Nuovo treno Vivalto sulla linea Milano – Cremona – Mantova. Il PD: “Finalmente”

“La Regione ha finalmente riconosciuto il fatto che la Milano – Cremona – Mantova è la linea ferroviaria più scadente in Lombardia che ha guadagnato in questi anni gli indici di affidabilità tra i peggiori a livello lombardo. Non possiamo che essere soddisfatti per una decisone che è frutto delle pressioni che come Pd assieme ai pendolari abbiamo fatto alla Giunta con tutti gli strumenti in possesso dal tour delle stazioni alla protesta presso la stazione di Treviglio alla serie infinita di interrogazioni e mozioni in Commissione Infrastrutture e in Consiglio regionale ed in ultimo la lettera del 20 febbraio con la quale chiedevamo un intervento prioritario su questa tratta. Questo è solo il primo passo che deve andare nella direzione di sostituire progressivamente il parco treni che dati alla mano è qualitativamente sotto la soglia della sufficienza. Il nostro obiettivo sarà quello di lavorare per far sì che Regione e Trenord pensino ad un collegamento diretto Mantova – Cremona – Milano nell’orario di punta della mattina e della sera”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali del PD Agostino Alloni in merito alla presentazione questa mattina nel nuovo Vivalto che entrerà in funzione nel mese di marzo lungo la linea Milano – Cremona – Mantova.

Luciano Pizzetti nominato Sottosegretario alle riforme. I complimenti di Piloni

Dopo l’apprezzamento per la nomina di Maurizio Martina ministro dell’agricoltura, per Cremona un’altra notizia, ancor più importante: Luciano Pizzetti nominato Sottosegretario alle riforme.

Una notizia inaspettata che ci riempie di orgoglio e che conferma l’impegno ed il lavoro di Luciano, soprattutto in questi mesi, sull’importante e fondamentale questione delle riforme, ormai una priorità non più rimandabile per il Paese.

Questa sera in assemblea provinciale avremo modo di farglieli di persona e pubblicamente. Per ora a Luciano vanno i miei complimenti a nome di tutte le democratiche e di tutti i democratici della Federazione di Cremona.

Matteo Piloni, segretario provinciale PD Cremona

Nuovi Treni. Manfredini (PD) scrive a Perri: “Il Comune si attivi per portarli sulla linea Cremona-Mantova”

Alessia Manfredini, consigliere comunale del PD a Cremona, appresa la notizia che il 28 febbraio saranno consegnati da trenord i nuovi treni acquistati dopo l’impegno preso in Regione lo scorso dicembre, ha subito preso carta e penna e prontamente scritto al Sindaco Perri affinché si faccia promotore verso la regione per portare questi nuovi mezzi sulla linea Cremona-Mantova, con l’obiettivo di cominciare a dare alcune risposte concrete ai migliaia di pendolari che da troppo tempo le attendono.

Di seguito il esto della lettera.

Egregio Sig. Sindaco,

stando a quanto comunicato dall’Assessore regionale Del Tenno, il prossimo 28 febbraio saranno consegnati i primi treni da parte di Trenord.

Dopo le numerose sollecitazioni da parte del Pd, l’esito fallimentare del tavolo comunale da parte della sua maggioranza e gli innumerevoli disagi vissuti costantemente dai pendolari, sono a chiederle di insistere con Regione Lombardia e Trenord affinché i primi treni siano consegnati sulla linea Milano-Cremona-Mantova.

Da anni i circa 10.000 attuali utenti della linea Milano-Cremona-Mantova, si aspettano delle risposte concrete dalla politica.

Risposte ai ritardi consistenti, ai disservizi lungo la tratta, alla riduzione degli standard manutentivi ciclici dell’infrastruttura dovuti alla riduzione del personale addetto, alla presenza di troppi passaggi a livello, al binario unico su gran parte della linea e ai treni troppo vecchi e inadeguati.

Inoltre sarebbe non più rinviabile, cominciare a predisporre un cronoprogramma di interventi sulla linea, a verificare la fattibilità del treno veloce su Milano, oltre a fare raddoppi parziali e intervenendo con sottopassi o sovrapassi su una parte dei passaggi a livello, anche in vista di Expo 2015 e della movimentazione di milioni di persone.

Infine, Le suggeriscono di condividere questa richiesta anche con il Presidente dell’Amministrazione provinciale Salini,

Auspicando un positivo quanto urgentissimo riscontro a questa mia istanza, Le porgo i migliori e più cordiali saluti.

