. Per sopperire al problema tecnico della mancata realizzazione della pista ciclabile e dell’impossibilità di attraversamento dei mezzi agricoli – aggiunge – è stato recuperato il vecchio ponte asburgico. Questa modifica progettuale però ha comportato un aumento del 10% della spesa che va necessariamente reperita”.

Il consigliere Alloni si augura che “il tavolo territoriale venga convocato periodicamente e non una tantum così da poter verificare che le azioni decise vadano avanti. Ho proposto che la prossima riunione avvenga alla presenza del Governo e del ministro Delrio così da poter concordare la reperibilità delle risorse mancanti, ma non solo. Fondamentale sarà in questa fase discutere della Paullese non solo in termini viabilistici ma anche del prolungamento della metropolitana gialla da  San Donato. E’ impensabile non percorrere la strada del trasporto sostenibile”, conclude.

Inceneritore di Cremona. ALLONI (PD): “MALVEZZI NON CAPISCE LA DIFFERENZA TRA SMANTELLAMENTO E RISTRUTTURAZIONE”

“Sugli inceneritori Regione Lombardia va verso lo smantellamento e non la ristrutturazione: forse è questo che non è chiaro al consigliere Malvezzi”: lo dice Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd, che interviene sulla polemica circa il futuro dell’inceneritore di Cremona.
“Nemmeno io conosco l’inglese, ma basta un vocabolario per sapere la traduzione italiana del termine decommissioning che significa smantellamento, dismissione, e che era l’oggetto specifico del protocollo sottoscritto due anni fa tra Regione, Comune e Provincia”, continua Alloni.

E i motivi che sostengono la tesi della dismissione sono sempre ben chiari al consigliere Pd: “In Lombardia ce ne sono già troppi, alcuni addirittura in surplus perché devono recuperare materiale dalle altre province per poter funzionare. Bisogna, dunque, spingere sulla raccolta differenziata e sui nuovi impianti innovativi a valle di essa, a beneficio di tutto il territorio provinciale. Lo pensa la Giunta e lo pensa il Consiglio regionale lombardo che, nel dicembre 2013, ha approvato una risoluzione, all’unanimità, in questo senso. Inoltre, il Piano regionale gestione rifiuti (Prgr), approvato il 20 giugno 2014 dalla Giunta regionale di centrodestra, dice espressamente basta a nuovi impianti termovalorizzatori e noi siamo d’accordo”.

Quindi, per Alloni, “non è certo un tavolo di tecnici che deve decidere del futuro dell’impianto di incenerimento di Cremona, ma spettava a questo organismo indicare le modalità e i costi della fuoriuscita da un percorso che secondo l’Europa, il Consiglio regionale e i piani aziendali di Lgh non ha alternative”.
E la chiusura “è cosa certa e nota: Lgh ha confermato a chiare lettere di non essere minimamente interessata agli scenari 9 e 10, quelli che piacciono tanto a Malvezzi e che parlano di nuovo impianto e di revamping, ovvero di ristrutturazione con aumento di capacità. Non ve ne è traccia nei piani industriali e non mi risulta che A2A nelle linee vincolanti possa distaccarsi dai piani previsti da Lgh. Allora, perché continuare in polemiche assurde mistificando la realtà dei fatti?”, si chiede Alloni.

“Sono convinto che ora gli enti proprietari dell’impianto, ovvero i Comuni, che rappresentano i cittadini, avranno il compito di lavorare per la riconversione produttiva andando verso la cosiddetta ‘economia circolare’, in modo che si affronti con la giusta consapevolezza dell’esistenza di altri rami della filiera dei rifiuti, attrezzandosi per operare nella valorizzazione delle frazioni provenienti da raccolte differenziate, anche alla luce del salto di qualità del porta a porta a Cremona città e dell’oltre 63% di raccolta differenziata della provincia”.
Stesso discorso “per la lavorazione del rifiuto residuo che porta a recuperare materiali anche attraverso tecnologie e processi sempre più evoluti e dedicati – conclude il consigliere Pd –. Per quanto riguarda, infine, il teleriscaldamento, una volta constatato che con la chiusura non si avranno aumenti consistenti delle tariffe a carico dei cittadini, servirà lo sforzo di individuare fonti innovative per il suo fabbisogno”.

