Nutrie, Alloni (PD): “Regione emetta ‘ordinanza-tipo’ per i comuni. Il rischio è anche sanitario”

Seguire l’esempio di Emilia Romagna e intervenire, come Regione, dando gli strumenti affinché i Comuni possano emettere ordinanze che permettano di proseguire con i piani di contenimento già messi in campo in questi anni delle Province. È quello che ha chiesto oggi, mercoledì 8 ottobre 2014, in VIII Commissione Agricoltura, Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd, a margine della seduta, insistendo sulla necessità di sveltire le pratiche in attesa dei regolamenti attuativi delle novità normative nazionali.

“Regione Emilia Romagna ha predisposto uno schema di ordinanza tipo e lo ha inviato a tutte le amministrazioni comunali, che possono poi renderlo operativo nelle situazioni in cui la diffusione dell’animale sia particolarmente significativa e costituisca una grave minaccia per le arginature di fiumi e canali, nonché per le colture agricole – fa sapere Alloni, carte della Regione confinante alla mano –. Secondo lo schema di ordinanza, che ha ottenuto il parere favorevole dell’Ispra (l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale), i piani di controllo comunali dovranno contenere le motivazioni dell’intervento e potranno coinvolgere tutte le tipologie di personale già previsto dai piani provinciali”.

Nel caso della Lombardia, Alloni ricorda che, sul piano delle motivazioni, “non ce ne sono solo di origine idraulica e agricola, ma anche sanitaria: la Direzione generale della Sanità ci ha fornito una relazione del Dipartimento di scienze veterinarie dell’Università di Milano in cui si dice espressamente che la nutria è suscettibile a una vasta gamma di infezioni micro e macroparassitarie, dalla salmonella alla leptospirosi. E i rischi sono sia per gli uomini, sia per gli animali domestici e da allevamento, e non da ultimo per gli alimenti che possono essere contaminati. Pensiamo solo a quante carcasse rimangono in campagna e spesso anche nelle nostre cascine, tra farine e foraggi”

E se la preoccupazione è il tipo di intervento, Alloni ha fatto presente che “si continuerebbe con i piani di contenimento provinciali, dunque con le gabbie e con lo smaltimento a carico delle Asl. Per questo erano stati formati mille operatori e ora è tutto fermo in attesa del regolamento”.
Il punto, conclude Alloni, sostenuto in questo anche dal collega Marco Carra, è che “nel frattempo non possiamo permetterci che il fenomeno, già di dimensioni eccessive, vada completamente fuori controllo”.

Area Vasta. Ne parliamo con VEZZINi e PIZZETTI. Venerdì 10 ottobre ore 21

“Cremona 2030: una nuova governance locale per “costruire” territorio e sviluppo sociale”

L’incontro avrà luogo alle ore 20:45 di venerdì 10 ottobre presso la sala IAL in via Dante 121 a Cremona ed interverranno il candidato alla Presidenza della Provincia Carlo VEZZINI ed il Sottosegretario alle Riforme Luciano PIZZETTI.

Modera Gilberto Bazoli del quotidiano La Provincia.

area vasta

Anci Lombardia. Nominati i componenti dei dipartimenti. I cremonesi presenti

Venerdì 3 ottobre si è riunito a Milano il primo direttivo di Anci Lombardia dopo l’elezione del Presidente Roberto Scanagatti, Sindaco di Monza.
Per quanto riguarda la provincia di Cremona nel direttivo fanno parte i sindaci di Cremona Gianluca Galimberti, di Crema Stefania Bonaldi, di Soresina Diego Varani e di Piadena, Ivana Cavazzini, come membro del consiglio nazionale.
Durante l’assemblea sono state elette come Vicepresidenti di Anci Lombardia Federica Bernardi, Vicesindaco di Cermenate, e Siria Trezzi, Sindaco di Cinisello Balsamo.
Il direttivo ha inoltre nominato i componenti dei 12 dipartimenti tematici e confermato come Segretario generale, Pier Attilio Superti e come Vicesegretario generale Rinaldo Redalli.
Per quanto riguarda la provincia di Cremona, di seguito gli amministratori nominati nei dipartimenti:

