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Caos vaccini in Lombardia: Fontana e Moratti chiedano aiuto al generale Figliuolo, inaccettabili ulteriori ritardi

A seguito delle pesanti carenze organizzative che si sono verificati nella campagna vaccinale lombarda anti Covid il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha azzerato il Cda della società Aria, sotto accusa per i disagi che si sono verificati, in particolare a Cremona, nel corso degli ultimi giorni. Fin da inizio pandemia questa società, controllata al 100% dalla stessa Regione, ha presentato non pochi problemi, a partire dalla difficoltà nell’approvvigionamento delle mascherine protettive per arrivare poi al caos organizzativo e gestionale della campagna vaccinale. “Bene l’azzeramento dei vertici di Aria – afferma il consigliere regionale Matteo Piloni – la società voluta, scelta e guidata da Regione Lombardia per la gestione della campagna vaccinale, i cui vertici sono nominati da Fontana e dalla Moratti. Un atto che è una vera e propria ammissione di responsabilità. E non poteva essere altrimenti. Un atto dovuto e normale di fronte ai disservizi degli ultimi giorni. Ma non basta azzerare i vertici. Il sistema non funziona, e non basterà nemmeno cambiare la piattaforma per vaccinare i nostri anziani. Regione dia gli elenchi degli over 80, degli insegnanti e delle persone più fragili alle singole Asst e ai Comuni, che hanno dimostrato di poter fare a meno del sistema regionale e di saper fare molto meglio di chi guida la Regione. . Ai cittadini interessa soprattutto sapere quando e dove saranno vaccinati”.

Commenta la vicenda anche Vittore Soldo, segretario provinciale del Partito Democratico di Cremona: “Fontana, Moratti e Bertolaso non sono in grado di gestire il piano vaccinale anti Covid: non ci possiamo permettere ulteriori ritardi. Occorre che ne prendano atto e chiedano subito al commissario nazionale, generale Figliuolo, di affiancarsi a Regione Lombardia per supplirne le carenze e rimediarne gli errori, anche utilizzando in modo massiccio l’esercito e la protezione civile. Bisogna vaccinare tutti gli anziani e i soggetti fragili, recuperando il tempo perduto, e poi procedere con le altre categorie, secondo le priorità indicate a livello nazionale. Anche il passaggio da Aria a Poste deve essere accelerato per poter essere pronti alla campagna vaccinale massiva, ma, nel frattempo, si tolga ad Aria la gestione della campagna per over80 e docenti e la si affidi direttamente alle ASST che, in sinergia con sindaci che possono mettere a disposizione le loro anagrafi, possano procedere direttamente alla convocazione degli anziani e alla segnalazione ai vaccinatori delle persone fragili che devono essere vaccinate a domicilio. Inoltre, entro e non oltre venerdì 26, va scritto nero su bianco un piano con le prossime scadenze, perché in Lombardia ancora non c’è”.

“Ai cittadini occorre dare certezze – prosegue Soldo – non scuse. L’azzeramento dei vertici di Aria spa è solo fumo negli occhi dell’opinione pubblica per nascondere le vere responsabilità che risiedono in chi non ha fatto un’adeguata programmazione e si è ostinato a perseguire un modello organizzativo che si è dimostrato fallimentare. Moratti e Bertolaso, invece di annunciare iniziative spettacolari, dovrebbero spiegare perché hanno deciso di discostarsi da un piano nazionale che in altre regioni ha dimostrato di funzionare. Il silenzio di questi giorni del presidente Fontana è più esplicito di molte parole – conclude il segretario provinciale dem – e la responsabilità è politica, non tecnica”.

Zona Rossa: caos in Regione Lombardia per i dati sbagliati

Regione Lombardia ha sbagliato a raccogliere e trasmettere i dati sull’evoluzione del Covid-19. E così la Lombardia è finita in zona rossa. Con inevitabili e drammatiche conseguenze per la popolazione e le attività produttive. Poi, accortasi dell’errore, ha cercato di rimediare ma non ha ammesso lo sbaglio. Il presidente Attilio Fontana e la sua vice Letizia Moratti devono spiegare se la zona rossa in Lombardia dell’ultima settimana è stata dovuta ai dati sbagliati, o incompleti, che la Regione ha inviato all’Istituto Superiore di Sanità. Veniamo da una settimana di polemiche durissime da parte di Fontana, della sua giunta e della Lega, culminate in un ricorso al Tar contro il Governo. Soprattutto veniamo da una settimana di negozi chiusi, di ragazzi a casa da scuola, di divieti generalizzati di spostamento. Dopo tanti errori commessi in questi mesi, questo sarebbe davvero incredibile. I cittadini lombardi sono ormai stanchi e stremati da questo stillicidio e da questo tunnel di incompetenza.

