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Giovedì 5 novembre dibattito in video-conferenza sul tema RSA e welfare per anziani

Giovedì 5 novembre 2020 si terrà un dibattito in video-conferenza sul tema “Rsa e welfare per anziani: dalla considerazioni sull’attuale alla definizione di ipotesi per tempi nuovi”. Partecipano all’incontro Marco Noli (sociologo e collaboratore di Lombardia Solidale), Walter Montini (presidente ARSAC Cremona) e Carlo Borghetti (consigliere regionale del Partito Democratico). Coordina Leone Lisè, responsabile welfare e salute della segreteria provinciale PD. Appuntamento con la diretta online a partire dalle ore 18,00 sulla pagina facebook del Partito Democratico di Cremona: https://www.facebook.com/PdCremona

Disabili: sui tagli la Regione prende tempo

Le prese in giro nei confronti dei disabili e delle loro famiglie non sono finite. Contro la delibera della Giunta Fontana che tagliava i fondi per l’assistenza si è battuto il gruppo consiliare del Partito Democratico al Pirellone: il Consiglio regionale, la scorsa settimana, aveva votato per la modifica, impegnando la Giunta a ripensare le proprie decisioni. L’esito, tuttavia, si è dimostrato a dir poco imbarazzante. Il voucher rimane “intero” solo per un altro mese e solo per chi ne ha fatto richiesta nel 2019. Chi lo richiede da quest’anno lo prenderà invece “tagliato” come da previsione.

Il consigliere regionale PD Matteo Piloni, che si è fatto promotore della battaglia contro i tagli ai disabili, non demorde: “Da un lato prendono tempo, dall’altro se ne fregano di chi ha bisogno. La Regione non può fare economia sulla pelle dei più deboli: deve ritirare e modificare la delibera del 23 dicembre scorso. Noi continueremo a dire che fare cassa sui disabili è una vergogna. E martedì in aula daremo battaglia”.

Disabili: Regione Lombardia taglia pesantemente i contributi

“La Regione non può fare economia sulla pelle dei disabili più gravi, deve ritirare e modificare la delibera del 23 dicembre scorso.” Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni, che annuncia una mozione sull’argomento in aula consiliare per la seduta di martedì 14 gennaio.

La delibera regionale contestata è la n. 2720, approvata l’antivigilia di Natale, con cui la Regione prende atto dell’aumento delle risorse stanziate dal Governo per le politiche regionali in favore dei disabili, ma al contrario di quanto ci si aspetterebbe modifica in senso peggiorativo le misure dedicate ai disabili gravissimi (misura B1) a partire dal mese di febbraio 2020: viene per la prima volta introdotta una soglia di reddito Isee di 50mila euro per la percezione del contributo (65mila in caso il beneficiario sia minorenne) e viene abbassato il contributo minimo mensile da 600 a 400 euro. La quota aggiuntiva di 500 euro in caso di assunzione di un caregiver è vincolata ad un orario settimanale di servizio non inferiore alle 40 ore, con la conseguenza che chi ne ha bisogno per un tempo più limitato non avrà diritto a questa parte di contributo e che, comunque, anche chi ne avrà diritto dovrà integrare in modo sostanziale per poter pagare stipendio e contributi al caregiver. Si consideri che il contributo complessivo era di 1100 euro a prescindere dalle ore di assistenza contrattate.

“È paradossale – aggiunge il consigliere Piloni – che nel momento in cui le risorse statali vengono aumentate in modo consistente da questo governo, e che la Regione può aumentare da 70 a 91 milioni il proprio fondo a favore dei disabili, Lega e alleati decidano di risparmiare proprio sui più deboli e bisognosi. Spostano così tutto il peso ancora di più sulle famiglie che già hanno oneri di cura, economici e non, molto pesanti. La Regione ha compiuto una scelta del tutto sbagliata e le chiediamo di correggerla prima dell’entrata in vigore, prevista tra sole tre settimane”.

L’Europa al bivio: due incontri in vista delle elezioni europee

In vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio in Provincia di Cremona sono previsti due incontri pubblici, ai quali parteciperanno deputati ed europarlamentari del Partito Democratico. Il primo appuntamento è in programma per lunedì 18 marzo alle ore 20,45 presso la Sala Zanoni, in Via del Vecchio Passeggio a Cremona. Relatori di questa prima serata, dedicata alla politica estera dell’Unione Europea nell’area mediterranea, saranno Patrizia Toia (eurodeputata PD), Lia Quartapelle (Commissione Esteri della Camera dei Deputati) e Alberto Minoia (Caritas ambrosiana). Introduzione e coordinamento a cura di Luca Burgazzi e Leonè Lisè, in rappresentanza del circolo cittadino e della segreteria provinciale PD.

