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Le città del futuro: anche tre sindaci della Provincia di Cremona presenti alla Camera dei Deputati

Tutti i posti dei Deputati sono stati “occupati” oggi dai Sindaci italiani. E tra loro anche alcuni sindaci PD della nostra Provincia: Ivana Cavazzini, sindaco di Piadena, Gianluca Salvoldi, sindaco di Moscazzano, Roberto Mariani, sindaco di Stagno Lombardo.
Su iniziativa della Presidente della Camera Laura Boldrini per il terzo anno consecutivo, con il prezioso contributo organizzativo di ANCI, è stata offerta un’occasione di dialogo tra Comuni, Parlamento e Governo.

Storie di Sindaci, di comuni piccoli e grandi, di donne e di uomini che quotidianamente affrontano il loro ruolo istituzionale per il bene comune e per il benessere dei loro cittadini. Il governo era rappresentato dal ministro De Vincenti.  È intervenuto anche il Presidente della commissione Bilancio, On. Boccia. Tema di stretta attualità la legge di bilancio, sulla quale ANCI ha già espresso il suo parere è avanzato le sue istanze. Molto sentiti i temi degli stanziamenti e rifinanziamenti destinati alle aree interne e alle zone terremotate; altri argomenti i bandi per le periferie, la rigenerazione urbana, aree urbane degradate, la banda ultralarga senza tralasciare la cultura.

Venerdì 3 novembre Giorgio Gori in Provincia di Cremona.

La direzione regionale del Partito Democratico lombardo ha indicato all’unanimità Giorgio Gori come candidato alla presidenza di Regione Lombardia. L’obiettivo ora è la costruzione di un’ampia coalizione di centrosinistra: hanno già risposto in maniera favorevole le principali forze civiche territoriali e la sinistra di Giuliano Pisapia.

In preparazione della campagna elettorale per le elezioni regionali,che si terranno presumibilmente nel marzo 2018, il sindaco di Bergamo sarà in provincia di Cremona per un’intera giornata venerdì 3 novembre. «Con Giorgio Gori toccheremo in questa prima tappa cremonese – dichiara il segretario provinciale PD Matteo Piloni – alcune delle questioni più importanti che riguardano la nostra provincia: dalle infrastrutture alla ferrovia, dalle case di riposo al trasporto fluviale delle merci, dalla cultura alle tematiche del lavoro. Ascolteremo le esigenze di un territorio che sta pagando pesantemente l’assenza, da molti anni, di politiche di sviluppo da parte della Regione».

La prima iniziativa della mattinata sarà nel territorio cremasco, mentre nel pomeriggio verso Cremona e la sera nel Casalasco. Il tour inizierà alle ore 9,45 a Spino d’Adda, dove Gori incontrerà i sindaci di Spino e Paullo sul tema del prolungamento del raddoppio della Paullese e del nuovo ponte sull’Adda. Alle ore 10,30 il sindaco di Bergamo sarà a Crema, dove prima effettuerà una visita alla Fondazione Benefattori Cremaschi e poi incontrerà stampa e cittadini presso la stazione ferroviaria per discutere di treni e trasporto pubblico locale (alle ore 12).

Nel primo pomeriggio Gori effettuerà tappe a Castelleone (presso la ditta Marsilli e il Polo della Meccanica), Soresina (Latteria Soresinese) e Pizzighettone (porto fluviale e polo di Tencara).Alle ore 17,00 tappa nel capoluogo provinciale, con visita al Museo del Violino e successivamente conferenza stampa alle ore 18.30 presso la sala eventi del “Civic Center” di piazza Stradivari, nel centro storico di Cremona.

In serata, a conclusione del tour, incontro pubblico nel territorio casalasco: appuntamento a Piadena alle ore 21,00 presso la sala civica del paese.