Il segretario regionale del Partito Democratico Vinicio Peluffo così commenta l’incredibile situazione venutasi a creare: “Dallo scoppio della pandemia denunciamo questa incredibile e ormai colpevole mancanza di trasparenza sulle cifre in Lombardia. Perché dopo un anno Regione continua con questa gestione opaca sui monitoraggi? Perché Fontana, al posto di perdere tempo in inutili rimpasti e strampalate polemiche, non comincia davvero a collaborare con i sindaci e le opposizioni? E’ tempo di finirla con questo stucchevole rimpallo di responsabilità, con la sindrome dell’accerchiato. Regione non può insistere e perseverare in questi macroscopici errori. Perché se sbaglia la Lombardia ne risente tutto il Paese. Siamo l’area più popolosa, interconnessa e produttiva. Ma anche da quasi un anno la più colpita e provata. E’ tempo di smettere i panni del leghista. Fontana si mostri adatto al ruolo e alla gravità della situazione”.

“I dati della sorveglianza epidemiologica Covid-19 forniti dalla Regione Lombardia il 20 gennaio cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla stessa Regione – sottolinea il consigliere regionale PD Matteo Piloni – pertanto una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla Regione Lombardia. Questa è la conclusione della relazione dell’Istituto superiore di sanità sull’integrazione di dati forniti dalla Lombardia. Appurato l’errore, si attendono adesso la rivalutazione e la conseguente ordinanza che dovrebbero riportare la Lombardia fuori dalla zona rossa. Gli studenti a casa e i commercianti che hanno chiuso si attendono anche delle scuse. Arriveranno? Per una settimana migliaia di studenti non hanno potuto frequentare la scuola, e migliaia di persone non hanno potuto lavorare. Non so se riceveranno dei risarcimenti, ma sarebbe buona cosa – conclude Piloni – che ricevessero almeno delle scuse. Da Consigliere Regionale, e quindi rappresentante della Regione Lombardia, chiedo io scusa per gli errori commessi”.

Rimpasto nella giunta regionale lombarda: Fontana commissariato

La Lombardia sarà guidata da una nuova giunta regionale e a prendere le decisioni non è stato il governatore Attilio Fontana, ma il suo capo politico Matteo Salvini. Una squadra in cui fa il suo ingresso l’ex sindaca di Milano ed ex ministra all’Istruzione Letizia Moratti come vicepresidente e assessore al welfare. L’ex assessore alla sanità Giulio Gallera rimane fuori. Dopo dieci mesi di gestione inefficiente della pandemia da parte della Regione più grande d’Italia rimangono le briciole: un presidente afono, commissariato, che si fa dettare la lista degli assessori da fuori e che non può nemmeno difendere il suo operato.

“Non è neanche un rimpasto – commenta il segretario regionale PD Vinicio Peluffo – è solo un goffo tentativo di nascondere i disastri di questi mesi. Ad essere stanchi, di Fontana e di Gallera, sono i lombardi. Il presidente Fontana appare come un uomo solo, sconfessato e commissariato dal suo leader e dalla presenza ingombrante della sua vice. Tutto questo forse non sarebbe successo se il governatore e la sua maggioranza a trazione leghista avessero cambiato rotta dieci mesi fa, quando glielo chiedevamo con forza di fronte al disastro nelle RSA, della medicina territoriale, del mancato tracciamento e prevenzione. Oggi, forse, lo scenario sarebbe diverso e la Lombardia si sarebbe evitata tanti dei problemi esplosi durante la gestione della crisi pandemia. Questo rimpasto è tardivo e non riuscirà a ridare smalto a una giunta regionale in grandissima difficoltà in cui cambiano alcuni nomi, tutti catapultati da fuori, ma vengono stravolte deleghe e assetti sulle partite strategiche, a partire dalla sanità e dall’assistenza sociale ma anche dello sviluppo economico, dell’istruzione e della casa. Siamo al crepuscolo di una giunta regionale che non ha saputo correggere i suoi stessi errori”.

Il consigliere regionale Matteo Piloni aggiunge: “Si tratta di un rimpasto tardivo che non riuscirà a risollevare le sorti di una giunta regionale in grandissima difficoltà in cui cambiano alcuni nomi, tutti catapultati da fuori, e vengono stravolte deleghe e assetti sulle partite strategiche, a partire dalla sanità e dall’assistenza, ma anche dello sviluppo economico, dell’istruzione e della casa. Siamo ormai al crepuscolo di una giunta regionale che non ha saputo correggere i suoi stessi errori. E ancora una volta la Provincia di Cremona è rimasta scoperta, senza nessun rappresentante al governo della Regione. Poteva essere questa l’occasione per esprimere finalmente quei territori, come Cremona, che in questi tre anni non sono stati rappresentati, mentre altri, come per esempio Lodi, ne hanno anche due”.

