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Luciano Pizzetti: “Il governo giallo-verde fa retrocedere l’Italia”

Luciano Pizzetti, deputato del Partito Democratico, commenta i primi sei mesi di attività del governo Conte, sostenuta da Lega e Movimento Cinque Stelle. Ecco il suo intervento integrale:

Un governo pericoloso per l’Italia, sorretto da una maggioranza reticente, ha costretto la Camera dei Deputati ad approvare una legge finanziaria dannosa e menzognera. Al Senato verrà cambiata. Per necessità prima ancora che per forza. Non perché lo impone l’Europa. Per i negativi effetti che avrebbe dispiegato. Non lo dico io ma il ministro per la democrazia diretta nel governo della felicità. Che così ha sentenziato: “La manovra al Senato cambierà molto”. Speriamo. Nel frattempo le negative conseguenze dell’impianto giallo verde hanno già seminato erba infestante. 

Sei mesi fa nasceva il governo Conte. Lega e Cinquestelle si sono molto combattuti e poi,d’incanto e in barba agli impegni assunti con gli elettori, eccoli insieme al governo. Non alleati ma contrattualizzati. Sapevano bene che non era amore ma un calesse. Sucui caricare tutte le loro contraddizioni e divisioni. Che ora stanno scaricando sull’Italia e gli italiani. Cementati dall’esercizio del potere si stanno sfogliando nel contrasto di potere. L’odio verso il PD non sarà sufficiente ad impedire che ciò accada.Nel frattempo pagheremo un prezzo salato alle loro menzogne. Tra lavoro nero, condoni, abusivismo, milioni truffati,hanno perso il titolo di vestali. Onestà gridata e assai poco praticata. Meno tasse alle imprese: secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio aumenteranno di 6 miliardi. Via gli 80 euro: confermati. Via la buona scuola: tenuta con ritocchi peggiorativi. Via gli immigrati: caleranno i regolari e cresceranno gli irregolari. Con buona pace della sicurezza. Gli sbarchi sono calati per lo più grazie al ministro Minniti che al vicepremier Salvini. L’abracadabra dei costi/benefici sulle grandi opere si è rivelato una fasulla pantomima. No al TAP: si fa. No al Terzo valico: si fa.No alla TAV: si farà. Le nuove assunzioni nelle forze di polizia decise dal governo Conte, fanno seguito al rinnovo del turnover del governo Gentiloni. Via la Fornero. Macché. Sarà ritoccata con quota 100, intrisa di tanti di quei paletti dafarla salire fino a 104, ovviamente con assegno ridotto.780 euro per il reddito di cittadinanza. Marameo. Anche qui si introdurranno molti paletti per ridurre contributo e beneficiari. Cosicché si scoprirà quanto sia ben più efficace il Reddito d’Inclusione attivato dal governo precedente. Nel frattempo, grazie al decreto bassa dignità,il 30 per cento delle aziende metalmeccaniche ritiene di non rinnovare i contratti a tempo determinato. 51mila imprese hanno chiuso i battenti negli ultimi tre mesi. Con tanta superficiale demagogia ci hanno costretti alla lite con tutti in Europa. Per la gioia di Putin. Persino con quei governi che Salvini ama e i Cinquestelle un po’meno. Soli e male accompagnati. Così, accordi per il rimpatrio dei migranti nei paesi d’origine non riescono a farne equesti restano in Italia vagando nella semiclandestinità. Si annullano i regolari e si producono clandestini. Accrescendo l’inquietudine sociale su cui lucrare. Come ho affermato in altra circostanza, lo spread sale e salgono i mutui, s’intaccano i risparmi e se andrà avanti così saremo a rischio patrimoniale. Le imprese temono a fare investimenti. I capitali italici hanno ingentemente ripreso la via estera. I capitali esteri hanno perso quella per l’Italia. Il Tesoro, per la prima volta da anni, è costretto a sospendere le aste dei Titoli di Stato. Dopo 5 anni il PIL torna giù e rischiamo una nuova recessione. Dichiarano guerra all’Europa ma la temono e pietiscono che la risposta venga dopo le elezioni europee.

