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Treni, Piloni (PD): “Lega e Forza Italia si rifiutano di discutere in Consiglio regionale dei disagi dei pendolari”

“Lega e Forza Italia si rifiutano di discutere in Consiglio regionale dello stato dei treni in Lombardia: evidentemente ritengono che le cose vadano bene così”. Lo fa sapere il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni in merito a quanto accaduto ieri pomeriggio in Consiglio Regionale, dopo che la Regione ha rifiutato di mettere in discussione la mozione urgente presentata dal Pd sui disservizi del trasporto ferroviario regionale, acutizzatisi in questi ultimi giorni.

“È questa la considerazione che hanno dei pendolari? – attacca Piloni – I disagi in questi giorni sono stati e continuano ad essere pesanti, con treni cancellati e gravi ritardi causati anche dal malfunzionamento degli impianti di climatizzazione. Ma la Regione sembra non essersene accorta e continua a tenere la testa sotto la sabbia. La gestione lombarda del trasporto ferroviario non funziona, eppure il centrodestra continua a non fare nulla. Io continuo a ritenere che la gestione “a metà” con Ferrovie dello Stato non funzioni. Eppure la stessa FS, esattamente un anno fa, propose a Fontana di acquisire la maggioranza delle azioni, ma la Lega rifiutò, pensando più alle poltrone che ai pendolari. Serve una gara europea! È l’unica soluzione per realizzare un servizio ferroviario dignitoso” conclude il consigliere regionale Pd.

Regione Lombardia: aumento dei posti letto e “daspo” per i vini non locali negli agriturismi lombardi

Il gruppo regionale del Partito Democratico ha confermato il suo voto di astensione, come già in VIII Commissione Agricoltura, sul progetto di legge sulle modifiche al testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura e sviluppo rurale. Due le questioni molto importanti sul tema degli agriturismi che andavano riviste e hanno convinto i dem a non votare favorevolmente, nonostante un generale miglioramento del testo, come ha spiegato Matteo Piloni, consigliere regionale PD e capogruppo in Commissione: “I posti letto per noi dovevano rimanere 60: portarli a 100 è un’esagerazione che snatura l’agriturismo stesso che non è un albergo. Inoltre, si è voluto eccedere nel voler ‘lombardizzare’ anche questo settore. E gli eccessi non vanno bene mai, in nessun caso”.

Piloni si riferiva a quella parte del testo che parla della tipologia dei prodotti alimentari che l’azienda può somministrare: “Per l’80 per cento i prodotti devono essere dello stesso agriturismo o di altri che hanno sede in Lombardia o nelle province contigue anche di altre regioni. Nel restante 20 per cento non possono essere compresi prodotti ittici di provenienza marina e vini di altre regioni. Ci pare questa una chiusura eccessiva: perché non è possibile somministrare vino che proviene da altre regioni? Non ha alcun senso. Un discorso è valorizzare i nostri prodotti, cosa che viene fatta nell’80% dei casi. Altro aspetto è vietare vini di altre regioni nel restante 20%”. Il consigliere regionale porta un esempio concreto: “Perché vietare a un agriturismo della provincia di Cremona di somministrare del vino che proviene dalle province di Bologna, Cuneo o Treviso? E cioè da regioni che distano pochi chilometri dal nostro territorio? Quando l’ideologia prevarica il buon senso, si fanno cattive regole”.

Non mancano però aspetti positivi, ottenuti anche grazie al lavoro che il gruppo del PD ha fatto in Commissione e in Aula: “Il testo fa dei passi avanti importanti: abbiamo aggiornato una normativa che vuole in ogni caso andare incontro agli operatori del settore – ha proseguito Piloni in dichiarazione di voto –. Bene l’aspetto che riguarda il numero dei pasti, tenuti a un massimo di 160, inserendo elementi di flessibilità puntando sulla cumulabilità. Bene la semplificazione della burocrazia, in particolare in fase di passaggio generazionale, grazie all’approvazione di un nostro specifico ordine del giorno. Bene anche l’abbassamento della percentuale di prodotti propri dal 50 al 40 per cento nelle colazioni, così come l’abbassamento delle multe che la Lega voleva fissare a un minimo di 2mila euro e che noi abbiamo portato a 1000 euro”.

Mercatone Uno, Piloni (PD): “Subito la cassa integrazione, la Regione attivi il fondo delle anticipazioni sociali”

Un intervento attivo della Regione sulla crisi del Mercatone Uno, che coinvolge più di 300 lavoratori in Lombardia. Questo quanto chiesto oggi dai consiglieri regionali del Partito Democratico, nel corso di un’audizione delle rappresentanze sindacali e datoriali (assente la proprietà  anche se convocata) che si è tenuta oggi in Commissione attività produttive, e che è stata chiesta proprio dal consigliere PD Matteo Piloni. Incontro che ha visto la partecipazione anche di alcuni dipendenti della sede di Madignano e del sindaco Elena Festari.

