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Riforma Costituzionale. Piloni:” In gioco c’è il futuro del Paese.”

Partiamo da un dato. L’Italia ha un livello di indebitamento ancora molto alto. Per questo il Governo, nei mesi scorsi, ha messo in campo un lavoro per ottenere dall’Europa maggiore flessibilità, ottenendo pochi giorni fa un’apertura da parte della Commissione Europea per quanto riguarda i conti nel 2016, chiedendo però in cambio impegni precisi per il 2017. Impegni che passano inevitabilmente dal processo di Riforme in atto, e dal loro risultato.

In cima a queste Riforme c’è quella Costituzionale, che passerà dal referendum di ottobre. E l’esito di questa Riforma dipende anche da come la si vuole affrontare.

Possiamo passare il nostro tempo chiedendoci chi vuole più bene alla costituzione o chi è più partigiano. Possiamo passare il nostro tempo ad annunciare abbandoni o rilanci. Possiamo passare il nostro tempo ad organizzarci in base alle simpatie e alle antipatie. Possiamo fare questo e molto altro.

Di certo, ciò che non possiamo permetterci, è non sapere che in ballo c’è il futuro del nostro Paese. Su questo non si può scherzare.

Nel 2013 il parlamento chiese a Napolitano, quasi in ginocchio, di rimanere Presidente della Repubblica. Napolitano accettò chiedendo al Parlamento una serie di impegni sulle Riforme, poi disattesi. Il Governo Renzi, nominato nel febbraio 2014, raccolse questa eredità e aprì un’ indispensabile stagione di Riforme, tra cui quella Costituzionale.

E’ evidente quindi l’importanza di questa Riforma, del quale esito non si può prescindere. Una vittoria del “no” significherebbe arrestare il processo in corso, e disattendere così le aperture dell’Europa sui nostri conti. Una vittoria del “SI” rafforzerebbe il processo in corso e la credibilità dell’Italia.

In gioco, dunque, non ci sono i destini personali di Renzi o della Boschi. In gioco non c’è solo il futuro del PD. Sul tavolo c’è la credibilità di un Paese che passa, inevitabilmente, dalla sua capacità di portare avanti le riforme. Di questo e di altro dobbiamo parlare, entrando nel merito della Riforma, dei suoi punti di forza e senza nascondere i suoi punti deboli, nella consapevolezza che non esiste la “riforma perfetta”.

Da più di trent’anni tutte le forze politiche concordano sull’esigenza di riformare il Parlamento. C’è un mezzo sicuro per delegittimare le Istituzioni: continuare a parlare di Riforme senza realizzarle.

Il nostro Paese solo adesso sta tentando di uscire da una crisi profonda e ha bisogno di Istituzioni più efficienti e più all’altezza delle sfide che ci pongono l’economia globalizzata e le stesse difficoltà dell’Unione europea. Ed è per questi motivi che diventa importante il SI al Referendum.

 

Matteo Piloni

Segretario provinciale PD

Riforma della Costituzione. Incontro con Lorenzo Guerini. Cremona, lunedì 30 maggio

Lunedì 30 maggio (ore 21, sala Zanoni) si terrà un incontro pubblico con Lorenzo Guerini, vice segretario nazionale PD, nel quale si entrerà nel merito della riforma costituzionale in vista del referendum di ottobre.

Insieme a lui anche due costituzionalisti: prof. Giulio Enea Vigevani (costituzionalista) e Federico Furlan (docente di diritto costituzionale).

Introdurrà la serata Matteo Piloni, segretario provinciale.

scarica il volantino della serata:

Riff & Reff _ Gue Pil _ UNICO___

REFERENDUM DAY 21-22 maggio. I banchetti in provincia di Cremona

Anche la Federazione di Cremona parteciperà al referendum Day previsto per il prossimo week-end. Organizzeremo in alcuni Paesi dei banchetti informativi, con materiale relativo ai contenuti della Riforma e l’invito a votare SI. Inoltre sarà possibile firmare i moduli per la promozione del Referendum.

