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Cinzia Fontana: “Un’interrogazione al governo affinchè proceda alla ripartizione delle risorse già disponibili per la Cig in deroga.”

L’On. Cinzia Fontana ha presentato un’interrogazione urgente ai Ministri del lavoro e dell’economia per chiedere di procedere immediatamente alla ripartizione alle Regioni delle risorse già disponibili per la Cig in deroga.
Per l’anno 2014 è stato sinora stanziato nel bilancio dello Stato un importo di circa 1.6 miliardi di euro per questo tipo di ammortizzatori. Di questi, però, solo 400 milioni sono stati già ripartiti.
Vista la perdurante gravità della situazione occupazionale nonché il massiccio ricorso agli ammortizzatori e ferma restando l’esigenza di recuperare altre risorse per finanziare gli strumenti a tutela del reddito per l’intero anno 2014, ora è vitale che vengano assegnate alle Regioni le somme già stanziate dalla legge di stabilità e disponibili nel Fondo per l’occupazione.

In allegato il testo dell’interrogazione
interrogazione cig in deroga

Cinzia Fontana scrive al Governo per sollecitare l’adozione del decreto attuativo contenente i criteri sulla detassazione dei premi di produttività per l’anno 2014

Di seguito il testo dell’interrogazione dell’on. Cinzia Fontana, rivolta al Governo, per l’adozione del decreto attuativo contenente i criteri sulla detassazione dei premi di produttivita’ per l’anno 2014.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

FONTANA CINZIA MARIA – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze. – Per sapere – Premesso che:

l’articolo 1, comma 482, della legge n. 228/2012 (legge di stabilità 2013), ha stabilito la proroga – per il periodo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 – di misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro attraverso l’introduzione di una speciale agevolazione;

il medesimo comma ha inoltre fissato al 15 gennaio 2014 il termine per l’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, finalizzato alla definizione delle modalità di attuazione delle misure di cui sopra;

considerato che a tutt’oggi il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non risulta ancora adottato;

considerato che il mancato rispetto dei termini per l’emanazione dei criteri applicativi, insieme alla riduzione dei fondi disponibili, sta depotenziando uno strumento che avrebbe invece dovuto contribuire all’incremento degli accordi sulla produttività del lavoro;

entro quali termini si intenda provvedere all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, così come disposto dall’articolo 1, comma 482 della Legge 228/2012, anche in considerazione della valenza sociale ed economica della disposizione.

Ricostruzione carriera dei direttori scuole cremonesi: accolto dal Governo l’odg presentato dalla deputata Cinzia Fontana

Il Governo ha accolto l’ordine del giorno presentato ieri in Aula dall’onorevole Cinzia Fontana, con cui si chiede che siano riconosciuti ai direttori dei servizi generali ed amministrativi delle scuole i decreti di ricostruzione della carriera così come già regolarmente vistati ed approvati dalla Ragioneria generale dello Stato.

«La questione e’ stata sollevata dalle scuole cremonesi – ha dichiarato Cinzia Fontana – a seguito degli atti di diffida con cui si intima ai dirigenti scolastici di annullare i provvedimenti di ricostruzione della carriera dei direttori e di reinquadrarli con un metodo diverso che comporterebbe, di fatto, una penalizzazione economica».

«Ci auguriamo che il Governo provveda velocemente a dare una soluzione dignitosa e definitiva a questa categoria di lavoratori della scuola, – conclude Fontana – evitando così eventuali ricorsi da parte dei soggetti in servizio ed anche di quelli che già fruiscono del trattamento pensionistico».

Clicca per leggere il testo integrale dell’Ordine del giorno n.9-2157-6.

Le “pensioni d’oro” dei grilli

Un aumento della tassazione sulle pensioni, a partire da quelle superiori ad una volta il trattamento minimo Inps. A partire, cioè, da quelle sopra i 500 euro mensili.

E’ esattamente questo il contenuto della mozione presentata dai grillini alla Camera contro le “pensioni d’oro”(!?).
Di conseguenza, è presto spiegato il motivo per cui ho votato contro una proposta così assurda, iniqua e fortemente penalizzante proprio per le pensioni più basse. Convintamente contro.

A parte i grillini, infatti, credo non vi sia nessun altro in questo Paese che possa considerare “d’oro” una pensione da 500 euro.
Poco importa quindi se il mio nome è finito, insieme a quello di altri 336 deputati, nella solita virtuale lista di proscrizione fatta girare in rete dai grillini, la cui attività politica si sta ormai riducendo a queste ignobili patacche.

La verità è un’altra. Nella Legge di Stabilità sono state inserite norme, ora già in vigore, che si muovono proprio nella direzione di affrontare i problemi di equità sociale connessi con l’esistenza di importi pensionistici di ammontare particolarmente elevato. E’ il caso del contributo di solidarietà sulle pensioni veramente alte, alle quali si applica un prelievo aggiuntivo del 6% sopra i 90.000 euro lordi annui, del 12% sopra i 130.000, del 18% sopra i 195.000 euro, più un ulteriore contributo del 3% sopra i 300.000 euro.

Di fatto, quindi, l’aliquota marginale Irpef applicata a queste fasce di importi pensionistici passa dal 43% al 49% a 90.000 euro, sale poi al 55%, quindi al 61% per la fascia sopra i 195.000 euro e arriva al 64% oltre i 300.000 euro. Come si vede, un intervento pesante e concreto sulle pensioni d’oro.

Introdotto inoltre il tetto al cumulo tra pensione e reddito nella pubblica amministrazione, considerando tra questi anche i vitalizi.
Si tratta di norme volute e votate dal PD, perché per noi chi ha di più, o ha avuto di più, deve essere chiamato in questa fase a contribuire più di altri. E le risorse derivanti da queste misure vanno infatti a finanziare interventi in materia di “esodati”. Tutto il resto è chiacchiera, anche perché su queste norme il Movimento 5Stelle ha votato contro.

In Commissione Lavoro, nel frattempo, stiamo discutendo in queste ore le proposte di legge volte a colpire le distorsioni e i privilegi derivanti dall’applicazione dei sistemi di computo sui trattamenti pensionistici elevati e, in molti casi, ingiustificati, compreso il tema dei vitalizi, al fine di dare una soluzione strutturale nel segno della solidarietà all’interno del sistema.

Sì, quindi, e senza alcuna remora, ad ulteriori interventi contro norme di favore e contro iniquità non più sopportabili, con importi pensionistici esageratamente elevati e spropositati rispetto al lavoro svolto.

No, invece, alla leggerezza e alla demagogia con cui si rischia, ancora una volta, di affrontare il tema delle pensioni nel nostro Paese.

Cinzia Fontana, deputata PD