È davvero questo che gli italiani cercavano per avversione a Renzi? Una sorta di sindrome di Stoccolma,sociopolitica, da cui si dovrà guarire per salvarsi. Nazionalismo e populismo prima ti attraggono poi ti soffocano. E a Crema? Riapriremo il tribunale! Uscito dai radar. Affronteremo la condizione dei treni pendolari: si peggiora dì per dì e viene bocciato il mio emendamento per attribuire qualche risorsa in più alle nostre ferrovie. Nel paese, tra gli italiani, cresce la consapevolezza sul rischio danno gialloverde. Ma non trova sbocchi. Perché le forze progressiste, riformiste e liberali essendo sotto botta hanno perso la voce e smesso di progettare il futuro. Vivono di ricordi e di rimpianti. Oppure, come Forza Italia,cercano un posto alla tavola sovranista. Così non saranno né ricordate, né rimpiante. Il PD deve riprendere il gusto e la voglia di guardare negli occhi gli italiani. Riprenderli per mano e camminare insieme verso un’Italia migliore. Senza spocchia. Si assorbe la rabbia individuando risposte. Con spirito di servizio civile. Gli italiani non sono solo brava gente, ma gente brava. La crisi ci ha purtroppo molto incattiviti,come ci dice il CENSIS. Dobbiamo tornare a credere in noi stessi e in quell’Italia migliore. In cui le generazioni non confliggano e le innovazioni non generino povertà. Perché vivono in reti sociali protettive. Dove le opportunità valgono quanto il merito. L’Europa attuale non va ma senza Europa saremmo ultimi in classifica e retrocessi in serie B. Dunque, occorre lavorare per cambiarla questa Europa. Non distruggerla.

Pensare tutto ciò dovrebbe essere la funzione del congresso del PD. Per dare vita a un grande movimento democratico. A un vero partito della nazione. Aperto, inclusivo, portatore degli interessi degli italiani. Di chi ha bisogno e di chi è forte da poter aiutare chi lo è meno. Quando il drappo anti immigrati sarà lacerato dall’aggravarsi della condizioni materiali e si svelerà la finzione, tutto ciò che occulta riemergerà nella sua drammatica realtà. A quel punto le forze del cambiamento democratico non avranno alibi di fronte a nuove, doverose responsabilità. Siamo chiamati a pensare e praticare una Politica coinvolgente. Di prospettiva e di prossimità. Nei giorni scorsi è stato abbattuto il diaframmasud per il completamento del tunnel del Brennero. Un’opera ciclopica. La più lunga e tecnologica galleria ferroviaria al mondo per unire il sud e il nord Europa. Per consentire il trasporto delle merci riducendo fortemente costi e impatto ambientale. Le più grandi talpe la stanno costruendo. Il PD, non potendo essere giraffa,dovrebbe essere una grande talpa che ricostruisce collegamenti tra cittadini, popoli, istituzioni, politica. Per generare nuove classi dirigenti e moderni cittadini. Per il bene comune.

Luciano Pizzetti

Trenord, la Lega si assuma le sue responsabilità: governa la Regione da 18 anni

Il deputato del Partito Democratico Luciano Pizzetti (capogruppo in commissione trasporti della Camera) e il consigliere regionale Matteo Piloni hanno scritto una lettera congiunta sulla questione Trenord, pubblicata sul quotidiano La Provincia del 13 novembre 2018. Ecco il testo integrale del loro intervento:

Dott. Vittoriano Zanolli – Direttore La Provincia di Cremona,
avendo letto con un certo stupore la lettera dell’assessore Terzi, ci verrebbe da dire che a tutto c’è un limite. Soprattutto nei confronti dei pendolari verso cui non vi è neppure il più semplice cenno di scuse. La Lega governa Regione Lombardia ininterrottamente da 18 anni ed è stata al governo nazionale assai più del PD. Eppure Claudia Maria Terzi, nel suo spudorato candore, è come se fosse apparsa ieri anziché essere assessore da 6 anni. I treni non funzionano, di chi è la responsabilità? Ma è ovvio, del PD! A suo dire “il PD è responsabile dei mancati investimenti in Lombardia negli ultimi 5 anni”. Il governo Renzi, sì il tanto vituperato Renzi ormai demodé, nel 2016 ha sottoscritto con la Giunta regionale il Patto per la Lombardia del valore di 11 miliardi. L’allora presidente Maroni cosi scrisse “Il Patto che sottoscriviamo oggi è assolutamente soddisfacente. Abbiamo ottenuto quello che avevamo chiesto. Un lungo elenco di opere, che porta come cifra totale 10 miliardi e 750 milioni. Avevamo chiesto 10 miliardi, è arrivato qualcosa in più, ben venga. Queste non sono ipotesi di investimento, ma risorse che ci sono”.