Di seguito l’elenco dei banchetti in provincia nel week-end:

Paese Giorno Luogo Orario
CREMONA sabato 21 Corso Campi 9.30/12.30
CREMA sabato 21 Mercato dalle 10 alle 12
SERGNANO sabato 21 sede PD via Giana dalle 15 alle 17
CASALMORANO sabato 21 Piazza IV novembre dalle 8.30 alle 12
CASTELLEONE sabato 21 Piazza Comune dalle 9 alle 12
SONCINO sabato 21 Piazza del Comune dalle 10 alle 12
MADIGNANO domenica 22 Piazza portici dalle 10 alle 12
PIZZIGHETTONE domenica 22 sede Circolo PD dalle 18.30 alle 20.30
VAIANO CR.SCO domenica 22 Piazza dalle 9 alle 12
BAGNOLO lunedì 23 Mercato dalle 10 alle 12

 

Ricordiamo inoltre l’appuntamento di stasera con una serata di approfondimento sulla Riforma con il Sen. Luciano Pizzetti e la Deputata Cinzia Fontana, alle ore 21 a Crema presso la sala Cremonesi (Sant’Agostino, via Dante).

19 maggio

Il prossimo lunedì 30 maggio, a Cremona, sarà nostro ospite Lorenzo Guerini, vice segretario nazionale PD che, insieme a due costituzionalisti, approfondirà i contenuti della Riforma e le motivazioni per sostenerla al referendum.

Riff & Reff _ Gue Pil _ UNICO___

 

 

PD, le iniziative di Maggio in Provincia: Riforma Costituzionale, Europa, Anziani e Diritti Civili

REFERENDUM COSTITUZIONALE. SI PARTE!
Abbiamo organizzato due importanti appuntamenti in provincia di Cremona per discutere ed approfondire la Riforma Costituzionale che sarà oggetto di Referendum nel prossimo autunno.

Crema, giovedì 19 maggio ore 21: con Luciano Pizzetti, Cinzia Fontana, Omar Bragonzi

19 maggio

Cremona, lunedì 30 maggio ore 21: con Lorenzo Guerini, Matteo Piloni

30 maggio

I dettagli dei due incontri saranno comunicati quanto prima.

 

PIANENGO, INCONTRO CON L’EUROPARLAMENTARE PD BRANDO BENIFEI

Venerdì 13 maggio, ore 21 – Centro Diurno via Roma 43
Una serata promossa dalla lista civica Insieme per Pianengo per conoscere meglio le opportunità che l’Unione Europea offre anche per i piccoli paesi, come Pianengo. Parteciperà l’europarlamentare Brando Benifei e il candidato sindaco Roberto Barbaglio

Vol Pianengo - BENIFEI

CASTELLEONE – “LE RISPOSTE AI BISOGNI DELLE PERSONE ANZIANE”
Sabato 14 maggio, ore 10 – Teatro Leone, via Garibaldi
I circoli del PD delle Terre di Mezzo hanno organizzato un interessante convegno dal titolo “Le risposte ai bisogni delle persone anziane”. Una serata di confronto tra la politica regionale, le amministrazioni locali e le strutture sanitarie per la ricerca di strategie e collaborazioni che contengano i costi e sappiano accogliere le diverse richieste d’aiuto.
Parteciperanno:Sara Valmaggi (consigliere regionale PD), Walter Montini (presidente Arsac), Angelo Stanghellini (direttore area servizi al cittadino Comune di Crema).

 

CASALMAGGIORE, INCONTRO CON MICHELA MARZANO
Venerdì 20 maggio, ore 21 – Auditorium Santa Chiara
Michela Marzano, autrice del libro ‘Papà mamma gender’, filosofa e docente presso l’Università di Parigi, collaboratrice de La Repubblica e Vanity Fair, parlamentare PD particolarmente impegnata in tema di unioni civili, sarà ospite di una serata culturale e informativa a Casalmaggiore. Ad intervistarla, il giornalista Rai Giovanni Anversa, originario del capoluogo casalasco. L’incontro, in programma venerdì 20 maggio ore 21 in auditorium Santa Chiara, è organizzato da Rive Gauche Prc Casalmaggiore, dal circolo locale PD, dall’associazione Mia e da Casalmaggiore la Nostra Casa.