La seconda iniziativa è organizzata dal circolo di Rivolta d’Adda e si svolgerà venerdì 22 marzo nella Sala Papa Giovanni XXIII in Via Stefano Renzi. All’incontro parteciperà l’europarlamentare Brando Benifei per parlare delle politiche comunitarie su lavoro, giovani e diritti sociali. Ecco le locandine dei due appuntamenti in programma:

Al via il Reddito d’Inclusione. Cinzia Fontana (PD): “Prima misura strutturale per la lotta alla povertà”

Inclusione sociale, dignità delle persone, presa in carico con un patto tra servizi e famiglie, priorità ai nuclei con minori e fragilità:sono questi gli ingredienti contenuti nel “reddito di inclusione”, la prima misura nazionale di contrasto alla povertà assoluta, che prevede un beneficio economico collegato a un progetto personalizzato di uscita dalla povertà. Una vera novità per il nostro paese, perché si comincia finalmente a dare una risposta universale, di sistema, non più parcellizzata e frammentata, alle tante situazioni concrete di povertà nel nostro Paese.

Cinzia Fontana, deputata del Partito Democratico, ha così commentato la misura: “Abbiamo voluto affrontare con questi interventi una delle eredità più pesanti del lungo periodo di crisi alle nostre spalle, una crisi economica, occupazionale e sociale che ha segnato in maniera profonda le condizioni delle famiglie. Se guardiamo infatti i dati Istat confrontando il 2005 con il 2013 (l’anno con l’incidenza più alta della povertà nel nostro Paese), non solo in quell’arco di tempo il numero delle famiglie e degli individui in povertà assoluta è più che raddoppiato, ma si è verificata anche una diversa composizione della platea rispetto al passato, essendo l’area della povertà cresciuta particolarmente in segmenti della popolazione prima ritenuti poco vulnerabili. Nel 2005 si stimavano in Italia 932 mila famiglie in condizione di povertà assoluta (pari al 4% delle famiglie residenti) per un totale di 2 milioni e 381 mila individui (pari al 4,1% dell’intera popolazione). Nel 2013 le famiglie risultavano 2 milioni e 28mila (pari al 7,9% delle famiglie residenti) che coinvolgevano 6 milioni e 20mila individui (pari al 9,9% della popolazione). Gli ultimi dati, risalenti al 2016, hanno fatto registrare un miglioramento grazie ad alcune misure sperimentali messe in campo da questa legislatura. Tuttavia, la situazione rimane ancora difficile e, da qui, la scelta di intervenire con una misura strutturale e legata a progetti personalizzati di presa in carico delle famiglie più fragili. A peggiorare in modo significativo negli anni sono state soprattutto le famiglie di 4 componenti, in particolare delle coppie con due figli. E il dato più allarmante è quello che riguarda i minori: 1 milione e 131mila minori (pari al 10,9%) si trovano in povertà assoluta (erano il 3,9% nel 2005!). Negli ultimi dieci anni l’incidenza del fenomeno è invece rimasta stabile tra gli anziani (era il 4,5% nel 2005 ed è il 4,1% oggi)”.

E’ evidente quindi come, nel sistema nazionale di protezione sociale, erano rimasti fuori finora almeno due grandi tipologie di cittadini: i disoccupati involontari dilungo periodo e le famiglie con figli a carico e con genitori in condizioni di incapienza. Ecco perché sono proprio queste le situazioni cui il reddito di inclusione messo in campo in questa legislatura da Governo, Parlamento e mondo associativo riunito nella “Alleanza contro la Povertà”, entra così in vigore una misura che consente finalmente di riallinearci al resto dei Paesi dell’Unione europea. Il reddito di inclusione può contare su uno stanziamento significativo di risorse: circa 1 miliardo 800 milioni l’anno.

“Queste risorse – prosegue la deputata PD Fontana – dovrebbero essere sufficienti a dare sostegno a circa 500 mila famiglie, corrispondenti a 1 milione e 800 mila persone (un terzo cioè di coloro che l’Istat stima in stato di povertà assoluta). E’ sufficiente? No, certo. Non basta a sradicare il fenomeno, non copre per ora tutti i potenziali destinatari, però si comincia a fare sul serio. E si continuerà a lavorare, a partire dalla prossima legge di bilancio, per implementare le risorse e, di conseguenza, la platea. Ma perché ciò sia possibile, è fondamentale che nel territorio si attivino tutti quei servizi di presa in carico dei soggetti e delle famiglie per aiutarli nel percorso di fuoriuscita dalla povertà, non solo intesa come reddito ma soprattutto come una questione di superamento di un certo tipo di vissuto, che molte volte si concretizza in un degrado esistenziale. Capovolgere la passiva visione assistenzialista troppo spesso radicata nel nostro Paese deve diventare il vero obiettivo, al fine di mettere al centro la dignità della persona e della sua famiglia e la sua stessa assunzione di responsabilità. Insomma, un cambio di paradigma sostanziale”.

Con la pubblicazione nei giorni scorsi del decreto attuativo sono state definite le modalità applicative della norma, che entrerà pienamente in vigore dal 1°gennaio 2018.