“Abbiamo chiesto l’audizione sulla crisi del Mercatone Uno – afferma il consigliere Piloni a margine dell’audizione – perché la situazione è davvero preoccupante. Una situazione che riguarda tutta la Lombardia e, per quanto riguarda la provincia di Cremona, 39 dipendenti della sede di Madignano, a cui si devono sommare gli altrettanti dipendenti che sono rimasti a casa a partire dallo scorso agosto. La necessità primaria è che il ministero dello Sviluppo economico attivi quanto prima gli ammortizzatori sociali, visto che il Tribunale di Bologna lo scorso venerdì ha stabilito la retrocessione dell’amministrazione straordinaria. Fondamentale è anche  sollecitare il Governo affinchè siano ripristinate  tutte le condizioni  economiche e contrattuali precedenti alla vendita e quindi  annullati i passaggi  di contratto di lavoro da full time a part time siglati a seguito di accordi che, date  le mutate condizioni, non sono più validi. Chiediamo, inoltre, alla Regione di mettere in campo tutte le azioni  di politiche attive del lavoro, a partire dal rifinanziamento delle azioni di rete”.

“La Regione –  ha proseguito il consigliere che ha partecipato insieme ai colleghi al presidio di protesta di fronte a palazzo Pirelli al quale hanno partecipato anche i dipendenti della sede di Madignano – riattivi il fondo della anticipazioni sociali che consente ai lavoratori di  ricevere la cassa integrazione in tempi brevi”. 

Trasporto pubblico, Piloni (PD): “Il governo giallo-verde obbligherà la Lombardia a fermare i bus di studenti e lavoratori. E’ questa l’autonomia?”

“Hanno negato finché hanno potuto ma ora anche chi governa la Regione ha dovuto ammettere che il governo Lega Cinquestelle si appresta a mettere in ginocchio il trasporto pubblico in tutta Italia e anche nella Lombardia del leghista Attilio Fontana. È questa l’autonomia per cui abbiamo fatto un referendum da 50 milioni di euro? Per vedere i bus degli studenti e dei lavoratori fermati dai tagli del governo gialloverde? E dove sono le rassicurazioni di Toninelli che diceva che finalmente si sarebbe tornati a investire sul trasporto pubblico locale? Lega e M5S si assumeranno tutta la responsabilità di ogni corsa che verrà tagliata.” Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni in merito alle dichiarazioni dell’assessore regionale Davide Caparini in audizione delle commissioni bilancio di Camera e Senato, in merito ai problemi che sarebbero causati dal taglio di 300 milioni di euro al trasporto pubblico locale, di cui oltre 50 per la Regione Lombardia, previsto dal Governo. I 300 milioni sono oggi parte del fondo messo a garanzia del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, obiettivi che lo stesso Governo, nel DEF, ammette che non saranno raggiunti.

Partito Democratico e Lombardi, Civici, Europeisti hanno depositato una mozione urgente in consiglio regionale per tornare a chiedere di farsi portavoce in tutte le sedi opportune per scongiurare il taglio dei fondi per il trasporto pubblico locale e, in caso questo non riuscisse, di stanziare le risorse mancanti nella prossima sessione di bilancio.

Obiettivo carbone zero, Piloni (PD): “Uno studio per l’autosufficienza energetica”

Ora più che mai, soprattutto dopo la giornata di mobilitazione per l’ambiente del 15 marzo e alla luce delle preoccupazioni di molti agricoltori in merito agli allarmanti segnali atmosferici che stiamo vivendo dallo scorso novembre, sarebbe opportuno mettere in campo azioni mirate per disincentivare l’utilizzo delle fonti fossili inquinanti in agricoltura, avviando anche delle fasi sperimentali in territori specifici. “Obiettivo carbon zero. Un progetto per le Terre di Mezzo”: così si chiama lo studio realizzato nella precedente legislatura e ripreso dal consigliere regionale PD Matteo Piloni che lo ha sottoposto per la seconda volta, a un anno dal suo insediamento, all’attenzione dell’assessore all’Ambiente di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo. Questo studio approfondisce, in particolare, lo sviluppo del territorio soresinese in Provincia di Cremona, con progetti particolari per ciascuno dei 22 comuni di quella zona.

“Lo studio, realizzato da professionisti esperti in materia di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile – spiega il consigliere Piloni – vuole dimostrare che, partendo dal nostro territorio, si può arrivare in futuro a non utilizzare le fonti fossili inquinanti e ottenere l’autosufficienza energetica, riducendo drasticamente l’inquinamento atmosferico. Mi auguro che questa volta l’assessore prenda in maggiore considerazione il mio invito e organizzi una presentazione dello studio, coinvolgendo i sindaci dei comuni interessati insieme ai portatori d’interesse – conclude il consigliere dem – con l’obiettivo di mettere in campo azioni concrete, partendo da un piccolo territorio e avviando così una fase sperimentale che potrebbe essere poi replicata in altri territori”.

Ecco il link al progetto studiato dal Partito Democratico per le “Terre di Mezzo”: Obiettivo carbon zero