Ecco il programma completo della giornata: 

 

Chi è Giorgio Gori

Giorgio Gori, nato a Bergamo il 24 marzo 1960, ha svolto la professione di giornalista ed imprenditore nell’ambito della comunicazione, fondatore della casa di produzione televisiva Magnolia ed ex direttore  e manager di importanti reti televisive italiane. Dal 1995 è sposato con la giornalista e conduttrice Cristina Parodi da cui ha avuto tre figli.
Nell’ambito della comunicazione Giorgio Gori ha curato, nelle passate stagioni, diverse produzioni per Rai, Mediaset, La7 e Sky mettendo a segno numerosi successi televisivi, tra cui spiccano l’Isola dei famosi, Piazzapulita, MasterChef Italia e L’eredità. Nel 2014 si è candidato a sindaco di Bergamo per la coalizione di centrosinistra: al primo turno delle elezioni amministrative Gori ha ottenuto 28.288 preferenze (45,50%) contro le 26.219 (42,18%) del sindaco uscente Franco Tentorio.  Al ballottaggio del 9 giugno 2014 è stato eletto sindaco di Bergamo, con il 53,5% dei consensi.

Dunas, Alloni (PD): “La giunta regionale dice che la tassa va pagata”

“L’assessore regionale al Territorio Beccalossi, a nome della Giunta di centrodestra, ha detto a chiare lettere che bisogna pagare la tassa al Dunas”, è tranciante Agostino Alloni, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo che questo pomeriggio ha ascoltato l’assessore di Maroni rispondere alla sua interpellanza a proposito del Consorzio di bonifica.

“Alla mia richiesta specifica se la Regione non ritenga necessario sospendere con urgenza gli effetti della sua delibera del 29 dicembre 2016, in attesa dell’approvazione del Piano comprensoriale di bonifica del Consorzio Dunas, la Beccalossi è stata chiara – continua Alloni –: ha confermato che in punta di diritto è tutto a posto e le scelte fatte dalla Giunta regionale sono corrette. Quindi, gli stessi amministratori della loro parte politica se ne dovranno fare una ragione. Per la verità, adesso che le elezioni di Crema hanno avuto l’esito che tutti sanno, le evidenti strumentalizzazioni sono cessate. E oggi, in Commissione, sia Lena che Malvezzi, consiglieri di maggioranza, sono rimasti in silenzio”.

Eppure, ad Alloni non va giù il fatto che “bastava aspettare due giorni e nessuno avrebbe pagato nulla per il 2017. Invece, quella delibera, contenente un emendamento dell’assessore alle Finanze Garavaglia all’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio e fatto appositamente, è stata approvata proprio il 29 dicembre, dando modo così al Dunas di chiedere la riscossione della tassa”. Ma il consigliere PD resta dell’opinione che “è sbagliato approvare un Piano di classificazione senza un Piano di bonifica. Che premura aveva il centrodestra regionale di prendere una decisione del genere? A meno che, appunto, non fosse una mossa elettorale per screditare il Comune di Crema. Ma a Maroni e ai suoi è riuscito solo far arrabbiare i propri amministratori sul territorio”.

Dunas, Alloni (PD): “La giunta regionale sospenda la tassa”

La vicenda del Dunas, il Consorzio di bonifica costituito con decreto del presidente della Regione ad agosto del 2012 e nato dalla fusione dei comprensori Adda-Serio, Naviglio Vacchelli e Dugali, doveva essere trattato domani, durante la seduta di Consiglio regionale, come question time. “Ma per la ripartizione degli atti che ogni Gruppo politico può presentare, la mia interrogazione a risposta immediata è saltata, guarda caso. Quindi l’ho presentata come interpellanza con risposta in Commissione Agricoltura di cui faccio parte e dove l’assessore dovrà venire a dare spiegazioni delle decisioni della Giunta”, spiega Agostino Alloni, consigliere regionale del PD e primo firmatario della richiesta.

Nell’interpellanza viene spiegata tutta la questione: “Il territorio del Comprensorio cremasco Adda-Serio, prima della fusione, non era mai stato interessato da strumenti quali il piano comprensoriale di bonifica e il piano di classificazione degli immobili e dall’applicazione della relativa contribuenza. – illustra Alloni – Con una interrogazione dell’aprile 2016 già segnalavo alla Giunta regionale l’importanza di modificare i termini di approvazione dei piani di classificazione degli immobili e dei piani comprensoriali di bonifica, evidenziando nelle premesse l’opportunità di prevedere l’approvazione almeno contestuale, da parte dei Consorzi di bonifica, del piano comprensoriale di bonifica e del piano di classificazione degli immobili”.

