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Treni, Matteo Piloni (PD) scrive ai sindaci “Il 23 ottobre tutti a Milano per chiedere attenzione e risposte per le nostre linee ferroviarie”

“Tenere alta l’attenzione e chiedere risposte, azioni e investimenti sulle linee ferroviarie della nostra provincia”. È l’obiettivo del consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni che ieri mattina ha scritto al presidente della Provincia di Cremona e ai sindaci di tutti i Comuni interessati, invitandoli a presenziare davanti al Pirellone martedì 23 ottobre alle 9, un’ora prima dell’inizio della seduta consiliare dedicata alla situazione ferroviaria regionale, durante la quale il presidente Attilio Fontana relazionerà in merito alle azioni che la Regione ha messo e intende mettere in campo e sulla quale si aprirà la discussione.

“La situazione ferroviaria dei nostri territori è drammatica e in questi mesi é ulteriormente peggiorata – scrive Piloni – Ritengo che si tratti di una vera e propria emergenza e che come tale andrebbe affrontata, ma purtroppo non è cosi. A questo punto, è necessario far emergere a gran voce le necessità del nostro territorio, manifestando il nostro dissenso e chiedendo risposte e attenzione”. Piloni conclude la missiva dicendosi certo che anche i colleghi delle altre forze politiche condivideranno questa proposta “perché questa partita va giocata insieme, nell’interesse del territorio”.

Bando periferie: protesta del Partito Democratico in consiglio regionale

“Giù le mani dalle periferie” è la scritta che i consiglieri regionali del Partito Democratico hanno innalzato in aula consiliare dopo il question time dedicato al Bando Periferie con il quale si chiedeva al presidente Fontana un intervento diretto nei confronti del Parlamento e del Governo per l’immediata attuazione delle convenzioni, garantendo ai comuni lombardi interessati la programmazione avviata ed evitando di bloccare un investimento che per la nostra regione vale oltre 157 milioni di euro.

“Il presidente Fontana a cui questa interrogazione era rivolta oggi era assente – ha attaccato il primo firmatario Matteo Piloni – ha perso una occasione importante per spiegare cosa intende fare per risolvere un problema che coinvolge non solo sindaci, ma anche tantissimi cittadini”. La spiegazione, esposta dall’assessore al Bilancio Davide Caparini, non ha soddisfatto il consigliere dem: “Collegare la questione alla legge di bilancio significherebbe spostare la soluzione del problema troppo in là, bisogna correre ai ripari al più presto e risolvere un problema che potrebbe diventare un vero e proprio scippo. Ci sono tutte le condizioni politiche per farlo – attacca – ma la voce della Regione finora è stata troppo flebile. Vuol dire che dobbiamo pensarci noi”.

“E’ inaccettabile anche solo che si proponga una mediazione, come avrebbe intenzione di fare il presidente Fontana, per stanziarne da subito solo una parte. I cittadini delle tante periferie della Lombardia attendono il compimento di questi progetti che il governo Gentiloni, d’accordo con i comuni, aveva permesso di avviare e il governo attuale dovrà spiegare loro perché questi progetti non andranno in porto o saranno notevolmente ritardati” conclude Piloni.

Bando periferie, Piloni (PD) “Martedì question time in consiglio, la Regione non può far finta di nulla”

“Come intende impegnarsi la Regione Lombardia nei confronti del Parlamento e del Governo per l’immediata attuazione delle convenzioni del Bando Periferie, garantendo ai comuni lombardi interessati la programmazione avviata ed evitando di bloccare un investimento che per la nostra regione vale oltre 157 milioni di Euro?” E’ questo in sintesi l’interrogativo che martedì sarà esposto in aula consiliare durante il question time dal consigliere regionale del PD Matteo Piloni che sull’argomento è già intervenuto diverse volte, anche scrivendo direttamente al presidente Attilio Fontana che però si era chiamato fuori sostenendo che la questione non riguarda l’istituzione regionale.

“Nel frattempo, il 4 settembre, una delegazione di 24 sindaci italiani ha accompagnato il Presidente ANCI De Caro ad un’audizione congiunta della prima e della quinta Commissione della Camera dei Deputati, dove è stata avanzata la richiesta di modificare il “Decreto Milleproroghe” annullando la rimodulazione – spiega Piloni – Vediamo se il presidente Fontana ha ancora il coraggio di sottrarsi alle richieste legittime degli amministratori lombardi. Ricordo che per Cremona si tratta di circa 7 milioni di euro – ribadisce il consigliere dem – la Regione non può voltarsi dall’altra parte”.

