Casa di comunità di Crema: sbagliata la scelta di Regione Lombardia di non investire sull’ex tribunale

La richiesta di potenziare i servizi socio-sanitari di Crema utilizzando anche l’ex tribunale è stata bocciata dalla giunta regionale lombarda. Regione Lombardia, come comunicato dall’assessore Letizia Moratti, ha infatti scelto come destinazione della futura Casa di Comunità (centro che ospiterà molti servizi socio-sanitari per tutto il territorio cremasco) l’edificio di Via Gramsci che attualmente alcuni uffici dell’Asst. La collocazione dell’immobile però presenta molte criticità: innanzitutto mancanza di parcheggi, scarsa accessibilità e spazi ristretti.

Il consigliere regionale Matteo Piloni ha così commentato la decisione di Regione Lombardia: “Il presidente Attilio Fontana, in visita a Crema pochi mesi fa, aveva dichiarato che l’ex tribunale sarebbe stato un luogo idoneo per la realizzazione di una Casa di Comunità e che la scelta sarebbe stata presa dopo alcune verifiche infrastrutturali e, comunque, insieme all’amministrazione comunale della città, cosa che poi non si è realizzata. Le verifiche hanno dato esito positivo ma la scelta di Regione è caduta sull’altro immobile di Via Gramsci, che non è per niente idoneo allo scopo. Al contrario, realizzare la Casa di Comunità presso  l’ex tribunale è molto più utile e vantaggioso, per Crema e tutto il territorio, per molte ragioni”. Eccone cinque:

  • L’area è dotata di parcheggio, facilmente accessibile e vicino all’ospedale
  • Lo studio sulla vulnerabilità attesta la sicurezza infrastrutturale dell’edificio
  • Gli ampi spazi interni consentono la presenza di più servizi socio-sanitari
  • Troverebbero spazio alcuni servizi dell’ospedale per i quali oggi viene pagato un affitto
  • La Regione otterrebbe gratuitamente l’ex tribunale per realizzare servizi e uffici del sistema sanitario pubblico

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