L’assessore Terzi era già in Giunta regionale, dunque a conoscenza del Patto. Allora perché mentire in modo così pacchiano?
Per quanto grande, una menzogna su altri non riuscirà mai ad occultare l’enorme inefficienza propria. La stessa attacca l’ex amministratore delegato FS, ma è proprio col Contratto di servizio da egli proposto e sottoscritto dal governo Gentiloni che si postano, tra le altre, risorse per il raddoppio della Mantova-Codogno. L’ex Ad lavorò intensamente con la precedente Giunta regionale per un intervento assai più consistente di FS in Trenord, così da garantire ben maggiori investimenti nazionali sulla rete lombarda. L’attuale Giunta regionale ha rimesso tutto in discussione in nome di un’inefficiente federalismo ferroviario. Claudia Maria Terzi era assessore allora ed è assessore oggi, qual è quella vera? Il ministro Toninelli, suo alleato politico che ufficialmente incontrerà nelle prossime ore, ha in proposito dichiarato “Ribadirò che è nostra volontà dare una svolta alla governance di Trenord, sottraendola al controllo della politica che in questi anni l’ha trascinata nel baratro. Ferrovie Nord Milano, che detiene il 50% di Trenord, negli anni ha rappresentato il tipico esempio di società gestita dalla politica nel peggiore dei modi. In termini di investimenti ricorderò poi al Presidente Fontana che Trenord nel 2016 ha chiuso il bilancio con più di 16 milioni di utile netto, ed è inammissibile che una società che eroga un servizio pubblico così indecente si preoccupi di staccare dividendi ai suoi soci, tra cui la Regione Lombardia, anziché investire sull’acquisto di nuovi treni e sul personale”.

Basterebbe tutto ciò per rispondere all’assessore, ma data la grave situazione è necessario entrare ancor più nel merito.
L’incontro con l’ad Piuri ha confermato due cose.
La prima è che i continui disservizi sono imputabili per circa il 60% dei casi a responsabilità di Trenord. La seconda è che questi disservizi sono causati da un piano manutenzioni che non funziona, a causa della carenza di personale e di mezzi troppo vecchi e spesso guasti. Questi due elementi sono inseriti nei contratti di servizio tra Trenord e Regione Lombardia. Punto. Infatti, a causa del mancato rispetto dei contratti da parte di Trenord, questa versa a Regione penali annue per 26 milioni di euro. Nel 2017 l’ex Ad di Trenord Farisè avvisò la Giunta Maroni, di cui la Terzi era assessore, di queste difficoltà, chiedendo risorse immediate per evitare di trovarsi in un’emergenza. Maroni a luglio 2017 destinò 1,6 miliardi di euro per innovare la flotta di Trenord (delibera n° 6932 del 27/07/2017) salvo poi posticipare la maggior parte di queste risorse al 2032 (1.3 miliardi), con un’altra delibera approvata tra Natale e Capodanno(delibera n° 7643 del 28/12/2017). Significa che i primi treni, pochi, arriveranno nel 2020 e non saranno sufficienti.

Purtroppo per i prossimi due anni non migliorerà nulla. Questo è inaccettabile. Di fronte a tale scenario, sono ben poca cosa i treni usati promessi da Toninelli, dei quali, ad oggi, ne è arrivato solo uno. E’ necessario smetterla con il gioco dello scaricabarile, ognuno deve fare la propria parte. La situazione del sistema ferroviario lombardo è grave, servono risposte vere e immediate. A partire dalla messa in discussione del contratto di servizio con Trenord e andare a gara. E’ l’unica prospettiva seria da perseguire. Per i pendolari, per i territori e il loro sviluppo.