Alessia Manfredini, consigliere comunale Pd

Cremona, Statuto Padania Acque. Bocciata la proposta del PD e delle associazioni. Ma Perri non era per l’acqua pubblica?

Lunedì sera, in contemporanea, i consigli comunali di Cremona e Crema, dopo quello provinciale, hanno approvato la proposta di Statuto di Padania Acque. Un altro passo in avanti verso la costituzione dell’unica società provinciale che gestirà il servizio idrico.

Un passaggio importante anche perché lo Statuto, che riguarda la gestionale, sta passando in tutti i 115 Comuni della provincia.

Come PD abbiamo proposto agli amministratori di accompagnare l’approvazione dello Statuto con un documento di indirizzo nel quale si sottolineavano il concetto di acqua come bene pubblico, con l’unico scopo di incidere ulteriormente sulla natura e sulla gestione del servizio.

Una richiesta, che non ha alcuna incidenza tecnica sullo Statuto, che è stata avvalorata anche da una lettera indirizzata a tutti gli amministratori da parte dei presidenti provinciali di Arci e Acli.

La proposta, nello specifico, recita:

  •  oggetto del servizio è l’acqua che è bene comune in quanto indispensabile ed insostituibile per la vita ed il vivere insieme, pertanto:
  • se ne riconosce il diritto umano, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico
  • tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà
  • la gestione risponde alle necessità del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze.

Per garantire il rispetto dei principi sopra enunciati la società s’impegna a garantire forme di consultazione e partecipazione pubblica da definirsi con specifica regolamentazione da emanarsi entro 6 mesi dalla data di approvazione dello statuto.

Tale proposta è già stata approvata da alcuni consigli comunali della provincia, tra cui appunto Crema attraverso un documento di indirizzo al sindaco, sottoscritto da tutti i consiglieri di maggioranza.

A Cremona, invece, ha stupito l’astensione della Lega Nord, fino a ieri a favore dell’acqua pubblica, e di tutto il centrodestra. Non è infatti passato inosservato il voto contrario del sindaco Perri a questa proposta che, ricordiamo, contiene esclusivamente dei principi di fondo che non hanno alcune incidenza tecnica sullo Statuto, ma che sono rafforzativi del concetto pubblico dell’acqua proprio come bene comune.

Una proposta assolutamente trasversale, di buon senso, per certi versi anche naturale dopo le tante dichiarazioni dei mesi scorsi anche del Sindaco Perri che, invece, nell’atto pratico non ha trovato riscontro favorevole.

Che Perri abbia cambiato idea? Forse preso dalla presenza della Gelmini, ha perso di vista l’obiettivo.

Matteo Piloni
Segr. Prov. PD Cremona

Dibattito sulla fiducia al governo Renzi. L’intervento del Sen. Pizzetti

Ecco il testo integrale dell’intervento del Senatore Luciano Pizzetti in occasione dell’approvazione della mozione di fiducia al governo Renzi. Il Presidente del Consiglio ha poi risposto nelle sue conclusioni alle considerazioni del Senatore del PD cremonese, con il proposito di approfondire i suggerimenti in tema di riforme istituzionali.

LUCIANO PIZZETTI (PD).
Signor Presidente, onorevole Presidente del Consiglio, buon lavoro. Lei ci ha chiesto fiducia e noi le daremo fiducia, con la franchezza e la lealtà da lei sollecitate.
Abbiamo sentito le sue dichiarazioni: sono impegnative, direi molto impegnative. Delineano uno sforzo riformatore straordinariamente consistente in un tempo straordinariamente breve. Il buon esito di tale sforzo poco ha a che fare con il coraggio; molto ha a che fare con la responsabile consapevolezza. Perciò avrà bisogno del sostegno convinto di tutta la sua maggioranza, i cui confini parlamentari sono ben delineati e non suscettibili di movimenti carsici.
Una maggioranza ancora anomala, perché non figlia di un esito elettorale bipolare, ma una maggioranza ben più politica di quella che ha dato vita al Governo Letta e di quella che lo ha sostenuto dal momento in cui Berlusconi ha lasciato quest’Aula a seguito del voto sulla decadenza. Più politica e meno emergenziale. Sono le dichiarazioni che lei ha delineato ad imprimerle questo carattere: riforme economiche, istituzionali, civili ed organizzative. E’ la presenza nel Governo dei segretari delle principali forze politiche che la sostengono a caratterizzarla così. E` il confine temporale di legislatura da lei indicato a darle questo segno.
Lei si e`assunto – dunque – un compito serio, e non è interesse dell’Italia che lei fallisca. Perciò, noi la sosterremo con responsabilità e con lealtà: con responsabilità, perché abbiamo a cuore l’Italia; con lealtà, che non e` quella data dalla disciplina di partito, tanto meno dal timore del voto anticipato (una sorta di propensione «scaldaseggiola»). Quella lealtà che viene dal senso di comunità del Partito Democratico, «ditta» o meno che sia, e dalla volontà di sospingere riforme. Una lealtà – le assicuro – ben maggiore di quella a volte riservata al suo predecessore. Non ci saranno quotidiani comunicati di distinguo dalle scelte del Governo. Lei rappresenta in persona il nostro Governo, non un Governo amico.