Crema, scuola Ex CL. ALLONI (PD) PRESENTA INTERROGAZIONE IN REGIONE SULLA SCUOLA INCOMPIUTA DELLA FONDAZIONE CHARIS Sarà discussa martedì in Consiglio regionale

Il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni riporta in Consiglio regionale il caso della scuola incompiuta di Crema e del credito di un milione di euro che la Regione pretende dal Comune. Lo fa con un’interrogazione a risposta diretta che sarà discussa martedì mattina durante il question-time, poco dopo l’apertura della seduta dell’assemblea regionale. Alloni ripercorrerà i passaggi della vicenda, dalla firma dell’accordo di programma tra Comune, Regione e Fondazione Charis, il 28 marzo 2008, alla procedura di liquidazione della fondazione stessa nel febbraio 2013, le successive richieste di restituzione della Regione, le eccezioni opposte dal Comune e il pignoramento della somma nell’aprile 2015.
“Non è il comune di Crema che deve restituire il milione di euro, che è andato interamente nelle casse della fondazione Charis per lo scopo contenuto nell’accordo di programma – spiega Alloni -. Ciò che è successo poi non può essere scaricato sui cittadini di Crema, che non hanno colpa alcuna. C’è una scuola realizzata quasi a metà, con il corredo di una palestra, una piscina e una chiesa anch’esse incompiute: è assurdo che le istituzioni ricorrano alle carte bollate le une contro le altre quando sarebbe invece necessario sedersi a un tavolo per capire come fare in modo che le opere vengano completate e messe finalmente a disposizione dei cittadini. Spero che l’assessore colga l’opportunità e già martedì dia una svolta a questa complicata vicenda, altrimenti ci saranno solo vinti e nessun vincitore.”

l’interrogazione: IQT-1230-SCUOLA DI CREMA

Infrastrutture, PD Cremona e Mantova:”Troppi ritardi. Dalla regione servono risposte chiare e tempi certi.

Sui grandi progetti infrastrutturali il nostro Paese ha la grande capacità di metterci anni prima di realizzarli. E’ il caso della Bre.be-mi, così come della Paullese. Solo per citarne alcuni a noi vicini. E allo stesso tempo della Cremona-Mantova. Un’opera di cui si parla da almeno 15 anni, e che non ha ancora visto la luce.
Della Bre.Be.Mi se ne parla da almeno quarant’anni, e solo da fine anni novanta con maggior forza. Il risultato? Aver realizzato l’opera dopo decenni, e vederla oggi sottoutilizzata.
Anche della Paullese se ne parla da decenni, e ancora oggi, nonostante firme di protocolli vendute come decisive, rimane ancora irrisolto il problema del ponte sull’Adda, e del suo finanziamento.
Stesso ragionamento vale per la Cremona-Mantova. Un’opera il cui iter è stato avviato 15 anni fa, e che ancora oggi viene ritenuta strategica.
Strategica per due territori, quello mantovano e cremonese-casalasco che hanno un evidente carenza di collegamenti infrastrutturale, e che il continuo passare del tempo ha solo peggiorato
Se la Regione, come ha fatto con poche righe in un proprio documento, conferma la strategicità dell’opera nonostante i tanti anni trascorsi, non può limitarsi a questo ma deve anche dare risposte certe circa la tempistica e i costi di realizzazione.
Non solo non è possibile perdere altro tempo, ma è necessario rivedere il quadro economico ampiamente aumentato negli anni.
Così come dare le dovute garanzie circa l’impatto ambientale della stessa, anche a fronte della legge sul consumo di suolo di recente approvazione.
Non è sufficiente confermarne la strategicità, ma dare a questi territori, cittadini ed amministratori in testa, le necessarie garanzie in termine di tempo e di funzionalità dei collegamenti, rivedendo in primis l’impianto economico.
Tutto ciò avendo la certezza del completamento dei 9 km del tratto Ti-Bre, senza il quale l’intera infrastruttura rischia di essere inutile. Completamento per il quale il sottosegretario Luciano Pizzetti acquisirà tutte le informazioni utili al Ministero delle infrastrutture.
Perché non c’è cosa peggiore di un’opera mai cominciata che un’opera incompleta, e quindi davvero funzionale.
Come PD, dopo il primo incontro interlocutorio avvenuto tra le federazioni di Mantova e Cremona, continueremo anche con i nostri consiglieri regionali Agostino Alloni e Marco Carra a seguire la partita, acquisendo tutte le necessarie informazioni, con l’obiettivo di dare risposte certe ed utili ad un territorio che attende da anni risposte e oggi più di ieri, ha visto peggiorare il trasporto ferroviario, basti pensare ai continui ritardi sulla Mantova-Cremona-Treviglio o alla sospensione delle corse durante il mese di agosto, quando molti cittadini potrebbero visitare Expo.