Luciano Pizzetti e Matteo Piloni

La lettera: “Il congresso sia il luogo del confronto”

A seguito della decisione assunta dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico lunedì 13 febbraio e in vista dell’Assemblea nazionale di domenica 19 febbraio a Roma, il segretario regionale Alessandro Alfieri e i segretari provinciali hanno scritto una lettera appello per chiedere che il Congresso sia l’occasione per discutere delle sfide che l’Italia, l’Europa e il Partito Democratico avranno di fronte nei prossimi mesi e per scongiurare con forza l’ipotesi di scissione paventata nelle ultime ore.
Stiamo raccogliendo anche le adesioni di tanti segretari di circolo in tutta la Lombardia: info@pdcremona.it – info@pdcrema.it 

La Direzione Nazionale del Partito Democratico di lunedì scorso ha deciso di anticipare la scadenza congressuale, che si svilupperà lungo un percorso che prenderà avvio ufficialmente con l’Assemblea Nazionale di domenica 19 febbraio. Un appuntamento doveroso, in particolare dopo la sconfitta referendaria del 4 dicembre e il dibattito che di conseguenza si è aperto nel partito. Dibattito spesso condotto in maniera scomposta sui media, che fa del PD una caricatura inaccettabile per iscritti e volontari che ogni giorno mettono la faccia nei rispettivi territori.

Come responsabili delle comunità democratiche in Lombardia auspichiamo che il congresso sia l’occasione non solo per rinnovare gli organismi dirigenti, a partire dal segretario nazionale, ormai giunti quasi al termine del loro mandato congressuale, e per dare loro quella legittimazione necessaria ad affrontare le sfide che abbiamo davanti; ma anche per coinvolgere i circoli, e quindi gli iscritti e le iscritte al nostro partito, in un duplice lavoro di confronto e di valutazione: sul lavoro svolto al Governo del Paese in questi anni e sul profilo ideale e programmatico che vogliamo costruire per un partito che sente su di sé la responsabilità di essere un elemento portante della nostre istituzioni e della nostra democrazia.

Questo deve essere chiaro a tutti: il futuro dell’Italia dipende in buona parte dal futuro del Partito Democratico. Essere non uno dei tanti partitini presenti sulla scena, ma il principale partito del Paese richiede un di più di responsabilità. Ed è quella che auspichiamo. Da parte di tutti, da subito.

Quello che prenderà avvio nei prossimi giorni dovrà essere un congresso vero, nel quale si confronteranno, con franchezza e passione, idee e proposte nelle quali riconfermare le ragioni del nostro stare insieme. Lavoreremo quindi perché sia il luogo del confronto e perché tutti si impegnino lealmente a rispettarne l’esito. Per questo non accettiamo anche solo l’accenno ad un’eventuale scissione, se davvero vogliamo guardare al bene della nostra comunità e del nostro Paese.

Nei territori cerchiamo ogni giorno le ragioni dell’unità e in alcuni casi abbiamo pagato a caro prezzo le divisioni. Non facciamo lo stesso a livello nazionale, proprio nel momento in cui i populismi non aspettano altro che approfittare delle nostre debolezze. Sarebbe un errore imperdonabile.

Alessandro Alfieri, Segretario regionale PD lombardo
Gabriele Riva, Segretario provinciale PD Bergamo
Michele Orlando, Segretario provinciale PD Brescia
Angelo Orsenigo, Segretario provinciale PD Como
Matteo Piloni, Segretario provinciale PD Cremona
Fausto Crimella, Segretario provinciale PD Lecco
Fabrizio Santantonio, Segretario provinciale PD Lodi
Pietro Virtuani, Segretario provinciale PD Monza e Brianza
Pietro Bussolati, Segretario metropolitano PD Milano
Antonella Forattini, Segretario provinciale PD Mantova
Alberto Lasagna, Segretario provinciale PD Pavia
Giovanni Curti, Segretario provinciale PD Sondrio
Samuele Astuti, Segretario provinciale PD Varese

Gli auguri di Matteo Piloni, segretario provinciale PD, agli iscritti.

“E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, quanto tempo è ormai passato e passerà?”
Così cantava Francesco Guccini nel 1970.
Basta sostituire la parola “giorno” con “anno” e la frase acquisisce maggior senso in questa mia breve (giuro!) lettera di fine anno.
Un anno denso di lavoro per il quale vi ringrazio per l’impegno profuso e la disponibilità sempre manifestata.

Il lavoro svolto in Provincia, in questa delicata fase di transizione, il contributo dato alla non-riforma della sanità in Lombardia, la nascita dell’unica società del servizio idrico, il “via libera” all’aggregazione di Lgh in A2A. Sono solo alcuni dei temi che quest’anno ci hanno visto protagonisti, al fianco dei nostri amministratori, dei nostri territori e dei cittadini.