Patto per la Lombardia, Piloni (PD): “Finanziati i progetti di Cremona e Crema: opere strategiche per il territorio”

Ieri la giunta regionale ha deliberato i finanziamenti per il Patto per la Lombardia, l’accordo sottoscritto tra Governo Renzi e Regione nel 2016. “Tra i vari progetti ci sono anche quelli presentati dal nostro territorio grazie alla stretta collaborazione tra i Comuni di Cremona, Crema e la Provincia” dichiara Matteo Piloni, consigliere regionale del Partito Democratico.  Per Cremona sono stati confermati i 2,4 milioni per il progetto del raddoppio e la riqualificazione del parcheggio della stazione. “Risorse importanti – continua Piloni – che sono state ripristinate rispetto alla delibera del dicembre scorso. In quell’occasione la giunta precedente aveva destinato 2.117.000 euro anziché 3.817.000 euro, come invece prevedeva l’accordo tra gli enti”.

Mancavano infatti 1.700.000 euro che erano stati stanziati per la valorizzazione dell’ex Monastero di Santa Monica come nuova sede del polo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Progetto che però aveva – e ha tuttora – uno stanziamento specifico della Regione che non rientrava nel Patto della Lombardia. In poche parole – spiega il consigliere PD – il nostro territorio ha rischiato di perdere risorse importanti. Un rischio sul quale l’ex consigliere di Forza Italia Malvezzi, nonostante le nostre richieste, non ha mai dato spiegazione. Oggi finalmente la Regione ripristina tutte le risorse nel rispetto degli accordi tra Provincia e le amministrazioni di Cremona e Crema, a dimostrazione che avevamo ragione”.

Per quanto riguarda Crema, nella delibera vengono confermati 1.417.000 euro per il progetto Crema2020, che riguarda la riqualificazione della stazione – con la realizzazione di un interscambio ferro-gomma che mette in sicurezza l’accesso dei pullman – e la realizzazione del superamento della barriera ferroviaria. “Una conferma importante e definitiva – dichiara Piloni – a cui la Regione ha aggiunto 350mila euro, portando quindi l’importo a 1.767.000 euro. A questo proposito ringrazio l’assessore Terzi per aver mantenuto l’impegno. E’ bene ricordare che a queste risorse si aggiunge 1 milione di euro già previsto a bilancio dall’amministrazione comunale e i 2 milioni di euro di Rfi”.  Nelle prossime settimane si dovrà chiudere il tutto con la firma dell’accordo e la consegna del progetto definitivo del sottopasso a Rfi, che poi porterà avanti i lavori. Entrambi i progetti sono strategici per lo sviluppo del territorio perché puntano a migliorare non solo la viabilità, ma soprattutto la mobilità sostenibile, contribuendo a risolvere criticità importanti a vantaggio dei pendolari e del sistema ferroviario dell’asta Cremona-Treviglio.

“In questi mesi abbiamo lavorato – conclude Piloni – con convinzione in questa direzione, sostenendo la sinergia tra l’ente provinciale, la Regione e i comuni di Cremona e Crema. Con questa delibera è stato raggiunto un obiettivo molto importante a vantaggio del territorio grazie al lavoro delle amministrazioni di Cremona e Crema e della provincia, con il supporto dell’ex consigliere del PD Agostino Alloni e che ho portato avanti fin dal primo giorno del mio insediamento in Consiglio regionale”.

Disagi ferroviari, l’assessore Terzi conferma il fallimento di Trenord. Piloni (PD):”Subito un cambio di passo”

“Bene la volontà di cambiamento, ma nei prossimi mesi la Regione non sarà in grado di affrontare l’emergenza quotidiana che vivono i pendolari”. Matteo Piloni, consigliere regionale del Partito Democratico, commenta così la risposta data oggi in Commissione Territorio  dall’assessore regionale ai Trasporti e mobilità Claudia Terzi  a una sua interrogazione  rispetto all’aggravarsi dei disagi sulle linee ferroviarie del Sud Lombardia. Nell’interrogazione  Piloni chiedeva  alla Giunta di spiegare come intendesse  intervenire presso Trenord per garantire un servizio regolare, efficiente e sicuro sulle linee  del sud della Lombardia e notizie sugli investimenti, soprattutto per i nuovi treni.

“Nonostante fossero trascorsi tre mesi dalla presentazione dall’interrogazione (il mio primo atto da consigliere regionale) – dichiara Piloni – il tema è ancora attuale e, come confermato dallo stesso  assessore, la situazione è peggiorata. Lo dimostrano i dati sulle cancellazioni, le soppressioni e i ritardi. Si è passati da 56 cancellazioni al giorno del 2016 (di media) alle oltre 100 del primo trimestre 2018. Una situazione- continua Piloni- che, come ho già evidenziato più volte, è  inaccettabile. Ho apprezzato che lo stesso assessore non solo  fosse  consapevole della situazione ma avesse  anche già dimostrato di voler intervenire con determinazione.  Ma questo  atteggiamento deve trovare concretezza quanto prima. Purtroppo le mie domande non hanno trovato le risposte che i pendolari  attendono da anni. Regione, infatti, ha dichiarato di non poter intervenire nel breve periodo sulle nostre linee ferroviarie, se non con gli strumenti previsti dal contratto di servizio: applicazioni di penali ed erogazioni di bonus e sconti ai pendolari”.