Ivana CAVAZZINI, sindaco di Piadena, presidente dipartimento Piccoli Comuni, Unioni Associative
Gianni ROSSONI, sindaco di Offanengo, presidente dipartimento Riforme Istituzionali
Virgilio UBERTI, vice sindaco Palazzo Pignano, componente dipartimento Sicurezza, Protezione civile, Polizia Locale
Maria Luise POLIG, sindaco di Pandino, componente dipartimento Welfare, immigrazione, sanità, disabilità
Matteo PILONI, assessore di Crema, componente del dipartimento Territorio, Urbanistica, Politiche abitative, Lavori pubblici, Politiche agricole.
Filippo BONGIOVANNI, sindaco di Casalmaggiore, componente del dipartimento Territorio, Urbanistica, Politiche abitative, Lavori pubblici, Politiche agricole.
Raffaele VOLPINI, vice sindaco Ripalta Cremasca, componente del dipartimento Territorio, Urbanistica, Politiche abitative, Lavori pubblici, Politiche agricole.
Francesca PONTIGGIA, consigliere comunale di Cremona, componente del dipartimento Europa e cooperazione Internazionale.
Giancarlo CORADA, consigliere comunale di Castelleone, componente del dipartimento Cultura, Sport, politiche giovanili, servizio civile.

Tesseramento PD, Piloni: “Tra ottobre e novembre il grosso del lavoro sul tesseramento. In città a Cremona siamo al 75%”

Le notizie apparse sulla stampa nazionale sulla situazione del tesseramento al PD hanno destato alcune preoccupazioni, anche se si tratta di risultati parziali che non tutti i territori hanno indicato.
E’ bene però fare alcune precisazioni, con lo sguardo di chi sta sul territorio.
Le tessere, annnunciate al 25 di aprile di quest’anno, sono in realtà arrivate alle federazioni verso la fine di maggio, gli ultimi giorni di campagna elettorale delle europee e delle amministrative. Amministrative che, nel caso di Cremona, si sono concluse l’8 giugno.
Significa che da gennaio a giugno, in realtà, non si è affatto lavorato sul tesseramento.
Nel frattempo è partita la stagione delle Feste de l’Unità, che hanno impegnato l’organizzazione fino a settembre.
In provincia di Cremona il 2013 si era chiuso con circa 1800 iscritti. A settembre 2014 il numero è di circa 700 iscritti, che corrisponde al 40%.
In città a Cremona la percentuale sul 2013 si attesta al 75% mentre a Crema poco sopra il 50%.
Sono soprattutto i circoli del territorio a non aver avuto ancora l’occasione per lavorare sul tesseramento, e per questo, come lo scorso anno e l’anno prima ancora, lavoreremo tra ottobre e novembre.
detto ciò il dato del tesseramento ci preoccupa, non tanto per i numeri che sono una conseguenza, ma perchè, nonostante anche a livello di segreteria regionale lo abbiamo ribadito più volte, per poter fare un buon lavoro sul tesseramento è necessario partire a gennaio, e non ricevere le tessere alla viglia del voto sulle europee.
per quanto riguarda la federazione di Cremona, nelle prossime settimane solleciteremo tutti i circoli ad un lavoro sul tesseramento, così da tentare di consolidare il risultato dello scorso anno, e provare a fare anche qualcosa in più.

Il tesseramento, per la nostra federazione, è un importante fonte di finanziamento.
Approfittiamo quindi anche di queste polemiche per un rilancio dello stesso sul territorio.

Per il tesseramento le sedi di Cremona e Crema sono a disposizione, così come i circoli radicati sul territorio.
Per INFO Cremona 0372.49591 info@pdcremona.it, Crema 0373.200812 info@pdcrema.it

In allegato anche la dichiarazione di impegno da sottoscrivere al momento del tesseramento:
Dichiarazione_Impegno_IscrittoPD_Lombardia

Matteo PILONI
segretario PD Cremona

Claudio REBESSI
responsabile Organizzazione

Alloni (PD): un flop il taglio dei ticket regionali sui farmaci, i lombardi versano più di prima I dati della provincia di Cremona: in soli cinque mesi i cittadini hanno pagato 105mila euro in più rispetto al 2013