Mi preme però focalizzare l’attenzione sul lavoro che ci aspetta per il 2016. Un anno importante, nel quale le elezioni amministrative saranno un banco di prova per il nostro partito: Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli.
Sono alcune delle città che andranno al voto, e sulle quali l’attenzione è massima.
E poi il referendum costituzionale, per il quale il nostro partito e noi tutti dovremo fare un grande lavoro per confermare l’importante riforma portata avanti dal Governo.

E poi ancora, più a livello regionale, il referendum sull’autonomia voluto da Maroni, e nello stesso tempo il percorso processuale che lo vede protagonista.
Due appuntamenti che potrebbero caratterizzare il futuro della nostra Regione, per la quale dobbiamo proseguire nella costruzione del percorso “Verso Lombardia 2018. Ma anche prima!”, presentato poche settimane fa.

Venendo a noi, come già annunciato, organizzeremo un percorso di confronto e discussione sull’importante tema dell’Area Vasta. Un’occasione per costruire relazioni e confrontarci sulla nostra idea di territorio, di sviluppo, di servizi, e di infrastrutture. E poi il Tesseramento, sul quale dovremo fare insieme uno sforzo per rilanciarlo e recuperare coloro che si sono “messi alla finestra”.
Per quanto riguarda le elezioni amministrative, sono 13 i comuni in provincia di Cremona che andranno al voto, per i quali il lavoro è già cominciato. Un voto che coinvolgerà anche l’ente di Area Vasta.

Come vedete, la musica non è affatto finita. Il lavoro che ci attende è molto ed importante. Sono certo di poter contare su ciascuno di voi per proseguire in questo viaggio, pieno di difficoltà, ma carico di responsabilità.

Da parte mia, a voi tutti e alle vostre famiglie, i miei più affettuosi auguri di Buone Feste, per un anno che sia davvero nuovo.

Matteo Piloni
Segretario provinciale PD

scarica la lettera: lettera auguri

Aug Nat 2015 Matteo def

La lettera del segretario Piloni agli iscritti, a due anni dal mandato.

Cari compagni, cari amici,

il 27 ottobre di due anni fa mi avete affidato l’incarico di segretario provinciale.
Ebbene si, sono già passati due anni. E nello stesso tempo anche due governi, due segretari
nazionali e due presidenti della Repubblica.
Questo solo per sottolineare che in due anni di vita “politica”, sono ormai molti i cambiamenti così
come la velocità nel farla.

Eppure mi piace ancora pensare alla frase di quel mio amico che diceva:” Dobbiamo riappropriarci
dei tempi lunghi.”

Una frase che forse non va di moda, di questi tempi. Ma che porta con sé un’idea di Politica.
Quella Politica caratterizzata dalla fatica nel costruire e immaginare una società diversa e migliore.
Nonostante la frenesia della quotidianità, il tempo che stiamo attraversando ci consegna una
responsabilità che riporta al “pensiero”. L’occasione della Riforma Delrio e del titolo V della
Costituzione ci consegna l’ooportunità di ridisegnare lo Stato, il Paese, e le loro funzioni. Ci
consente di immaginare il futuro dei nostri territori, oltre i confini che conosciamo ed entro i quali
siamo abituati a muoverci. E forse sta proprio qui la difficoltà: perdere la certezza dell’abitudine.
In questa Riforma, per me la più importante dell’azione riformatrice del Governo e del PD, sta la
nostra idea di Stato, di Paese e di territorio. Un’idea che deve vedere i territori protagonisti, e che
deve vederci impegnati in prima persona.

Proprio con questo spirito abbiamo lavorato fin da subito per organizzare la nostra federazione in
circondari. Non una questione di forma, ma di sostanza, con l’obiettivo di tornare e far tornare a
discutere, a confrontarci sui tempi, grandi e piccoli che siano. Un modo per stare insieme e
“tenere insieme” la nostra comunità.
Un circondario cremasco storico e già più abituato. Un circondario casalasco che sta riscoprendo la
propria presenza. Un circondario delle terre di Mezzo, per provare ad unire circoli che affrontano
ogni giorno importanti questioni “territoriali”, e una città, Cremona, che ha bisogno di ritrovare un
rapporto con il proprio territorio, oltre le proprie mura.