Non solo: “Dopo un nostro emendamento all’assestamento di bilancio 2016/2018, che chiedeva di prevedere l’adozione del piano di classificazione degli immobili contestualmente o successivamente l’adozione del Piano comprensoriale di bonifica, la maggioranza, ispirata dal presidente Maroni e dal consigliere Malvezzi, ha deciso che la Giunta regionale poteva approvare i piani di classificazione degli immobili adottati entro il 31 dicembre 2016 senza necessità di previa approvazione dei relativi piani comprensoriali di bonifica, di irrigazione e di tutela del territorio rurale”, aggiunge Alloni.

A dicembre 2016 la Giunta deliberava, sulla base dell’emendamento Maroni-Malvezzi, l’approvazione con stralcio del Piano di classificazione degli immobili del Consorzio di bonifica Dunas-Dugali, Naviglio, Adda Serio, adottata in assenza del piano comprensoriale di bonifica. “Scelta che preclude la possibilità di verificare, attraverso il piano comprensoriale di bonifica, le attività effettivamente programmate in relazione al territorio interessato e non permette al cittadino e alle aziende di appurare la correttezza delle modalità di applicazione della relativa contribuenza” precisa ancora il consigliere PD.

Risultato: “Fatta così, l’approvazione del Piano ha suscitato e continua a suscitare un malcontento diffuso, manifestato espressamente sia dai Comuni, tant’è che diverse amministrazioni locali hanno presentato ricorso al Tar contro la delibera di Giunta, che dagli agricoltori, promotori di numerose iniziative che sono state occasione di accesa discussione sul tema, oltre che da singoli cittadini e famiglie del territorio – conclude Alloni –. Per questo chiedo all’assessore di sospendere con urgenza gli effetti della delibera, in attesa dell’approvazione del Piano comprensoriale di bonifica del Consorzio di bonifica Dunas, già in fase avanzata di predisposizione”.

Maltempo nel Cremasco, Alloni (PD): “Mozione urgente in Regione per la calamità naturale”

La tromba d’aria che si è abbattuta l’altro giorno sul territorio cremasco sarà oggetto di una mozione urgente che il gruppo regionale del PD sta depositando per la discussione nella seduta di Consiglio regionale di martedì 13 giugno.

“L’atto impegna la Giunta a richiedere al Governo, una volta ultimata la stima dei danni subiti dal settore agricolo, dalle infrastrutture pubbliche e dalle abitazioni civili, la dichiarazione dello stato di calamità naturale, oltre all’impegno a finanziare adeguatamente tutti gli interventi utili necessari – fa sapere Agostino Alloni, consigliere regionale del PD e firmatario della mozione –. Inoltre, si chiede di verificare la possibilità di individuare, anche in occasione dell’assestamento di bilancio, eventuali risorse regionali aggiuntive da rendere disponibili per le province più colpite, allo scopo di sostenere gli interventi previsti dal Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura per tutte le aziende agricole che hanno subito danni irreversibili”.

Nella mozione si spiega, infatti, chiaramente quanto successo solo poche ore fa in una ampia zona della provincia di Cremona: “Il territorio della Pianura padana con particolare riferimento ai comuni della zona di Campagnola, Quintano, Casaletto Vaprio, Pandino e Torlino Vimercati, sono stati soggetti a eccezionali fenomeni temporaleschi, con trombe d’aria che hanno provocato gravi danni alle infrastrutture pubbliche e private e alle attività agricole. Danni alle stalle e ai fabbricati a uso zootecnico per il ricovero per il fieno, ai campi di mais e orzo, e a Campagnola Cremasca almeno due cascine e moltissime abitazioni sono andate praticamente distrutte”, fa sapere il consigliere PD ai colleghi che martedì dovranno votare in Aula.