Il presidente della Regione Lombardia è tornato lunedì ad annunciare l’intenzione di cancellare i ticket sanitari regionali, con un primo intervento nel 2015. Intanto, però, la prima manovra fatta dall’amministrazione Maroni sui ticket farmaceutici, in vigore da aprile 2014, si sta dimostrando un flop.
Al momento della presentazione dell’intervento Maroni spiegò che la Regione avrebbe investito 40 milioni di euro per cancellare i ticket farmaceutici a 800mila lombardi (su 10 milioni). Fu anche lanciata la campagna di comunicazione “zero ticket”, con affissioni di manifesti in tutte le città lombarde, per il costo dichiarato di 200mila euro a carico dei contribuenti.
Nei fatti, la Regione estendeva l’esenzione del ticket farmaceutico per gli anziani over65 poco abbienti, spostando il limite di reddito massimo da 11 a 18mila euro.
Alla luce dei dati ufficiali, su ormai cinque mesi di applicazione, per la Regione si è trattato di un’operazione a costo zero, anzi, con un relativo guadagno economico. Da aprile ad agosto l’ammontare dei ticket pagati dai lombardi non solo non è diminuito, ma è addirittura cresciuto, seppure di poco. Nei cinque mesi i lombardi hanno pagato circa due milioni di euro in più rispetto agli stessi mesi dello scorso anno (+1,87%), quando la misura non era in atto. Sempre nello stesso periodo, rispetto allo scorso anno, i cittadini di Cremona e provincia hanno pagato in ticket sui farmaci 105mila euro in più rispetto al 2013. E se i cittadini hanno pagato di più, la Regione ha invece risparmiato, perché la spesa farmaceutica complessiva (quanto Palazzo Pirelli deve alle farmacie per i farmaci acquistati dai lombardi) è sostanzialmente diminuita per oltre 25 milioni di euro, grazie soprattutto alla maggior diffusione dei farmaci generici. Per la regione c’è dunque un guadagno netto, l’esatto contrario di quanto prospettato.
“Sul taglio dei ticket Maroni aveva puntato molto in campagna elettorale e anche ora non passa giorno senza che ne prometta l’abolizione – dichiara il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni -. Noi sosteniamo da tempo che un taglio era necessario, soprattutto per chi ha un reddito fino a 30mila euro, e abbiamo anche indicato dove trovare le risorse. È evidente che il taglio fatto dalla giunta è stato un flop, o meglio, solo uno spot. Ci sono un certo numero di anziani, non certo 800mila, come dichiarato da Maroni, che non pagano più il ticket sui farmaci, mentre la gran parte dei lombardi continua a pagare il superticket più costoso d’Italia. E i 40 milioni che i beneficiari del taglio avrebbero dovuto risparmiare? I conti non tornano, perché la Regione incassa addirittura di più. Quindi è ora di tagliare veramente, non solo i ticket farmaceutici ma soprattutto il superticket su visite ed esami. Le risorse ci sono”.
Il flop del taglio dei ticket sui farmaci potrebbe avere diverse motivazioni, ma la più significativa probabilmente concerne i numeri dei beneficiari: gli ultrasessantacinquenni in Lombardia sono circa due milioni, è quindi improbabile che quasi la metà (800mila dichiarati dalla giunta) sia nella fascia di reddito compresa tra 11 e 18mila euro.

TICKET FARMACEUTICO CREMONA
confronto da aprile 2014 (entrata in vigore nuove esenzioni) ad agosto 2014
rispetto agli stessi mesi del 2013
SPESA FARMACEUTICA CONVENZIONATA SSN IN LOMBARDIA
(spec. + generici + galenica + ossigeno)
SPESA LORDA IMPORTO TICKET
ASL 2013 2014 Δ 2013 2014 DIFF’13/’14 Δ
Agosto CREMONA 4.769.000 4.831.000 1,30 759.000 769.000 10.000 1,32
Luglio CREMONA 5.195.000 5.591.000 7,62 816.000 879.000 63.000 7,72
Giugno CREMONA 5.329.000 5.436.000 2,01 849.000 850.000 1.000 0,12
Maggio CREMONA 5.621.000 5.778.000 2,79 898.000 905.000 7.000 0,78
Aprile CREMONA 5.145.000 5.434.000 5,62 831.000 855.000 24.000 2,89
TOT. 4.153.000 4.258.000 105.000 2,53
elaborazione su dati Federfarma Lombardia