“Quelli che ne escono peggio dal rimpasto di questi giorni (che è, di fatto, l’ammissione della necessità di una sostituzione) sono i lombardi – ribadisce il segretario provinciale PD Vittore Soldo – come se bastasse il cambio di “un astronauta pasticcione” per risolvere tutti i limiti e i problemi, emersi da inizio pandemia, di una sanità lombarda, costosa e poco efficace nel gestire le emergenze, costruita da Formigoni e Maroni ma soprattutto voluta sa quello stesso centrodestra che governa la Lombardia da più di 20 anni.Ne esce male Fontana, di fatto, commissariato. Ne escono male i cittadini delle Province di Cremona, Mantova e Pavia: possibile che anche nel rimpasto, non si potesse dare rappresentanza a questa parte importante della Lombardia? Ne esce meno male degli altri Gallera (nel senso che le gaffes e l’operato ha permesso di “pesarlo” molto prima che venisse sostituito dalla Moratti) che adesso potrà ritirarsi in un quieto vivere – conclude il responsabile dem del cremonese – lontano dai riflettori ma soprattutto dalla candidatura a sindaco di Milano”.

Mozione di sfiducia a Fontana: “La giunta regionale lombarda continua a distinguersi per l’incapacità di apprendere dai propri errori”

Il gruppo regionale del Partito Democratico, insieme alle altre opposizioni, ha firmato la mozione di sfiducia nei confronti del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. “Colpevolmente in ritardo con i tamponi e lo screening dei cittadini rientrati dalle vacanze, incapaci, nonostante quanto accaduto tra marzo e aprile, di tutelare i pazienti all’interno delle RSA. La giunta regionale lombarda continua a distinguersi per la propria incompetenza. L’incapacità di apprendere dai propri errori è pari solamente all’arroganza nel continuare a non ammetterli”. E’ quanto dichiarano i capigruppo delle minoranze in consiglio regionale: Massimo De Rosa (M5S), Fabio Pizzul (PD), Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti), Michele Usuelli (+Europa). Niccolò Carretta (Gruppo misto – Azione).

“Servono serietà e competenza – proseguono i capigruppo d’opposizione – per scongiurare i rischi collegati all’aumento dei contagi in vista del prossimo autunno: da Fontana e Gallera abbiamo avuto solo propaganda e polemiche nei confronti del Governo e degli amministratori locali. Siamo molto preoccupati per la salute di tutti i cittadini lombardi: riteniamo che la disastrosa esperienza di questa amministrazione debba andare a concludersi il prima possibile. L’imbarazzante stato di crisi costante in cui questa giunta continua ad operare ha minato alla radice ogni possibile rapporto di fiducia con i cittadini e indagini, inchieste e scandali non sono che una indiretta conferma della confusione che regna a Palazzo Lombardia. Il consiglio regionale deve al più presto discutere e prendere atto di una situazione che crediamo non sia più sostenibile. Per questo chiediamo che venga messa all’ordine del giorno della prima seduta disponibile la discussione della nostra mozione di sfiducia. Per quanto ci riguarda, siamo pronti a scrivere la parola fine su questa fallimentare esperienza di governo regionale. Il modo migliore per ricostruire un rapporto di fiducia tra i cittadini e l’istituzione regionale è il ritorno alle urne”.

Cremona-Mantova, Piloni e Forattini (PD): “Autostrada in cinque anni”

Dopo le polemiche delle ultime settimane riguardanti la realizzazione dell’autostrada Cremona-Mantova, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha deciso di convocare un tavolo con tutti gli amministratori locali e provinciali, con la Camera di Commercio e tutti gli enti che rappresentano il  mondo delle imprese. Alla riunione erano presenti i presidenti delle province di Cremona e Mantova, Davide Viola e Beniamino Morselli, i sindaci dei due comuni capoluogo, Gianluca Galimberti e Mattia Palazzi, i sindaci di Viadana, Casalmaggiore e Crema e tutti i consiglieri regionali del territorio, tra i quali Matteo Piloni e Antonella Forattini che hanno ribadito in maniera molto chiara e unitaria l’importanza di realizzare questa infrastruttura di cui si parla da ben 16 anni.

“A Regione Lombardia abbiamo chiesto di chiarire una volta per tutte quali saranno i tempi di realizzazione e le risorse disponibili di fronte ai 400 milioni di euro mancanti – hanno dichiarato i consiglieri regionali del Partito Democratico – e oggi la Regione ha garantito di mettere a disposizione le risorse per avviare l’opera entro 5 anni. Di fronte a questi impegni, economici e temporali entrambi i territori si sono manifestati compatti nel ribadire la necessità di questa infrastruttura. Se questa tempistica venisse confermata, anche dopo le ulteriori valutazioni che la Regione si è impegnata a fare, soprattutto dal punto di vista tecnico, l’opera diventa prioritaria”.

“Inoltre, è stato comunicato che dal prossimo febbraio la SS10 passerà ad Anas che dunque – sottolineano Piloni e Forattini – diventerà un importante interlocutore, insieme a RFI che sulla linea dovrà realizzare interventi di raddoppio dei binari e di soppressione di alcuni passaggi a livello, opere anch’esse fondamentali per il territorio. Con l’occasione abbiamo ribadito anche le altre necessità infrastrutturali del territorio, tra cui lo stato dei ponti sul Po, il completamento della Paullese, il sistema ferroviario e quello portuale che coinvolgono le due province. Ora non ci resta che attendere i dettagli che ci auguriamo saranno condivisi già nella prossima riunione, prevista per il 22 gennaio 2019, in cui ci attendiamo risposte definitive”.