Patto per la Lombardia, Piloni (PD): ”Dalla Regione nessuna strategia di sviluppo per la nostra Provincia”

Il 30 marzo scorso il presidente della Regione Maroni ha scritto una lettera ai sindaci capoluogo proponendo di ripartire la fetta più grande dei soldi messi a disposizione dal governo nel “Patto per la Lombardia” (80 milioni di euro) in base alla popolazione di ciascuna provincia. Così facendo, alla provincia di Cremona, spetterebbero 3 milioni e 800 mila euro. Nessun accenno ad un’eventuale ripartizione rispetto alle priorità territoriali. Dal canto suo, il consigliere regionale Malvezzi, accettando in maniera acritica tale proposta, mette le mani avanti chiedendo che tali risorse vengano destinate per la conclusione dei lavori della Paullese e per il ponte presso san Daniele Po.

Matteo Piloni, segretario provinciale del Partito Democratico ha commentato così la notizia: “E’ ovvio che tali opere sono necessarie per i nostri territori e, come PD, chiediamo che vengano portate avanti. Non ultimo l’altro giorno nell’apposita commissione Trasporti del consiglio regionale abbiamo ribadito, attraverso il consigliere regionale Alloni che le risorse previste nel Patto per la Lombardia devono essere destinate al completamento della Paullese,  anche se lo sguardo a medio termine deve essere comunque il prolungamento della metropolitana fino a Paullo. Servono i 16 milioni e mezzo per integrare le risorse già disponibili per il nuovo Ponte sull’Adda e per il tratto da Zelo allo stesso ponte. Ma è altrettanto ovvio che la discussione è ancora aperta e tale deve restare, per chiedere alla Regione di ripartire le risorse in base alle priorità territoriali che devono, nello stesso tempo, coincidere con strategie di interesse regionale.

La nostra provincia da anni attende dalla Regione risposte sul sistema ferroviario (oggi Sorte annuncia che i treni diretti per Milano da Crema saranno 4 e attivi solo da dicembre, anziché da giugno come promesso); sull’autostrada Cremona-Mantova (come PD abbiamo sempre chiesto cosa volesse fare concretamente la regione. Oggi Fava risponde che l’autostrada non si farà); sulla distribuzione delle risorse europee in agricoltura (la Regione e Fava hanno speso solo il 7,69% delle risorse disponibili dall’UE per il sistema agroalimentare in Lombardia); sui Gal (dove la Regione non ha speso nemmeno 1 euro dei 60milioni messi a disposizione “grazie” ai bandi voluti da Fava); sulle infrastrutture fluviali (mentre Salini e Malvezzi puntano sul canale navigabile fino a Milano, che nel frattempo non serve più,  rimaniamo in attesa di sapere se la Regione vuole puntare su Tencara e, per collegare davvero Cremona e Mantova al mare, rendere navigabile per tutto l’anno il Po. E i progetti ci sono!). E’ evidente che Regione Lombardia per la nostra provincia non ha alcuna strategia di sviluppo. Ed è bene cominciare a prenderne atto. Tra nove mesi si vota. Mi sembra che ci siano tutte le motivazioni per cambiare rotta”.

Piano di sviluppo rurale, PD: Regione Lombardia in grave ritardo nella distribuzione delle risorse europee

Dall’Europa i soldi arrivano. E anche molti. Un bel fiume di denaro che potrebbe inondare la Lombardia un po’ in tutti i settori produttivi. E invece rimane fermo alla fonte, perché chi amministra oggi questa regione non fa i bandi e di conseguenza non elargisce i denari. A pagarne le spese è prima di tutto l’agricoltura, che vede la Lombardia ai primi posti in Italia in quanto a produzione. Ma questo pare non interessare molto l’attuale Giunta lombarda. Ne ha parlato stamattina il Gruppo regionale del PD, durante una conferenza stampa.