Le chiediamo di mettere un’attenzione straordinaria alle questioni dell’impresa e del lavoro e di avere come stella polare la giustizia e l’equità. Per dare vigore al sistema democratico un ruolo primario spetta alle riforme costituzionali e ordinamentali (senza di esse il Paese non decollerà, anche se il PIL tornerà a crescere): un sistema istituzionale e produttivo di buone norme, capace di accompagnare l’evoluzione sociale e civile del Paese, capace di riconnettere i cittadini allo Stato.
La riduzione dei costi della politica è un tassello: il pilastro è l’efficientamento del sistema. Lei ha insistito sul tassello e ha delineato il pilastro. Un pilastro che, affinché sia portante, ha bisogno di un’ulteriore immissione di idee.
Signor Presidente, sulla legge elettorale, ad esempio, il testo in discussione alla Camera della deputati va rafforzato e migliorato nel suo spirito maggioritario, selettivo della rappresentanza politica e degli eletti, garante della parità di genere. Forze politiche estranee alla maggioranza sono preziose nel definire una buona legge, ma non possono imporre alla maggioranza la propria visione. Le maggioranze politiche non possono essere variabili; se così fosse verrebbe meno la maggioranza stessa.
Sulle riforme costituzionali vogliamo discutere a partire dalla fine del bicameralismo italico, affidando alla sola Camera il compito di dare fiducia al Governo e la preminente funzione legislativa.
Ciò detto, in modo convinto e non da ora, il tema è: il Senato è costo superfluo e residuale? O deve essere un cardine di garanzia democratica della nuova Repubblica? Noi pensiamo che debba essere così: non un’istituzione ad elezione diretta, bensì di rappresentanza in una moderna Repubblica federale. Rivisti e riadattati, possono davvero essere punti di riferimento i modelli senatoriali tedesco o francese (forse più il secondo del primo), con funzioni co-legislative su norme costituzionali, diritti civili e rapporti con Regioni ed enti locali; con funzione di controllo e verifica sulle nomine di alti dirigenti dell’amministrazione statale, anche come supporto alla giusta iniziativa contro il moloch della burocrazia; con funzioni di inchiesta parlamentare; con ruoli sulle nomine delle Authority.
Noi ci siamo; noi vogliamo essere protagonisti di questo processo di riforma; vogliamo essere protagonisti di un passo avanti, non di uno indietro. Noi siamo pronti – lo dico a lei e alla neo Ministra per le riforme costituzionali – ad agire affinché la prima lettura del disegno di legge di riforma costituzionale possa concludersi entro l’avvio della Presidenza italiana del semestre europeo, per darle ulteriore forza in quell’appuntamento. In questo contesto il Titolo V va certamente rivisitato, non con la categoria del pentimento bensì con quella del miglioramento. La Repubblica funziona se tutti i livelli sono responsabilizzati, ovviamente con il principio di salvaguardia degli interessi nazionali in capo allo Stato. La soluzione sta in ciò, non nel riaccentramento statalista. La stagione federalista non va azzerata ma completata, e la funzione del nuovo Senato va pensata in questa chiave. Per questo sarebbe un grave errore – glielo dico franca-mente, presidente Renzi – separare la riforma del Senato dalla riforma del Titolo V. Ci ripensi nella sua idea di far partire in rami diversi del Parlamento queste riforme, perché tutto si tiene, soprattutto dentro un’idea di Repubblica federale.
Insomma, per concludere, noi non ci sentiamo tacchini né sul tetto né sul piatto. Siamo consapevoli delle emergenze e dei bisogni di cambiamento: e` in gioco l’Italia. Perciò, nel rispetto dei ruoli di Governo e Parlamento, lei troverà in noi non dei resistenti, ma dei sollecitatori. Con questo spirito, voteremo la fiducia a lei e al suo Governo.