Con la nuova Costituzione, l’Italia sarà più semplice, più moderna, più efficiente.

Con 361 voti favorevoli, 7 contrari e 2 astenuti, il si definitivo della Camera al Ddl Riforme.

“Esprimo la mia gioia più profonda, è un giorno storico per l’Italia. Si è dimostrato che la democrazia vince e trionfa”. Così il premier Matteo Renzidopo il via libera alle Riforme. “E’ un passaggio importante per la politica che dimostra di essere seria. Meno politici meno soldi alle regioni, più chiarezza nel rapporto tra Stato centrale e il territorio”, spiega il premier. “Si tratta di un gigantesco passo in avanti per la credibilità delle istituzioni”.

Matteo Renzi da Teheran, in Iran, spiega che anche se “qualcuno aveva detto che la poltica non sarebbe stata in grado di decidere, invece, dopo sei letture, 164 sedute e migliaia di votazioni, si è dimostrato che la democrazia vince e trionfa e che in Italia si possono avere meno politici e una politica un po’ piu’ seria “. Il premier  non ha dubbi sul definire una vittoria l’ok arrivato poco fa dalla camera sul Ddl riforme costituzionali. E sul comportamento delle opposizioni spiega: “sono libere di esprimere il loro giudizio. Io credo che sia una valutazione che vada rispettata, ma se qualcuno pensava che noi ci potessimo fermare sbaglia. Quando hai preso un impegno con gli italiani e con l’allora presidente della Repubblica Napolitano, dopo che per 30 anni queste riforme sono state rimandante, è una questione di serietà”. Per Renzi “questa è la democrazia”. Naturalmente – conclude  – ora siamo tutti impegnati perché questa riforma possa andare avanti lavorando nel rispetto reciproco. Ma deve essere chiaro che questo governo non si ferma”.

“Con il voto di oggi si premia l’ambizione di chi ha creduto di poter cambiare il Paese. Parlare di momento storico non è un abuso”. Lo ha detto Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, annunciando il sì al ddl Boschi. Rosato ha ricordato il programma dell’Ulivo del 1996 che prevedeva un Senato eletto dai Consigli Regionali: “questa è una riforma di sinistra e chi lo nega, lo fa negando la storia”. Inoltre la riforma “è condivisa, come testimoniano le tante modifiche al testo proposte da diversi partiti”. “Ora ci vuole il referendum – ha concluso – e il giudizio dei cittadini dovrà essere non sul governo ma sul merito”.

Intanto, ecco quali sono i punti principali della riforma.

Il nuovo Senato rappresenterà le istituzioni territoriali, sarà composto da 100 membri e avrà compiti diversi dalla Camera dei deputati. Scompare la legislazione concorrente tra Stato e Regioni. Viene abolito il Cnel. Queste le principali novità del ddl Boschi che modifica 36 articoli della Costituzione, in attesa della celebrazione del referendum confermativo, previsto per il prossimo mese di ottobre.

Fine del bicameralismo perfetto Camera dei deputati e Senato della Repubblica avranno composizione e funzioni differenti. Solo alla Camera, che resta composta da 630 deputati, spetta la titolarità del rapporto di fiducia e la funzione di indirizzo politico, nonché il controllo dell’operato del Governo. Il Senato rappresenta invece le istituzioni territoriali.

L'aula del Senato durante l'esame del ddl Rai, Roma, 30 luglio 2015. ANSA/ETTORE FERRARI

Senato dei 100 I nuovi senatori saranno 100, 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 senatori di nomina presidenziale. I membri del nuovo Senatosaranno scelti “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi”, secondo le modalità che verranno stabilite con una legge che verrà varata entro 6 mesi dall’entrata in vigore della riforma costituzionale. Le regioni avranno altri 90 giorni di tempo per adeguarsi alla normativa nazionale. I cinque senatori di nomina presidenziale non saranno più in carica a vita ma saranno legati al mandato dell’inquilino del Colle, ossia sette anni e non possono essere rinominati. Restano invece senatori a vita gli ex presidenti della Repubblica.