Nel contempo, proprio stamattina, in I Commissione Bilancio, veniva approvato, all’interno della risoluzione per la sessione europea di martedì prossimo, in modo bipartisan (la Lega non ha partecipato al voto), un emendamento che richiama la Giunta regionale a spendere le risorse del Piano di sviluppo rurale per evitare che l’Europa attivi la ‘clausola del disimpegno’, ovvero che ritiri la disponibilità delle risorse che non vengono spese in tempo. “La presunta eccellenza di Regione Lombardia, rispetto alla gestione dei fondi europei, è smentita da fatti in parte oggi oggetto di attenzione anche della Magistratura, come nel caso dei fondi Bei, in parte di livello politico, come nel caso dell’agricoltura”, ha esordito il capogruppo Enrico Brambilla.

A Marco Carra, consigliere regionale del PD e capogruppo in Commissione Agricoltura, il compito di spiegare cosa accade: “Il Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, che permette a ogni Stato membro dell’Unione europea di utilizzare tutte le risorse economiche a disposizione del sistema agroalimentare, in Lombardia può contare su 1.157 milioni di euro di cui 499 milioni provenienti dall’Ue, 461 milioni dallo Stato e 197 milioni dal bilancio regionale. Ebbene, di quei soldi, al 31 dicembre 2016, la Regione ha speso solo 89 milioni di euro, ovvero il 7,69%. L’eccellente Lombardia si ritrova non ai primi posti, come accadeva in passato, ma dietro a Bolzano (19,78%), al Veneto (15,54%), a Trento (10,97%), alla Sardegna (10,28%), all’Umbria (9,92%) e all’Emilia Romagna (8,43%). E a pari merito con regione italiane che vengono definite arretrate o poco virtuose dalla stessa Lega”.

Un caso emblematico è quello della Misura 19 del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 ‘Sostegno allo sviluppo locale Leader – Gal’, di cui ha parlato il consigliere Agostino Alloni: “Dopo che molti dei territori definiti svantaggiati hanno unito sinergie pubbliche e private per presentare i progetti, a differenza che in passato, questa volta l’assessorato all’Agricoltura ha lasciato fuori qualcuno dal bando, che in questo caso era stato pure fatto. Ma questa scelta insensata e non giustificata ha scatenato una serie di ricorsi che, di fatto, hanno bloccato la Misura e oggi la Lombardia è praticamente l’unica regione a non aver potuto distribuire nemmeno un euro degli oltre 60 milioni a disposizione”. Ma nel contempo, ha sottolineato Alloni assieme ai colleghi, “l’assessorato spende 610mila euro, anziché i già molti 280mila, per 5-6 numeri l’anno della rivista che invia agli agricoltori. Questo incredibile aumento, fatto con i soldi del Psr destinati alla comunicazione e in parte con risorse regionali, guarda caso avviene l’anno prima delle elezioni. A cosa serve la rivista? A pubblicizzare i bandi che poi non vengono indetti”, hanno concluso i consiglieri PD.

Lgh-A2A, Matteo Piloni e Agostino Alloni intervengono sulla vicenda: da Malvezzi solo propaganda

In merito alla vicenda Lgh-A2A sono intervenuti il segretario provinciale del Partito Democratico Matteo Piloni e il consigliere regionale PD Agostino Alloni. Ecco le loro dichiarazioni sulle polemiche politiche scoppiate dopo i rilievi dell’Anac all’operazione:

Dichiarazione di Matteo Piloni (Segretario provinciale PD)