“Troppo poco- sottolinea Piloni- per gestire l’emergenza. In attesa che Regione definisca e concretizzi il piano di superamento dell’attuale gestore attraverso lo scioglimento di Trenord e di fronte ad una società messa in discussione, il rischio è che il servizio nei prossimi mesi peggiori ulteriormente,   come già si vede in questi mesi  estivi. Figuriamoci cosa può accadere in autunno. E’ per questo- conclude Piloni- che ho chiesto all’assessore Terzi, ottenendo la sua disponibilità, di accelerare il processo in qualsiasi modo e mettere in campo quanto serve per obbligare Trenord a rispettare il contratto di servizio.  La presa d’atto del fallimento della gestione degli ultimi anni è chiara a tutti. Un cambio di passo è indubbiamente necessario”.

Servizio ferroviario in crisi, Piloni (PD): “Non si può aspettare oltre, Trenord subito in Commissione Trasporti”

“Un incontro con l’amministratore delegato di Trenord in commissione Trasporti a questo punto non è più rimandabile. Alla luce delle ultime notizie che rivelano evidenti responsabilità politiche e che rendono la già difficile situazione del trasporto ferroviario lombardo ancora più grave, un’audizione urgente è indispensabile e la presa di posizione netta e inequivocabile dell’assessore Terzi è certamente positiva”. Non lascia spazio a repliche il consigliere regionale del PD Matteo Piloni che interviene in merito alla crisi che sta attraversando l’intero sistema ferroviario lombardo, dopo l’ennesima lettera di contestazioni inviata dall’assessore Terzi a Trenord a causa dell’escalation di disservizi registrati negli ultimi giorni e le notizie circa le segnalazioni già pervenute un anno fa all’amministrazione regionale da parte dell’azienda.

“Oltre alle linee Mantova-Cremona-Milano, Cremona-Brescia e Cremona-Treviglio – spiega Piloni – anche la linea Parma-Brescia, tra le dieci peggiori d’Italia, ha registrato, nei giorni scorsi, ancora più disagi: carrozze vetuste, sporche, treni in ritardo, soppressioni delle corse senza preavviso e senza alcuna motivazione e treni monocarrozza. Una situazione che non solo fa viaggiare male i pendolari che riescono a salire sui treni, ma soprattutto non offre alcuna garanzia di sicurezza. Questa situazione risulta ancora più intollerabile, se consideriamo che già un anno fa l’allora presidente Maroni e l’assessore Sorte erano stati avvertiti dalla dirigenza di Trenord, attraverso una lettera dell’amministratore delegato Cinzia Farisè, delle criticità del sistema ferroviario e della necessità di sostituire materiale rotabile che ormai non è più possibile manutenere. Ma nessuno ha mosso un dito. A tutto c’è un limite e, in questo caso, il limite è stato superato da tempo” conclude Piloni.

Centri per l’impiego, Piloni (PD): “Neanche un euro dalla Regione”

“E’ ufficiale, la Regione non darà un euro per finanziare i centri per l’impiego, una realtà a dir poco fondamentale in un’area come la nostra”. Sono le parole di Matteo Piloni, consigliere regionale PD, a margine della seduta della commissione consiliare nella quale è stata approvata, con il voto contrario del PD, la norma finanziaria del progetto di legge che definisce le modifiche alla legge sul mercato del lavoro in Lombardia e, nello specifico, le risorse per il trasferimento del personale dalle province alle regioni.

“I 4 milioni e 900 mila euro previsti dalla norma finanziaria, già pochi, non sono strutturali, ma solo potenziali – spiega Piloni- e questo significa che la regione pensa di cavarsela usando soltanto le risorse statali. Quello Stato brutto e cattivo che negli ultimi anni ha visibilmente aumentato le risorse destinate a queste realtà, passando dagli oltre 15 milioni del 2015 ai 18 milioni e mezzo del 2017, fino ai 26 milioni e 400 mila euro per il 2018. Noi però abbiamo avanzato una proposta concreta in termini di stanziamento – prosegue Piloni – ,aumentando la quota di Regione Lombardia e portando così a 45 milioni le risorse totali a disposizione annualmente, una somma che, dai dati messi a disposizione dalle province stesse, avrebbe garantito un funzionamento dignitoso ed efficiente dei centri stessi. La nostra proposta non è stata accolta e per questo abbiamo espresso voto contrario, poteva essere una vera occasione per rivedere e potenziare tutto il sistema del collocamento e invece alla fine si è rivelato solo un modo per tenere in piedi la baracca”.

“Senza contare le condizioni di grave difficoltà in cui versano moltissimi centri per l’impiego – conclude il consigliere dem – non investire sul tema del lavoro in Lombardia, dove sono tantissimi i giovani in cerca di occupazione e sono altrettanti coloro che necessitano di un reinserimento lavorativo, oggi è davvero grave. Infine, ma non certo secondario, in commissione abbiamo assistito ancora una volta al contrasto tra una Lega che ha approvato entusiasticamente la norma e un M5S che ha dichiarato voto contrario, sventolando una possibile impugnativa da parte del governo e definendo assurda la scelta fatta da Regione Lombardia”.