Solidarietà ai sindaci Virgilio e Bergamaschi: comunicato della segreteria provinciale PD

La segreteria provinciale del Partito Democratico è intervenuta con un comunicato stampa per esprimere piena solidarietà ai sindaci di Cremona e Crema, a seguito delle polemiche sollevate da esponenti del centrodestra locale per la loro firma dell’appello a sostegno del sindaco di Bologna Matteo Lepore.

Ecco il testo integrale del comunicato inviato alla stampa locale, a firma del segretario provinciale PD Rosolino Azzali:

Le polemiche sollevate da Lega e Fratelli d’Italia nei confronti del Sindaco  di Cremona, Andrea Virgilio  tra i sindaci firmatari dell’appello a sostegno del sindaco di  Bologna  Matteo Lepore , sottoscritto anche dal Sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, sono l’ennesimo tentativo di strumentalizzare una vicenda dolorosa per ragioni di propaganda politica ignorando le ragioni  civili e democratiche testimoniate dai cittadini bolognesi che hanno risposto all’invito del loro sindaco in una civilissima manifestazione  convocata per esprimere vicinanza alla famiglia e per  fare piena luce su quanto accaduto da parte degli organismi competenti.

L’appello del sindaco Matteo Lepore è stato volutamente travisato. Non era un invito alla protesta contro lo Stato, né tantomeno un messaggio rivolto alle frange violente o estremiste. Era, al contrario, un richiamo alla parte migliore della società: ai cittadini, alle associazioni, al volontariato, alle realtà civiche e democratiche affinché, di fronte a una vicenda che ha profondamente colpito la comunità, prevalessero il senso di responsabilità, il rispetto delle istituzioni e il rifiuto di ogni forma di violenza. Una risposta istituzionale che nulla a che fare con le violenze che hanno scatenato gruppi di facinorosi che, come sostengono i sindaci firmatari dell’appello,” hanno  cercato e voluto trasformare il dolore in scontro” Attribuire al sindaco Lepore la responsabilità delle condotte di queste frange, proseguono i sindaci  “oltre che sbagliato, significa alimentare una contrapposizione istituzionale che rende ancora più difficile affrontare una vicenda tanto grave”.

Condividiamo pertanto  pienamente  le ragioni, che hanno  portato i nostri sindaci  a sottoscrivere  un appello condiviso da decine di amministratori italiani .Un appello che non è contro le Forze dell’Ordine, ma a favore della verità, della giustizia e del rispetto delle istituzioni. Respingiamo con fermezza l’accusa secondo cui chiedere che venga fatta piena luce su una vicenda ancora oggetto di accertamenti significhi “voltare le spalle alle Forze dell’Ordine”. È vero esattamente il contrario. In uno Stato di diritto si sostengono contemporaneamente il lavoro della magistratura, chiamata ad accertare i fatti, e quello delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine, che ogni giorno operano con professionalità e sacrificio per garantire la sicurezza dei cittadini. Non esiste alcuna contraddizione tra queste due affermazioni.

I sindaci Virgilio e Bergamaschi hanno interpretato il loro ruolo con equilibrio e senso delle istituzioni: hanno ribadito la necessità di ricercare la verità, hanno condannato ogni forma di violenza e hanno espresso rispetto per chi indossa una divisa. Sono esattamente i comportamenti che ci aspettiamo da amministratori responsabili. Chi oggi prova a delegittimare questa posizione dovrebbe invece interrogarsi sulle risposte che il Governo non ha dato ai territori in materia di sicurezza urbana, organici delle Forze dell’Ordine e della Polizia locale e, ancora,  sul mancato sostegno alle comunità locali  in termini di misure di  prevenzione,  di risorse  per educatori, operatori sociali e per progetti di riqualificazione delle periferie. È su queste urgenze che si costruisce maggiore sicurezza per tutti i cittadini, non  attraverso polemiche costruite per alimentare divisioni.

Come Partito Democratico provinciale continueremo ad essere al fianco dei nostri amministratori, difendendo una cultura istituzionale fondata sul rispetto della legalità, sulla fiducia nelle istituzioni repubblicane e sulla ricerca della verità. Perché la sicurezza non si tutela contrapponendo i cittadini alle Forze dell’Ordine o la politica alla magistratura: si tutela  mettendo in campo politiche concrete che non si limitino a denunciare, ma che cerchino di contrastare le cause dei comportamenti di devianza e di illegalità, soprattutto tra i giovani e si tutela   rafforzando tutte le istituzioni dello Stato.

Rosolino Azzali – Segretario provinciale PD Cremona