Non poteva mancare l’inutile “sentenza” del consigliere regionale ex Ncd (Lega?) Malvezzi contro la fusione tra Lgh e A2A, prendendo spunto dal parere dell’Anac sulla procedura intrapresa.
Peccato che Malvezzi, come suo solito, confonda le carte in tavola. Una bella canzone di Fabrizio Moro di qualche anno fa recitava: “Pensa, prima di parlare”. E’ il consiglio che mi sento di dare al consigliere Malvezzi anche in questa occasione. Infatti ad essere messa in discussione dall’Anac non è l’operazione in sé, ma la procedura della trattativa privata e la mancata gara ad evidenza pubblica. O meglio, una parte della procedura che riguarda l’assenza di una preventiva fase pubblica esplorativa. Procedura che è competenza delle due società che avranno modo di motivarla attraverso i propri studi legali. Ciò che quindi non è messo in discussione è il risultato. Malvezzi, ai tempi di Formigoni Presidente della Regione e Salini della Provincia di Cremona, era uno dei sostenitori a spada tratta della grande multiutility Regionale (ovviamente sotto l’egida A2A guidata da CL). Curioso che ora contesti come “svendita” un’operazione analoga, dal punto di vista societario, a quella da lui propugnata per anni e molto più equilibrata dal punto di vista economico e dei rapporti tra enti.
Chi parla di svendita, privatizzazione o perdita di controllo, non solo sbaglia, ma non fa i conti con la realtà. Il PD, a Cremona come negli altri territori, ha sempre sostenuto la necessità di partnership di Lgh e, in questo senso,  A2A è una realtà solida in termini di investimenti e di qualità dei servizi, in una prospettiva nella quale queste aziende devono guardare al futuro in modo collaborativo con le comunità locali. Una soluzione portata avanti dalle società, in totale autonomia. Tirare in ballo i partiti, buttarla in caciara, parlare di spartizione significa non avere la benchè minima idea del ruolo, delle norme e soprattutto dei fatti. Potremmo tirare in ballo anche noi il partito di Malvezzi che governa alcuni comuni soci di Lgh. Ma non lo facciamo. Malvezzi  ha visto in tutto questo una logica di spartizione. Ognuno vede ciò che vuole, in base a ciò che è abituato a fare.  L’unica ennesima brutta figura è quella di Malvezzi, che non solo non sa di cosa parla, ma che in tutta questa vicenda non ha potuto nemmeno ricoprire il ruolo di comparsa e, visto quanto scrive, nemmeno quello di spettatore.

Dichiarazione di Agostino Alloni (Consigliere regionale PD)

Vorrei replicare in forma diretta, se possibile, alle affermazioni del collega Carlo Malvezzi che ho letto ieri su La Provincia in merito a Linea Group con A2A. Caro collega Malvezzi, riguardo alla vicenda LGH-A2A io non mi perderò in chiacchiere e andrò dritto al sodo.
PRIMO PUNTO. Perché racconti bugie? Perché parli di sole amministrazioni di centrosinistra interessate in questa storia, quando sai perfettamente che non è così? Per non dilungarmi troppo citerò solo la partecipata del comune di Rovato (Cogeme) , governato dalla Lega con Forza Italia, e con diritto di veto in LGH. La Lega e Forza Italia non sono di centrodestra? non sono tuoi alleati in Regione? o mi sono perso qualcosa?                                                           SECONDO PUNTO. La procedura di integrazione tra LGH-A2A (società quotata in borsa), al di là dell’informativa pubblica, è stata decisa dagli organi societari in totale autonomia e responsabilità, come deve necessariamente essere. Altrimenti l’indipendenza delle società pubbliche dalla Politica se ne andrebbe a farsi benedire. Non sei d’accordo? Loro e i loro legali risponderanno ai rilievi sollevati dall’Anac;
TERZO PUNTO. Capisco male o tu paventi futuri danni economici per il territorio? A quali danni ti riferisci? Chi ci minaccia? LGH non avrebbe mai potuto camminare da sola ancora a lungo, non lo hai sostenuto anche tu più e più volte in passato? Vuoi che ti legga le dichiarazioni di qualche anno fa?? Hai cambiato idea? Di certo con A2A oggi LGH è più solida e gli investimenti per il territorio e i servizi per le imprese e per i cittadini non potranno che migliorare;           QUARTO PUNTO. Se ti capita, dai un occhio anche a Crema! Qui sì (rileggiti le clamorose cronache giornalistiche della primavera di 5 anni fa!) che c’è stata una storia di centrodestra ( proprio i tuoi amici che rivorresti in sella!) fatta di buchi, di debiti e di fallimenti nella gestione “in proprio” delle società pubbliche ed una storia recente di centrosinistra fatta di gestione unitaria e di risanamento e di rilancio dei servizi pubblici, una storia che ha del miracoloso!