Antonella Forattini
Segretaria provinciale PD Mantova

Matteo Piloni
Segretario provinciale PD Cremona

Borghetti (PD): taglio del ticket sui farmaci clamoroso flop, esenzione per meno di un decimo dei cittadini previsti

Doveva essere un sollievo dal ticket farmaceutico per 800mila lombardi, lo è stato per 75mila. Meno di un decimo. I lombardi avrebbero dovuto pagare 40 milioni in meno e invece hanno pagato 6,7 milioni in più. Sono queste le misure del flop del provvedimento della Regione Lombardia chiamato pomposamente “Zero Ticket” e pubblicizzato con una campagna costata quasi 300mila euro nel corso del 2014. I dati relativi al periodo 1 aprile 2014 – 31 marzo 2015 sono stati resi noti questa mattina dall’assessore regionale alla salute Mario Mantovani rispondendo ad una interrogazione del Pd, illustrata in Aula dal consigliere Carlo Borghetti. Il ticket farmaceutico è una voce della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini e costa in media ad ogni lombardo 3,22 euro per ogni acquisto in farmacia. È la quota più alta in Italia.

“È un flop clamoroso e i dati di un anno lo dimostrano – dichiara Borghetti -. Del supposto taglio del ticket farmaceutico ne ha beneficiato meno di un decimo dei lombardi previsti dalla Regione e, a conti fatti, i cittadini hanno pagato più di prima, quando già pagavano i ticket più costosi d’Italia. Ricordo che ogni volta che un lombardo fa un acquisto in farmacia versa alla Regione 3,22 euro, ed è la quota più alta tra le diverse regioni. Annunciano un nuovo taglio? Speriamo sinceramente che questa volta sia effettivo ed efficace. La strada giusta è quella che indichiamo da tempo: esentare i lombardi con redditi inferiori a 30mila euro da tutti i ticket regionali e oltre quella soglia modularli per fasce di reddito, tenendo i livelli attuali solo per la fascia massima”.

Il provvedimento incriminato, approvato con delibera regionale a fine 2013 ed entrato in vigore ad aprile 2014, comporta l’esenzione dal ticket farmaceutico per i cittadini oltre i 66 anni di età con reddito familiare lordo inferiore a 18mila euro.

L’interrogazione del PD: IQT-1186-Flop Ticket Zero

Vol Ticket_Cremona

Paullese, Alloni (PD): “L’assessore Sorte assicura entro l’estate i 40 milioni per il Ponte e per il tratto Zelo – Spino d’Adda”

L’opera di riqualificazione della Paullese ritorna in Consiglio regionale. E’ stata infatti oggetto di una interrogazione, a firma dei due consiglieri regionali del PD Agostino Alloni e Onorio Rosati, indirizzata all’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte chiamato a rispondere del ritardo della fine dei lavori nel tratto lodigiano e milanese e del nodo finanziamenti.
“Una buona notizia è arrivata – dichiara Agostino Alloni – l’assessore Sorte ha annunciato che ci sono le risorse per finanziare il ponte sull’Adda e il secondo lotto secondo stralcio, e quindi il collegamento da Zelo Buon Persico a Spino D’Adda. I 40 milioni di euro necessari verranno recuperati da avanzi di risorse che verranno indirizzati per questa finalità nel prossimo assestamento di bilancio 2014. Abbiamo aspettato anni – continua – possiamo aspettare luglio. Ci auguriamo di trovare conferma nelle parole dell’assessore”.
Per quanto concerne, invece, i lavori del secondo lotto primo stralcio ovvero quello che dall’incrocio dell’ex strada provinciale “Cerca” conduce a Zelo, l’esponente del Pd ha chiesto all’assessore ulteriori approfondimenti. “Non sono soddisfatto dalle informazioni avute oggi dall’assessore – precisa Alloni – Sorte ha ammesso che i ritardi per il completamento dell’opera sono dovuti a problemi amministrativi registrati in occasione dell’espletamento della gara. Abbiamo avuto rassicurazioni che il tutto verrà risolto per l’estate 2015 – conclude – ma con più di un anno di ritardo rispetto al crono programma prefissato e con i soldi necessari a disposizione (21 milioni di euro). Abbiamo chiesto all’assessore un approfondimento e maggiori delucidazioni al riguardo”.

Legge anti-moschee. Per un oratorio si dovrà effettuare la valutazione ambientale strategica. Una legge figlia dell’islamofobia.

