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Zona Rossa: sospensione attività in presenza della Federazione PD di Cremona

A seguito delle ultime disposizioni per il contenimento del contagio da Coronavirus (che collocano la Regione Lombardia in “Zona Rossa”) la sede della Federazione PD di Cremona resterà chiusa al pubblico a partire da lunedì 18 gennaio 2021 fino al termine del periodo previsto dall’ordinanza ministeriale. Le attività amministrative proseguiranno con il lavoro a distanza in smart working e le riunioni politiche si potranno tenere regolarmente in modalità video-conferenza.

Scuola, la Regione intervenga: deve fare di più, meglio e in fretta. Priorità ai giovani

Il Tar della Lombardia ha dato ragione ai ragazzi e alle loro famiglie, un gruppo di medici e ricercatori fa ricorso per lo stesso motivo: far rientrare i ragazzi delle scuole superiori in aula. E la Regione che fa? Impugna le sentenze. “Non si può aspettare oltre ad agire per farli rientrare in sicurezza. Anziché impugnare la sentenza, Fontana e la giunta regionale dedichino risorse e attenzione a fare meglio, di più e presto, sia sul trasporto pubblico locale, raccordandosi con chi sui territori, nei tavoli prefettizi, ha lavorato tanto, sia su tracciamento, tamponi e sorveglianza sanitaria. Lo abbiamo già detto e chiesto più volte e lo ribadiremo anche con una mozione in consiglio regionale, perché finora non è stato fatto abbastanza. Dunque, non si perda altro tempo, bisogna agire subito” commenta il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni annunciando il documento che il PD presenterà durante la prossima seduta di consiglio, insieme ad altre forze di opposizione.

“La giunta Fontana ha tergiversato e sottovalutato fin troppo la questione – incalza Piloni – senza preoccuparsi del fatto che questi giovani pagheranno nel futuro la situazione che si è creata. Le denunce presentate dai cittadini dimostrano che c’è sfiducia e che anche da loro la Regione viene considerata incapace di gestire il problema. La Regione si deve occupare del trasporto pubblico, anche rivolgendosi ai privati, deve mettere a disposizione delle scuole tamponi, deve programmare rapidamente il vaccino anti-Covid per il personale, deve istituire dei presidi sanitari nelle singole scuole” conclude Piloni, ricordando i punti della mozione che propone, infine, di prevedere anche possibili differenziazioni subregionali.

Mercoledì 13 gennaio incontro in video-conferenza sulla sanità in Lombardia

Mercoledì 13 gennaio 2021 si terrà un dibattito in video-conferenza sul tema “Il tempo per una nuova sanità in Lombardia è adesso”. Partecipano all’incontro Alessandro Nobili IRCCS Milano), Sabrina Negri (CGIL Cremona), Gianluca Galimberti (sindaco di Cremona) e Gian Antonio Girelli (consigliere regionale del Partito Democratico). Coordina Leone Lisè, responsabile welfare e salute della segreteria provinciale PD. Appuntamento con la diretta online a partire dalle ore 18,30 sulla pagina facebook del Partito Democratico di Cremona: https://www.facebook.com/PdCremona

Rimpasto nella giunta regionale lombarda: Fontana commissariato

La Lombardia sarà guidata da una nuova giunta regionale e a prendere le decisioni non è stato il governatore Attilio Fontana, ma il suo capo politico Matteo Salvini. Una squadra in cui fa il suo ingresso l’ex sindaca di Milano ed ex ministra all’Istruzione Letizia Moratti come vicepresidente e assessore al welfare. L’ex assessore alla sanità Giulio Gallera rimane fuori. Dopo dieci mesi di gestione inefficiente della pandemia da parte della Regione più grande d’Italia rimangono le briciole: un presidente afono, commissariato, che si fa dettare la lista degli assessori da fuori e che non può nemmeno difendere il suo operato.

“Non è neanche un rimpasto – commenta il segretario regionale PD Vinicio Peluffo – è solo un goffo tentativo di nascondere i disastri di questi mesi. Ad essere stanchi, di Fontana e di Gallera, sono i lombardi. Il presidente Fontana appare come un uomo solo, sconfessato e commissariato dal suo leader e dalla presenza ingombrante della sua vice. Tutto questo forse non sarebbe successo se il governatore e la sua maggioranza a trazione leghista avessero cambiato rotta dieci mesi fa, quando glielo chiedevamo con forza di fronte al disastro nelle RSA, della medicina territoriale, del mancato tracciamento e prevenzione. Oggi, forse, lo scenario sarebbe diverso e la Lombardia si sarebbe evitata tanti dei problemi esplosi durante la gestione della crisi pandemia. Questo rimpasto è tardivo e non riuscirà a ridare smalto a una giunta regionale in grandissima difficoltà in cui cambiano alcuni nomi, tutti catapultati da fuori, ma vengono stravolte deleghe e assetti sulle partite strategiche, a partire dalla sanità e dall’assistenza sociale ma anche dello sviluppo economico, dell’istruzione e della casa. Siamo al crepuscolo di una giunta regionale che non ha saputo correggere i suoi stessi errori”.

Il consigliere regionale Matteo Piloni aggiunge: “Si tratta di un rimpasto tardivo che non riuscirà a risollevare le sorti di una giunta regionale in grandissima difficoltà in cui cambiano alcuni nomi, tutti catapultati da fuori, e vengono stravolte deleghe e assetti sulle partite strategiche, a partire dalla sanità e dall’assistenza, ma anche dello sviluppo economico, dell’istruzione e della casa. Siamo ormai al crepuscolo di una giunta regionale che non ha saputo correggere i suoi stessi errori. E ancora una volta la Provincia di Cremona è rimasta scoperta, senza nessun rappresentante al governo della Regione. Poteva essere questa l’occasione per esprimere finalmente quei territori, come Cremona, che in questi tre anni non sono stati rappresentati, mentre altri, come per esempio Lodi, ne hanno anche due”.

“Quelli che ne escono peggio dal rimpasto di questi giorni (che è, di fatto, l’ammissione della necessità di una sostituzione) sono i lombardi – ribadisce il segretario provinciale PD Vittore Soldo – come se bastasse il cambio di “un astronauta pasticcione” per risolvere tutti i limiti e i problemi, emersi da inizio pandemia, di una sanità lombarda, costosa e poco efficace nel gestire le emergenze, costruita da Formigoni e Maroni ma soprattutto voluta sa quello stesso centrodestra che governa la Lombardia da più di 20 anni.Ne esce male Fontana, di fatto, commissariato. Ne escono male i cittadini delle Province di Cremona, Mantova e Pavia: possibile che anche nel rimpasto, non si potesse dare rappresentanza a questa parte importante della Lombardia? Ne esce meno male degli altri Gallera (nel senso che le gaffes e l’operato ha permesso di “pesarlo” molto prima che venisse sostituito dalla Moratti) che adesso potrà ritirarsi in un quieto vivere – conclude il responsabile dem del cremonese – lontano dai riflettori ma soprattutto dalla candidatura a sindaco di Milano”.