Spazi finanziari per 4,3 milioni di euro ai Comuni della Provincia di Cremona

La deputata del Partito Democratico Cinzia Fontana ha inviato all’attenzione di tutti i sindaci della Provincia di Cremona una nota con gli spazi finanziari attribuiti dalla legge di bilancio 2017. Agli enti locali della nostra provincia infatti sono stati concessi spazi finanziari per un importo pari a 4,3 milioni di euro, di cui circa la metà destinati all’edilizia scolastica. Come previsto dalla legge di bilancio per il 2017, infatti, il Governo ha assegnato 700 milioni di euro agli enti locali – di cui 300 milioni per interventi di edilizia scolastica – al fine di favorire opere di investimento, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti oppure il ricorso al debito.

Per l’edilizia scolastica la ripartizione degli spazi richiesti è stata assegnata in base alle seguenti priorità: interventi di edilizia scolastica già avviati con risorse acquisite mediante mutuo e per i quali erano già stati attribuiti spazi nel 2016; interventi di nuova costruzione di edifici scolastici, con progetto esecutivo già validato ed interventi di edilizia scolastica, con progetto esecutivo già validato.

Per gli interventi diversi dall’edilizia scolastica, l’assegnazione degli spazi ha seguito i seguenti criteri: investimenti finanziati con avanzo di amministrazione o mutuo dai Comuni istituiti a seguito di fusione e dai Comuni con popolazione inferiori a 1.000 abitanti, già in possesso dei progetti esecutivi; interventi di edilizia scolastica non soddisfatti dagli spazi finanziari concessi con la procedura precedente; investimenti per adeguamento sismico degli immobili, già dotati di progetto esecutivo ed investimenti per prevenzione rischio idrogeologico e per la messa in sicurezza di siti inquinati ad alto rischio ambientale, già dotati di progetto esecutivo.

Si allega l’elenco dei Comuni con gli spazi finanziari assegnati: Spazi finanziari Comuni CR 2017

Poste, Alloni (PD): “Primo tavolo territoriale: giudizio positivo per i miglioramenti in atto”

Sono stati presentati oggi, nell’ambito del tavolo territoriale per la provincia di Cremona, che fa seguito agli accordi stabiliti a livello regionale, i risultati del piano straordinario che Poste Italiane direzione Lombardia ha messo in campo, a seguito delle segnalazioni di criticità arrivate da sindaci, consiglieri regionali, imprese e utenza, per contrastare una situazione che alla fine del 2016 si presentava davvero complicata.

Il piano di riorganizzazione, che andrà a regime entro la metà di marzo 2017 secondo quanto annunciato dai dirigenti presenti (Fabio Toniolo, Francesca Paglia e Marco Seri) di fronte a diversi rappresentanti del territorio, tra cui i sindaci di Crema e Cremona e il consigliere regionale Pd Agostino Alloni, prevede nuove assunzioni (31 già avvenute e altre 12 in corso), lo smaltimento della posta arretrata e la riduzione delle aree di distribuzione da parte dei postini secondo una logica di fidelizzazione che dovrebbe permettere il recapito della posta ordinaria entro 5 giorni e della prioritaria entro 1 giorno.

Ho collaborato attivamente a raccogliere i dati sulle aree di maggiore criticità tra i comuni del cremasco – dice il consigliere Alloni – Esce oggi confermato quanto premesso nella riunione svoltasi a Crema il 27 gennaio scorso. Lo sforzo portato avanti dalla direzione lombarda di Poste Italiane sta già dunque producendo miglioramenti visibili e questo è importante dato il ruolo imprenscindibile che la posta ha sul territorio, intanto aspettiamo la metà di marzo quando il piano andrà a regime. Resta il problema del presidio degli uffici postali nei quartieri e nei piccoli comuni che invece va riducendosi sempre più, privando i cittadini di un servizio ancora fondamentale”.