Immunità e indennità La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti. Ai senatori resta l’immunità parlamentare come ai deputati. I nuovi senatori non riceveranno indennità se non quella che spetta loro in quanto sindaci o membri del consiglio regionale. L’indennità di un consigliere regionale non potrà superare quella attribuita ai sindaci dei comuni capoluogo di Regione.

Camera: dl casa; al via dichiarazioni voto su fiduciaIter delle leggi La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi costituzionali, per le minoranze linguistiche, il referendum popolare, per le leggi elettorali, per i trattati con l’Unione europea e le norme che riguardano i territori. Le altre leggi sono approvate dalla Camera. Ogni disegno di legge approvato dall’Aula di Montecitorio è immediatamente trasmesso al Senato che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato può deliberare a maggioranza assoluta proposte di modifica del testo, sulle quali la Camera si pronuncia in via definitiva e che potrà bocciare solamente con un voto a maggioranza assoluta dei propri componenti.

Stato di guerra Deliberare lo stato di guerra, con la riforma, spetterà alla sola Camera dei deputati: servirà la maggioranza assoluta dei voti e non più solo quella semplice.

Leggi di iniziativa popolare Le novità riguardano le proposte di legge di iniziativa popolare per le quali sarà richiesta la raccolta di 150mila firme invece di 50mila ma si stabilisce anche che la deliberazione della Camera sulla proposta deve avvenire entro termini certi e passaggi definiti dai regolamenti parlamentari.

Referendum propositivi Si introducono in Costituzione i referendum popolari propositivi e di indirizzo ma spetterà alle Camere varare una legge che ne stabilisca le modalità di attuazione.

Un momento del cambio della guardia solenne in occasione della Giornata dell'Unità nazionale, in Piazza del Quirinale a Roma, 17 marzo 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

Presidente della Repubblica Cambia il quorum per l’elezione del Capo dello Stato. Nelle prime tre votazioni resta due terzi dei componenti l’assemblea. Dalla quarta si abbassa a tre quinti dei componenti dell’assemblea e dalla settima ai tre quinti dei votanti. Sarà il presidente della Camera (e non più del Senato) a sostituire il presidente della Repubblica ‘ad interim’.

Alla Camera nasce lo Statuto delle opposizioni Viene introdotta una nuova disposizione che attribuisce ai regolamenti parlamentari la garanzia dei diritti delle minoranze in Parlamento. Si attribuisce, al solo regolamento della Camera, anche la definizione di una disciplina dello statuto delle opposizioni.

Giudici Costituzionali I cinque giudici della Consulta di nomina parlamentare verranno eletti separatamente dalle due Camere. Al Senato ne spetteranno due, ai deputati tre. Per l’elezione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti per i primi due scrutini, dagli scrutini successivi è sufficente la maggioranza dei tre quinti.

Novità anche per il Titolo V della Costituzione. Il ddl Boschi abolisce il Cnel e le Province.

Titolo V Viene soppressa la competenza concorrente, con una redistribuzione delle materie tra competenza esclusiva statale e competenza regionale. Viene introdotta una ‘clausola di supremazia’, che consente alla legge dello Stato, su proposta del governo, di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica ovvero la tutela dell’interesse nazionale.

FISCO: IN 7 ANNI IRPEF DIPENDENTI PENSIONI +3 PUNTI, PAGANO 78%Abolizione del Cnel e delle province Viene integralmente abrogato l’articolo 99 della Costituzione che prevede, quale organo di rilevanza costituzionale, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL). Dal testo della Costituzione viene eliminato anche il riferimento alle Province che vengono meno quali enti costituzionalmente necessari, dotati, in base alla Costituzione, di funzioni amministrative proprie.

Giudizio preventivo sulle leggi elettorali Le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può essere promulgata.