Mentre i primi tre sono di fatto costituiti, ora dobbiamo trovare l’energia di chiudere il cerchio sul cremonese e riprendere gli incontri apertia ridosso dell’estate. Perché non c’è cosa peggiore di lasciare le cose a metà.
Un’idea di territorio, dunque, che possiamo portare avanti insieme alle tante amministrazioni a
guida Pd che nelle elezioni 2014 abbiamo conquistato, partendo proprio da Cremona.
Un’idea di territorio che passa anche attraverso il futuro dei servizi e che, insieme, stiamo
faticosamente accompagnando. Il dialogo aperto tra Lgh e A2A, la partita dei rifiuti, piuttosto che
quella dell’acqua, sono lì a dimostrare il lavoro fatto in questi due anni, avendo sempre ben
presente la qualità del servizio a vantaggio dei cittadini.

Un’idea di territorio che non può e non deve esimersi da sollevare questioni importanti, come
quella degli accorpamenti dei presidi di Sicurezza, che abbiamo posto anche al Ministro Marianna
Madia contribuendo a rivedere l’impostazione ereditata dalla spendig review del Governo Monti. Il
risparmi non passa solo attraverso la riduzione ragionieristica, bensì attraverso un’accurata
razionalizzazione dei servizi in termini di efficienza. Ed è per questo che sosterremo ogni azione
che avrà come obiettivo proprio l’efficienza.

E poi la Riforma della Sanità della Regione, nella quale come PD Lombardo ci siamo battuti per
mantenere le autonomie di alcuni importanti presidi, come quello di Crema.
Sempre per quanto riguarda la Regione, oggi ci troviamo al fianco degli amministratori per gestire
l’importante partita dei Gal, che interessi che nulla hanno a che vedere con il territorio, rischiano
invece di depotenziare. Non ci spaventano le ipotesi di unire i Gal, anzi.
Ma questo non può limitarsi solo ad una questione di “necessità”. Al contrario dev’essere
un’opportunità che porta con sè un’idea di territorio e del suo sviluppo.

Poi ancora l’idea di sviluppo. Oggi sul tavolo è tornato con forza il tema del polo produttivo di
Tencara, conosciuto da tutti tranne che da Maroni. Quest’ipotesi è ancora attuale, nonostante il
tempo perso. E se ci crediamo, dobbiamo puntare su questo progetto affinchè sia il progetto di
sviluppo del nostro territorio. Con questa idea ci muoveremo nei prossimi giorni insieme a
Comune di Cremona e Provincia nei vari incontri previsti per riportare Tencara al centro
dell’agenda.

Questi sono solo alcune delle tante partite sul tavolo, e che ogni giorno ci vedono impegnati sul
territorio. Partite che hanno bisogno di preparazione, di competenza, di coinvolgimento. Solo un
partito forte, radicato e organizzato può dare il proprio contributo. Ed è per questo che dobbiamo
continuare a lavorare anche negli organismi regionali e nazionali per chiedere e contribuire nella
costruzione di un partito forte e aperto, inclusivo e deciso, che accompagni anche nei territori i
risultati del Governo Renzi e la spinta riformatrice in atto attesa da molti anni.

So bene che in molti di noi ci sono dubbi, perplessità, criticità rispetto al momento che stiamo
attraversando soprattutto in merito ad alcune scelte e modalità del segretario nazionale.

Se entriamo nel merito, poi, di alcuni provvedimenti, vedremmo chiaramente il compromesso nel
rapporto con la compagine di Governo: dal tetto dei 3mila euro per il pagamento con il contante,
piuttosto che il rinvio delle Unioni Civili.

E’ però innegabile che la forza delle Riforme che si stanno attuando non ha precedenti, e sono
convinto che a questo Paese serviva una scossa, uno scatto d’orgoglio. La prova di Expo è lì a
testimoniarlo.

Dopo due anni, sono oggi più consapevole delle difficoltà attraversate, ma ancor di più lo sono di
fronte alle sfide che abbiamo davanti, e che dipendono da noi. Da ciascuno di noi. Sfide che
possiamo vincere se recuperiamo quel senso di comunità, oggi sbiadito, che conosciamo bene.

Un forte abbraccio

Matteo Piloni – segretario provinciale PD cremona