La Regione Lombardia ha approvato con i solito voti della maggioranza la legge che introduce restrizioni per la costruzione di nuovi luoghi di culto. Le modifiche dell’ultima ora presentate da parte dello stesso centrodestra,in risposta alle critiche di incostituzionalità sollevate dalle opposizioni, hanno rimosso il divieto assoluto di edificare luoghi di culto per quelle religioni, come l’Islam, che non hanno stipulato intese con lo Stato, ma hanno comunque introdotto a loro danno prescrizioni più penalizzanti. Restrizioni sono state però introdotte per tutte le confessioni religiose.
Le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall’opposizione sono state respinte.

Le nostre pregiudiziali hanno avuto il merito di costringere la maggioranza a una marcia indietro dell’ultimo minuto e di bloccare così le ulteriori e peggiori nefandezze contenute nel testo che era arrivato oggi in Aula.

Detto questo, prevedendo regimi differenti per le confessioni che hanno sottoscritto l’intesa con lo Stato e per quelle che non l’hanno fatto, la legge opera comunque una discriminazione e rimane quindi incostituzionale. La giurisprudenza in tal senso è chiarissima: le religioni non sono più egualmente libere e ciò viola ben tre articoli della nostra Carta. Questo provvedimento è frutto dell’islamofobia della Lega e dei suoi alleati del centrodestra che, nel tentativo irresponsabile di impedire la realizzazione di moschee, rischiano di ostacolare chiunque intenda esercitare pubblicamente il proprio culto, compresi i cattolici, limitando nei fatti la libertà di tutti.

Questa legge non risolve un solo problema e non limiterà il proliferare di tante Viale Jenner. I musulmani continueranno a pregare per strada, negli scantinati o in centri culturali spesso fatiscenti e difficili da controllare, come hanno fatto fino ad ora. Verranno colpite, invece, tutte le altre confessioni religiose, compresa quella cattolica, che dovranno sottostare agli aggravi burocratici introdotti con questa legge. Sarà molto più difficile costruire nuovi luoghi di culto o semplicemente cambiare destinazione d’uso di edifici già esistenti. È mai possibile che per avere un nuovo oratorio si dovrà effettuare la valutazione ambientale strategica? Questa legge è un clamoroso errore, utile solo a fomentare lo scontro tra cittadini, prima che tra religioni, esattamente ciò che fa comodo alla Lega.

Legge anti-moschee. Da PD, M5S e Patto civico 3 pregiudiziali di incostituzionalità

I tre gruppi di opposizione in Regione – Pd, M5S e Patto Civico – insieme per quella che é prima di tutto una battaglia di civiltà. Nel Giorno della Memoria, martedì 27 gennaio, la maggioranza di Maroni vuole approvare la legge sui luoghi di culto che viola un diritto sancito dalla Costituzione, quello della libertà di culto.
Le opposizioni, insieme, presenteranno tre pregiudiziali di incostituzionalità e una questione sospensiva.

Trenord, Alloni(PD): “Abbonamenti da febbraio più costosi. Doppia beffa per i pendolari quotidianamente in lotta con un servizio ferroviario inefficiente”

“Ancora una volta ci prendono in giro con la storia dell’ennesimo ritocco del prezzo degli abbonamenti ferroviari per un servizio che rimane drammaticamente inefficiente”. Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni in merito alla delibera regionale del 9 gennaio scorso che prevede un aumento del 4% del costo dei ticket ferroviari dal prossimo 1° febbraio. “Da oggi – spiega – giorno in cui si può rinnovare l’abbonamento per il mese successivo, si dovrà pagare di media dai due euro in più per gli abbonamenti mensili ai 20 euro in più per quelli annuali. Una doppia beffa visto che anche oggi si sono verificati gli ennesimi disastri su diverse linee ferroviarie del sud Lombardia sistematicamente soggette a cancellazioni e pesanti ritardi. I pendolari sono stufi di un sistema che non funziona nel suo complesso – continua – se non è il treno che si ferma è il passaggio a livello che non si abbassa, se servono carrozze nuove si recuperano vecchi treni diesel che necessitano di essere riscaldati già dalle tre di notte per essere pronti per la prima corsa del mattino. Senza investimenti il servizio rimarrà sempre lo stesso, insufficiente e carente ”. Domani mattina il consigliere Alloni prenderà parte ad una manifestazione organizzata dal comitato pendolari per protestare con l’ulteriore aumento dei biglietti a fronte di un servizio ferroviario inadeguato. Appuntamento nella stazione di Crema dalle ore 7.